pozzengo ha scritto:
Ma non è negatività, è semmai un senso di scoramento causato dal fatto che il criterio delle scelte societarie è sempre più legato alla contingenza senza che si intraveda un solco, non dico coerente, ma giusto un minimo lineare. E poi questo ossessivo ripetere "progetto" e "ambizione" suona sempre più beffardo alla luce degli anni trascorsi che mostrano anche ai meno attenti che questi termini non calzano minimamente ne con i comportamenti e meno che mai con i risultati.
Se poi Mazzarri sarà in grado di imprimere una svolta, allora: viva Mazzarri.
Prima la svolta, però.
ripeto, per me il senso c'è.
giulini dal giorno uno ha sognato l'allenatore alla ferguson, legato per anni alla squadra ed artefice di grandi successi (ricordo lo abbia ribadito in più interviste nel corso degli anni), che in fondo non è poi dissimile da quello che la lazio ha fatto fino all'anno scorso con inzaghi, se peschi l'allenatore giusto la formula funziona, magari ci vuole tempo, ma funziona.
il problema è che l'incompetenza calcistica di giulini sembra non aver fine, ed ha finora scelto malissimo su chi puntare per il suo nuovo ferguson..prima era zeman, poi rastelli, poi maran e il suo calcio spettacolo, infine di francesco...tutti attesi e tutti andati in malora perchè il materiale umano non c'era proprio.
di mezzo i vari lopez, zola, festa, semplici e dir si voglia sono allenatori di riempimento che il comandante non vedeva adatti a fare da condottieri sul lungo periodo ma a cui ha affidato la squadra per cercare di risolvere i problemi creati dai precedenti condottieri andati in malora.
da qui la velocità con cui ci si è liberati di semplici e da qui la vagonata di milioni data a mazzarri.
per le ambizioni, è il presidente stesso che se le ostacola con un livello di incompetenza e testardaggine che raramente ho visto (cellino era probabilmente anche più testardo, ma nel corso degli annni è arrivato a capirci qualcosina di calcio), continuando imperterrito con gli stessi errori di fondo e poi finendo per licenziare tutti attorno a lui invece di farsi due domande su se stesso.