Il Genoa ha avuto il merito di farci sembrare più squadra di quanto siamo. Blessin ha un problema simile a quello di Liverani: troppi giocatori a fine carriera con una preparazione atletica appena sufficiente per la categoria. Sublimano il gap atletico con la posizione, il piede e l'esperienza. Poi incontrano i loro simili, ci provano per 20/25 minuti senza riuscirci e si sgonfiano, inesorabilmente. Primo tempo interessante, loro a crederci e noi a stoppare, sembriamo quasi una squadra, nessuna ombra di gioco ma almeno, per inerzia, esprimiamo reattività gettando palla nello spazio. L'angolano purtroppo è in preda alla sua acerbità, qualche mandrakata di Lapadula, Nandez che sterza alla Robben, fine dei divertimenti. Altare e Goldaniga giganteggiano perchè il gioco latita anche lato Genoa: scendono sulle fasce alla garibaldina e banalmente crossano verso Coda che qualcosa s'inventa. Peccato, non ha inventato una ceppa a sto giro. Bravo anche il nostro portiere che è forse l'unico vincitore al Marassi: ha vinto una botte piena di autostima, e tutti sappiamo che ne aveva tanto bisogno.
Questo pareggio è un fottitura, prolunga la situazione comatosa e non risolve niente, anzi, mette bene in mostra il fatto che siamo meglio quando la partita NON la facciamo noi. Che figo, sperare di salire in A con una passività di questo tipo è qualcosa di innovativo. La prossima con il Brescia del ferrarista inglese è da vincere per confermare lo spirito di Genova, per riprendere la strada verso la scalata etc. etc. i titoli sono facili da immaginare, di sicuro molto più di una fisionomia di squadra propositiva che non raggiungeremo con questo allenatore.
Piedi per terra, che per ora siamo solo un'accozzaglia di nomi ed intenzioni. E così non si sale, grasso che cola se arriviamo ai play-off.