Roma

"Volevo nascondermi" (2020) di Giorgio Diritti
Presentato l'anno passato a Berlino dove ha vinto il premio per la migliore interpretazione maschile di Elio Germano, è la biografia di Antonio Ligabue. Da qualche anno vengono portate al cinema le storie di pittori celebri (Van Gogh, Gauguin) dove spesso si assiste quanto il loro genio si sposi a fatica con una condizione di vita accettabile. E' così anche per Ligabue, nato in Svizzera da genitori italiani, adottato da una coppia elvetica per poi essere espulso dal paese e riportato in Italia per via del suo comportamento ritenuto inaccettabile. Per puro caso prende in mano una matita e si scopre un talento nascosto. Ottima la regia di Diritti, come pure recitazione e fotografia. La sceneggiatura invece è un po' stiracchiata probabilmente perchè la vita di Ligabue tende ad essere raffigurata come quella di una persona normale, con il desiderio di successo delle proprie opere e quello di una gratificante vita di coppia, che nelle sue condizioni psicofisiche risulta complicato raggiungere.

Volevo nascondermi ***
 
Ricordo uno strepitoso Flavio Bucci nei panni di Ligabue in uno sceneggiato televisivo di fine anni 70'.....se Panenka lo ha visto , potrebbe dirci se Germano e' stato più bravo di Bucci.
 
Volevo solo dire che, di Bucci, ho amato tre interpretazioni in particolare : Ne' "Le memorie di un pazzo" tratto da un libro di Gogol, Il Fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello dove interpreta il signor Meis e per ultimo, il prete eretico né "Il Marchese del Grillo" morto per decapitazione.
Brillante attore, morto a soli 72 anni. 
Germano è talentuoso e può ambire ad essere veramente un grandissimo. 
PS. mi scuso se mi sono permesso di intervenire :white
 
Gilberto Ortu ha scritto:
Volevo solo dire che, di Bucci, ho amato tre interpretazioni in particolare : Ne' "Le memorie di un pazzo" tratto da un libro di Gogol, Il Fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello dove interpreta il signor Meis e per ultimo, il prete eretico né "Il Marchese del Grillo" morto per decapitazione.
Brillante attore, morto a soli 72 anni. 
Germano è talentuoso e può ambire ad essere veramente un grandissimo. 
PS. mi scuso se mi sono permesso di intervenire :white
Intervieni serenamente, qui e' Panenka contro tutti.
Comunque il Don Bastiano di Flavio Bucci ne "Il Marchese del Grillo" e' una perla ineguagliabile .....basta dire che Sordi gli fa da spalla.
 
Tuco ha scritto:
Ricordo uno strepitoso Flavio Bucci nei panni di Ligabue in uno sceneggiato televisivo di fine anni 70'.....se Panenka lo ha visto , potrebbe dirci se Germano e' stato più bravo di Bucci.

Avrei detto di no. Però riguardandolo da youtube devo dire che lo sceneggiato non ha la qualità cinematografica del film. Bucci bravo senza voler assomigliare per forza al vero Ligabue. Germano invece è proprio uguale.
 
"Roubaix, une lumière" (2019) di Arnaud Desplechin.
Roubaix è una cittadina del nord della Francia dove ogni anno è sede di arrivo della più famosa classica ciclistica, la Parigi - Roubaix. Quest'anno si sarebbe dovuta svolgere domenica scorsa ma è stata rinviata in autunno per la pandemia. In questo caso si parla d'altro, della criminalità che da qualche anno si è annidata in città, dai casi più piccoli sino ad arrivare però a qualcosa di più grave, come un omicidio di una vecchia signora. Il commissario incaricato è un magrebino che conosce la sua gente, soprattutto i problemi legati all'immigrazione dal nord Africa e in generale dell'emarginazione che vede coinvolta una parte della popolazione. Il suo modo di agire è più da psicologo che da poliziotto e i suoi collaboratori cercano di fare altrettanto, tra di loro c'è persino uno che ha rinunciato alla carriera ecclesiastica per occuparsi di quest'altra missione. Un modus operandi molto diverso da quello che spesso verifichiamo nella vita reale come ad esempio il fatto recente di Minneapolis. Un bel film, presentato a Cannes nel 2019, che merita tutta la considerazione ricevuta in questi due anni.

Roubaix, une lumière ***
 
"Le sorelle Macaluso" (2020) di Emma Dante
Tratto da un pièce teatrale della stessa Dante è la storia di cinque sorelle senza genitori che vivono a Palermo in una casa in cui allevano dei colombi. La convivenza è resa difficile da incompatibilità caratteriali, acuite da una tragedia che in un giorno spensierato passato al mare le vede coinvolte in prima persona. Nel corso del tempo la frustrazione di una esistenza in cui le delusioni hanno preso il sopravvento rendono la vita delle sorelle priva di quella gioia, ma anche della serenità che solitamente arriva con la maturità, che aveva caratterizzato gli anni giovanili. Molto poetico nella prima parte, lo sconforto raccontato rende il resto del film meno interessante, anche per via di una tecnica di ripresa non soddisfacente.

La sorelle Macaluso **
 
"Nuevo Orden" (2021) di Michel Franco
Dal Messico ultimamente sono arrivati diversi validi registi, Inarritu, Cuaron, del Toro il più commerciale. Ora c'è anche Franco che con Nuevo Orden ha vinto il premio della giuria all'ultimo Venezia. Film molto atteso, ora lo si può vedere legalmente in rete pagando 8 euro sul sito Mymovies, tratta di una rivolta a Città del Messico da parte delle fasce più povere nei confronti di quelle più abbienti. La prima parte, quella più convincente, si svolge durante un matrimonio interrotto dall'arrivo dei manifestanti con i presenti presi in ostaggio, derubati e anche soggetti a violenze che sfociano in alcuni casi in omicidio. Nel proseguo ci si sposta in città seguendo la protagonista che vuole raggiungere la ex governante alle prese con un problema di salute. Il film è breve, meno di 90 minuti nei quali non vengono approfondite le ragioni delle proteste che sfociano nelle violenze descritte e che vedono coinvolte anche parti dell'esercito in una sorta di tutti contro tutti. Film che illude ma che alla fine lascia un po' perplessi.

Nuevo Orden **
 
Domenica verranno assegnati a Los Angeles gli Oscar 2021. Rispetto all'anno precedente il 2020 non è stato un grande anno per il cinema, probabilmente il Covid ha bloccato molte produzioni o soltanto ritardato le uscite. Ecco come avrei votato per alcune delle statuette (tra parentesi chi penso vincerà).

Miglior film
"Mank"
(Nomadland)

Miglior regista
David Fincher -"Mank"
(Chloé Zhao - "Nomadland")

Miglior attrice protagonista
Vanessa Kirby - "Pieces of a Woman"
(Frances McDormand - "Nomadland")

Miglior attore protagonista
Anthony Hopkins - "The Father"
(Chadwick Boseman - "Ma Rainey's Black Bottom")

Miglior attrice non protagonista
Olivia Colman - "The Father"
(Glenn Close - "Hillbilly Elegy")

Miglior sceneggiatura originale
Lee Isaac Chung - "Minari"
(Emerald Fennell - "Promising Young Woman")

Miglior sceneggiatura non originale
Chloé Zhao - Nomadland
(lo stesso)

Miglior fotografia
Joshua James Richards - Nomadland
(lo stesso)

Miglior canzone
"Fight For You" - H.E.R.
("Hear My Voice" - Celeste)
 
Devo vedere Nomadland, se ne parla magistralmente di questo film, credo che comprerò il DVD fra qualche giorno....
 
Tuco ha scritto:
Devo vedere Nomadland, se ne parla magistralmente di questo film, credo che comprerò il DVD fra qualche giorno....

Cazzo , hai comprato un dvd?? Credevo che usavi ancora il vhs :)
 
Il podio del 2020:
1) I'm thinking of ending things
2) Mank
3) Nomadland

Quello del 2019:
1) The Irishman
2) Dolor y gloria
3) Parasite
 
Pane'....Frances terza statuetta per migliore attrice...che abbia eguagliato Katherine Hepburn ?


Controllato ora...Katherine sta a quattro.
 
Ieri mi sono visto Minari.
Abbastanza interessante. Lascia un po' di amaro il finale.
 
Tuco ha scritto:
Pane'....Frances terza statuetta per migliore attrice...che abbia eguagliato Katherine Hepburn ?


Controllato ora...Katherine sta a quattro.



Anch'io pensavo a tre. La mia preferita rimane la Bergman poi Meryl Streep. Preferisco la Hepburn degli esordi invece tre su quattro li ha vinti nella seconda parte della carriera e l'ultimo poco prima di morire.
 
panenka ha scritto:
Tuco ha scritto:
Pane'....Frances terza statuetta per migliore attrice...che abbia eguagliato Katherine Hepburn ?


Controllato ora...Katherine sta a quattro.



Anch'io pensavo a tre. La mia preferita rimane la Bergman poi Meryl Streep. Preferisco la Hepburn degli esordi invece tre su quattro li ha vinti nella seconda parte della carriera e l'ultimo poco prima di morire.


L'ho amata alla follia nella "Regina d'Africa" , ma l'Oscar ando' a Bogey...l'avrebbero meritato entrambi.
 
Gli Oscar non sempre vengono dati ai migliori. Il più delle volte vengono dati a pellicole che sono delle cagate pazzesche.
 
Rivisitando gli Oscar al miglior film, senza andare troppo indietro, nel 1976 "Barry Lyndon" di Kubrick viene battuto da "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Milos Forman, ma non è uno scandalo. Lo è l'anno dopo la vittoria di "Rocky" su "Taxy Driver" il capolavoro di Scorsese. Nel 1980 l'anonimo "Kramer contro Kramer", ma con una coppia di grandi attori, Dustin Hoffman e Meryl Streep, hanno la meglio su "Apocalypse Now". Sembra impossibile ma è così. La scusa è che l'anno prima aveva trionfato una altro film sul Vietnam, "Il cacciatore". Passa un anno e un altro celebrato film di Scorsese "Raging Bull"  "Toro scatenato" qui da noi, viene superato dal dramma familiare di "Gente Comune" di Robert Redford. Non è proprio uno scandalo ma una sorpresa. Lo è invece nel 1984 la vittoria di "Voglia di tenerezza" su "Il grande freddo" di Kasdan, soprattutto per l'inconsistenza del primo. Nel 1987 vince "Platoon" di Oliver Stone, che batte immeritatamente "Camera con vista" di Ivory e soprattutto "The Mission" di Joffe. "A spasso con Daisy" nel 1990 ha la meglio su altri ottimi film, soprattutto "L'attimo fuggente" di Weir e ci chiediamo ancora perchè. Scorsese è sempre stato trattato male dall'Academy durante il periodo migliore della sua carriera e infatti "Goodfellas", da noi "Quei bravi ragazzi", soccombe ad opera di "Balla coi lupi" di Kevin Costner. Un altro regista che si deve abituare alle nominations ma anche alle sconfitte è Ivory. Nel 1993 il suo "Casa Howard" viene sconfitto da "Gli Spietati" di Eastwood. L'anno dopo "Quel che resta del giorno" da "Schindler's List" di Spielberg, niente affatto scelta scandalosa se non ci fosse nella cinquina il capolavoro di Jane Campion "The piano", "Lezioni di piano" in Italia. Un anno dopo "Pulp Fiction" di Tarantino perde contro "Forrest Gump" di Zemeckis e a me non sembra possibile. Nel 2003 altra sconfitta per Scorsese. Il suo "Gangs of New York" si deve inchinare a "Chicago", visto oggi patinato come pochi. Gli anni zero dei duemila non sono granchè per il cinema di Hollywood. Gli anni dieci partono con l'estensione del numero dei film candidati. Non più i canonici 5, come per le altre statuette, ma si passa a un variabile da 10 o 8. Nessun grande scandalo sino al 2019. "Roma", il bellissimo affresco messicano di Cuaron ambientato dopo i mondiali del 1970, film che ha dato il titolo al topic, viene battuto dal debole "Green Book", più che un film un prodotto. E mi chiedo ancora come sia stato possibile.
 
"Il re ed io" nell'anno di "Sentieri Selvaggi" che non ebbe neanche la nomination a miglior film...e possiamo chiudere il topic.
 
"Rifkin's Festival" (2020) di Woody Allen
L'immancabile film annuale di Allen è ambientato a San Sebastian dove si svolge un festival internazionale di cinema. Una coppia in crisi si reca per una vacanza-lavoro, lui studioso di cinema, lei all'interno dell'ufficio stampa di un famoso regista. Entrambi flirtano con altre persone e soprattutto per lui è l'occasione di rivisitare la sua vita anche attraverso immagini di altri famosi film diretti da Fellini, Truffaut, Bunuel e soprattutto Bergman dove il suo "Il posto delle fragole" un po' ricorda il film in discussione mentre con "Il settimo sigillo" termina. Idea brillante, purtroppo la realizzazione non è all'altezza delle sue opere migliori a cominciare dagli attori, tutti di secondo livello per colpa del suo coinvolgimento in situazioni con minori con il quale il movimento "Me Too" - organizzato anche da attori che una volta facevano la fila per lavorare con lui - lo ha boicottato. Anche la regia nella prima parte non è convincente, come pure la fotografia di Storaro che da quando è passato al digitale è diventata eccessiva nell'esplosione dei colori, mentre il b/n dei vecchi film riportati è un grigio topo.

Rifkin's Festival **
 

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