“Habemus Papam” (2011) di Nanni Moretti
“Tre piani” mi ha riportato ad alcuni film del recente passato di Moretti. Con Habemus il regista ha anticipato, forse ispirato, di un paio d’anni le inaspettate dimissioni di Benedetto XVI. Le motivazioni probabilmente sono diverse, anche perché è diverso il momento della rinuncia alla carica. Nella finzione, è il peso delle responsabilità che rende opprimente al neo eletto accettare un impegno di tale portata, anche perché completamente inaspettato. Nel caso del Papa tedesco penso siano stati soprattutto gli scandali che senza soluzione di continuità da un certo momento in poi hanno colpito la Chiesa. A parte ciò, ho apprezzato la regia di Moretti, come pure la fotografia. Ma la cosa che mi è parsa più riuscita è il vagare del Papa da perfetto sconosciuto per le vie di Roma, mentre ascolta quello che si dice su di lui, su come il passaparola mistifichi la realtà e quanto il suo desiderio di vita normale renda inconciliabile qualsiasi opera di evangelizzazione in giro per il mondo. E qui l’interpretazione di Michel Piccoli è da sottolineare.
Habemus Papam ***
“Mia Madre” (2015) di Nanni Moretti
Margherita (Margherita Buy) è divisa tra il lavoro di regista in un film su una azienda in crisi e la malattia della madre ricoverata in ospedale. Quest’ultimo fatto influenza inevitabilmente la vita personale e il suo comportamento sul set, dove si scontra continuamente con l’attore protagonista (John Turturro), nel film il padrone dell’azienda. Purtroppo la sceneggiatura non sviluppa a sufficienza i personaggi di contorno, tutto ruota attorno a Margherita, ai suoi pensieri e a i suoi incubi legati ai sensi di colpa nei confronti della madre, rendendo alla fine la storia un po’ arida. Anche la regia di Moretti non è al livello delle sue migliori opere, a parte la scena finale, devo dire toccante.
Mia Madre **
“Il Caimano” (2006) di Nanni Moretti
Un produttore di film di serie b deve affrontare difficoltà finanziarie e la separazione dalla moglie. Contemporaneamente una giovane regista è alla ricerca di un finanziatore per un film su Berlusconi e sulla sua discesa in politica e l’influenza negativa che questo ha comportato per la vita degli italiani e per l’intera scena politica nostrana, adagiata inevitabilmente verso i suoi interessi. In verità, alla fine del film girato dalla giovane regista, più che accusare il Caimano viene messo l’accento su chi abbia permesso a Berlusconi di vincere le elezioni e di continuare a fare politica. Ricordandoci cosa diceva Moretti a quel tempo, è un attacco, neppure tanto nascosto, alla sinistra e al Pd. Sul film, come spesso gli capita, ci sono delle parti e dei protagonisti o attori che funzionano e altri meno. Sino alla scena finale del processo (ottima), la parte dedicata a Berlusconi, vista oggi, appare caricaturale (volutamente), ridondante e fuori tempo. Più riuscita, a parer mio, quella dedicata alla separazione del produttore dalla moglie, che è poi l’avvenimento che influenza davvero la vita del protagonista.
Il Caimano **