Simoz73 ha scritto:
Concordo anch'io sul fatto che i giovani abbiano bisogno di tempo per essere inseriti, ma tante altre volte ho letto proprio il contrario, anche qui. Della serie che se non li butti nella mischia con un pò di coraggio non si fanno mai. Ci sono squadre che possono permettersi di attendere, ma avvolte non li si può aspettare e giustamente li si manda altrove. Abbiamo visto pure un Barella a Como per la sua maturazione. Già averne 2 per reparto credo sia troppo. Carboni il campionato scorso fu buttato in mezzo da Zenga e dopo 2 buone partite sparì. Walu ha alternato discrete prestazioni a gravi errori. Oggi non li si può piu considerare giovani, per cui dopo 2-3 anni se sono pronti bene ( a fare almeno le riserve) se no credo sia giusto darli in prestito. Ciò che manca ai giovani spesso è solo la concentrazione, quella caratteristica non certo tipica dei 20enni, per cui per stimolarla bisogna avvolte, credo, mandarli altrove.....per non rischiare di bruciarli.
concordo, ma c'è da dire che un contro sono i Barella che è palese sia un campione dal primo tocco di palla che vedi, un altro profili di talento ma tutti da scoprire come Carboni, Ladinetti, Biancu con cui hai il 40% di possibilità che diventino professionisti in A o B, ma anche un buon 60% che si perdano. Diverso ancora per Walu che per me è uno pronto ma da usare con cautela e non come fatto ne da Di Francesco ne da Semplici, troppo uno e zero l'altro.
Poi è vero quello che dice Tuco, ma il paragone non puoi farlo con i tempi che furono dove probabilmente non sarebbero manco entrati nello spogliatoio, ma in quelli attuali dove poi alla fine sono tutti così. Anche se poi vedi gente come Barella, Pessina, Locatelli, Bastoni che ti danno una speranza sul mondo che verrà
e dirò di più, il problema non sono loro ma gli allenatori ed i DS che fanno parte di una generazione che non sa e non può proprio capirli. Il famoso "sergente di ferro" che a tanti qui dentro piace è una figura dannosissima per questi, così come l'amicone perchè fanno parte di un mondo che non c'è più. I ragazzi di una volta crescevano con genitori ( due per famiglia e non 4 o uno) che davano calci in culo senza problemi e coccole se servivano, che se rispondevi o non facevi il tuo dovere eri stigmatizzato e non si andava a prendersela con chi ti giudicava, almeno nella maggior parte dei casi o almeno in quelli sani.
Magari a scuola avevano l'insgnante a cui si dava del lei e non il prof, magari lavoravano dai 14 anni e li impari a stare al mondo, facevi il militare, tutte cose che oggi non ci sono più sono talmente cambiate che non ci stai dietro.
I Rocco o i Mazzone ve li dovete dimenticare per il bene di questo mondo, oggi per fare quel lavoro devi essere qualificato non solo come tecnico ma come educatore e formatore di persone molto più di prima anche perchè questi oggi sono un capitale per le aziende e non più giocatori. Per capirci guardate Mancini come gestisce la cosa, è un vero professionista cosa che uno Spalletti od un Sarri non sono e non potranno più farlo pur essendo validissimi.
Perchè credete che i tecnici vogliano sempre più giocatori dell'est o sudamericani tipo uruguaiani? Perchè per ragioni culturali, sociali o familiari hanno ancora quel senso della disciplina che gli occidentali non hanno più ma non è corretto, non va bene perchè stai indietro con i tempi e prima o poi la paghi