Campionati Europei 2020(1)

Danesi affondano gallesi senza nemmeno tanto sforzo. Con un gioco asciutto e concreto e una forma atletica decisamente migliore ottengono con merito il passaggio ai quarti. I gallesi si vedono un pò all'inizio, qualche sprazzo nel secondo tempo poi il buio totale. Bale poco più che anonimo.
 
E bravi i camionisti austriaci! L'Italia deve meditare bene una realtà: siamo stati sgamati alla grande. O la palla gira veloce o ci attappano facilmente. E con la difesa così alta i rischi diventano enormi se i piedi sono migliori di quelli degli austriaci. E lo saranno. Però, va detto, mai persa la testa e la vittoria ci sta tutta.
 
Partita pesante ed impegnativa più a livello di controllo della tensione che tecnico. I semicrucchi se la giocano nell'unica maniera in cui potevano giocarsela e lo fanno bene. Chiusi, compatti, pronti a colpire e con un Arnautovic indemoniato che non permettono di esprimere il solito gioco che normalmente fa l'Italia. Verratti in partite come queste non può giocare con Jorginho, sono ridondanti e si pestano i piedi, sarebbe stato meglio un cursore da subito, così come Insigne ritorna il monnezzaro di sempre quando deve fare una partita decisiva, capisce che non riesce a fare il fwnomeno allora diventa un peso. Per fortuna abbiamo cambi all'altezza ed entra Chiesa che non è Mbappe ma spacca le partite infatti ha prima una buona occasione poi segna un grandissimo goal. Il raddoppio è un classico e si sfiira il terzo. Probabilmente la prossima usciamo ma questa era mentalmente la più difficile, la più allenante a livello caratteriale e se fossi in una nostra avversaria avrei paura
 
Qualche appunto sulla gestione di Mancini (si fa per parlarne in termini costruttivi, nessuna presunzione).
Il cambio di Chiesa per Berardi e lo stesso Bellotti poteva essere fatto prima. Berardi è raramente entrato in partita, i semicrucchi lo hanno tracciato da subito, e Immobile si è dato tantissimo ma dal 60esimo è del tutto scomparso.
Su Insigne ritengo che abbia prevalso la catena con Spinazzola che a tratti ha funzionato ma il napoletano fa girare i coglioni con la sua ricerca ossessiva del tiro a giro. L'unica cosa che, in termini di conclusioni, gli è venuta bene è la punizione. Però si è sfiancato come pochi, va rimarcato.
E poi Verratti che non si è ancora del tutto ripreso e ha perso palle che hanno mandato in acqua Jorginho che di suo ha dovuto arretrare parecchio il raggio d'azione rallentando pesantemente la manovra e ciò ha mandato fuori giri Barella che da un certo punto (quando gli austriaci hanno preso meglio le misure) risultava troppo avanti rispetto al passo della mediana, escludendosi dalla manovra anche a causa della prevedibilità di Berardi.
 
Tutto corretto detto in giusti termini.
Rimarcherei solo la PARTITA di Spinazzola fino ad ora il migliore dei nostribe probabilmente il miglior difensore del Torneo. Da quando lo vidi nella Dea rimasi impressionato e lo scambio tra lui e Pellegrini fatto da Roma e Nutrie la ritengo paragonabile alla circonvenzione d'incapace che ci fu nello scambio Pirlo Seedorf per Guly e non ricordo chi.

Nota di forte biasimo per Bonucci, al di là degli atteggiamenti da bulletto è l'ombra del difensore (normalissimo) che fu
 
Le chiavi della difesa Mancini le ha date a Bonucci. Ieri mi è parso evidente che Acerbi abbia una notevole intelligenza tattica e che Bonucci vada in affanno nel riposizionamento in fase di arretramento quando subiamo l'infilata. Gli austriaci l'hanno messa sempre sul piano fisico cercando di sfondare. Con un palleggio più accorto nello stretto (penso ad Hazard - Belgio) possono essere dolori.
 
Alla fine l'abbiamo sfangata (anche con quei 10 cm di fortuna che servono sempre in un torneo, perchè andar sotto in quel momento probabilmente poteva essere la fine)  contro una squadra compatta e fisica e dal discreto palleggio come l'Austria. Partita utile e salutare, che riporta un po' coi piedi per terra tutto l'ambiente. Concordo su Spinazzola, un grande terzino sinistro. Lo sapevo forte, ma non così forte.  Bonucci pessimo, ringraziasse Acerbi che ha fatto una gran bella partita.
Le ali in gran difficoltà, con Berardi non pervenuto e Insigne che cerca ossessivamente o' tir a giro. Belotti si conferma centravanti generoso, che per una prima punta è come dire questo  è un bravo ragazzo quando presenti qualcuno ad una donna. 
Barella ieri non mi è piaciuto, e nemmno Verratti.
 
Verratti ieri ha retto un tempo, con l'infortunio recente non ha la forma fisica per 90 se non 120 minuti tirati di queste partite...poi il doppio regista non ha funzionato, anzi Jorginho come ben evidenziato da Bruvura e' stato costretto ad abbassarsi troppo, al momento in cabina di regia basta Jorginho, affiancato da Locatelli che ha più di Verratti , fiato e gamba. Pessina micidiale...in certi inserimenti mi ha ricordato Tardelli.
L'anello debole e' l'attacco....Insigne e Berardi fumosi, Immobile e Belotti alla fine innocui; direi di valutare l'opportunita'  di concedere più minuti a Chiesa.
 
Sempre sofferto con l'austria. Ad Italia 90 ad esempio dove eravamo molto forti solo un gol di schillaci entrato dalla panchina
 
panenka ha scritto:
Sempre sofferto con l'austria. Ad Italia 90 ad esempio dove eravamo molto forti solo un gol di schillaci entrato dalla panchina

Anche nel 78' fu dura, sempre 1-0 con rapina di Pablito nel primo tempo...e' quell'Austria era forte vera, mica questa di ieri: Koncilia, Pezzey, Prohaska, Krankl e Schachner....
 
Tuco ha scritto:
panenka ha scritto:
Sempre sofferto con l'austria. Ad Italia 90 ad esempio dove eravamo molto forti solo un gol di schillaci entrato dalla panchina

Anche nel 78' fu dura, sempre 1-0 con rapina di Pablito nel primo tempo...e' quell'Austria era forte vera, mica questa di ieri: Koncilia, Pezzey, Prohaska, Krankl e Schachner....
Eh ma anche la nostra era forte vera... Rossi Bettega Benetti Tardelli Cabrini Causio...
 
Renzo ha scritto:
Non c'è mai stato amore tra Austria e Italia.

Specie quando si chiamava impero Austroungarico.


zolathebest ha scritto:
Tuco ha scritto:
panenka ha scritto:
Sempre sofferto con l'austria. Ad Italia 90 ad esempio dove eravamo molto forti solo un gol di schillaci entrato dalla panchina

Anche nel 78' fu dura, sempre 1-0 con rapina di Pablito nel primo tempo...e' quell'Austria era forte vera, mica questa di ieri: Koncilia, Pezzey, Prohaska, Krankl e Schachner....
Eh ma anche la nostra era forte vera... Rossi Bettega Benetti Tardelli Cabrini Causio...
Non ci piove...infatti la portammo a casa. Ci giocammo la finale con quel pareggio con i crucchi essenzialmente...le due traverse di Bettega , più il salvataggio di tacco di Kaltz sempre su percussione di Bettega , roba da ballo di S.Vito per i nervi....Avremmo affrontato gli Orange con due risultati su tre....
 
Io a Mancini imputo essenzialmente due errori e ambedue in fase di convocazione ovvero l'assenza sia di Calabria che di Mancini. A parte che sono stati tra i migliori del ruolo ma hanno la capacità di giocare in maniera eccellente sia all'esterno che da centrali. Mancini addirittura può fare il centrocampista e ieri con un Di Lorenzo appannato ed un Bonucci in banan sarebbero serviti. Ma proprio per questo penso che non siano stati convocati, troppo bravi per fare da secondi ed è una cosa tipicamente italiana che non ho mai capito
 
Se vince....sarà come Bearzot che nel 1982 non convoco' Pruzzo Brontolo, per non fare ombra a Rossi, ed a maggior cautela, con Bettega rotto , tiro' dentro spadino Selvaggi....se perde male...gli fanno il culo...classica astuzia italica...pronti a salire sul carretto del vincitore, e pronti a dare il colpo di grazia all'inerme.
 
Anche Lippi non convocò Lucarelli per non stare addosso a Toni per non parlare di Sacchi che lasciò fuori Mancini, Vialli, Lombardo, Zenga, Vierchowod per portare Mussi, Massaro Porrini e Ancelotti
 
Tuco ha scritto:
Se vince....sarà come Bearzot che nel 1982 non convoco' Pruzzo Brontolo, per non fare ombra a Rossi, ed a maggior cautela, con Bettega rotto , tiro' dentro spadino Selvaggi....se perde male...gli fanno il culo...classica astuzia italica...pronti a salire sul carretto del vincitore, e pronti a dare il colpo di grazia all'inerme.

Comunque facile dire che ebbe ragione, visto che vinse il mondiale. Ma lasciare a casa il capocannoniere italiano, uno dei più prolifici del periodo, per me fu un errore comunque. Le prime tre partite furono una desolazione davanti, Pablito era in evidentissima difficoltà, e se non si andò a casa fu (se non si vuol credere a certe combine, ed io non voglio crederci) essenzialmente per culo.
 
Ma infatti, la trovo una mezza follia figlia della mentalità da caserma che ha sempre circondato il calcio italiano. Ok il gruppo ma rinunciare a qualcuno perché può mettere in ombra qualcun'altro o perché ha una certa personalità è pazzesco. Mancini sotto questo punto di vista mi pare due spanne sopra, forse il fatto di essere ostracizzato in passato lo aiuta perché all'epoca va bene che fosse un cagacazzi monumentale ma era pure, dopo Baggio, il più grande talento che avevamo
 
Bruvura ha scritto:
Ma infatti, la trovo una mezza follia figlia della mentalità da caserma che ha sempre circondato il calcio italiano. Ok il gruppo ma rinunciare a qualcuno perché può mettere in ombra qualcun'altro o perché ha una certa personalità è pazzesco. Mancini sotto questo punto di vista mi pare due spanne sopra, forse il fatto di essere ostracizzato in passato lo aiuta perché all'epoca va bene che fosse un cagacazzi monumentale ma era pure, dopo Baggio, il più grande talento che avevamo

Sono d'accordo, ha una mentalità sicuramente diversa da quella passata. Che avesse classe cristallina è fuor di dubbio... poi c'è il mistero per il quale alcuni grandi giocatori di club in azzurro stentarono sempre. Lui è stato uno di quelli. Ma anche gente di valore come appunto Pruzzo o Beccalossi, per fare due nomi.
 
Le partite della nazionale sono di tre tipi: quelle che contano, quelle che servono, le amichevoli. In quelle che contano insistono parecchio le dinamiche contingenti: pressione mediatica, forma fisica spesso da fine stagione, dispute tra procuratori, antipatia-simpatie di spogliatoio. Alcuni non riescono ad adattarsi, altri si. Conta poco se sei un grande giocatore. Per trovare un estremo evidente: Lionel Messi. La sua presenza con l'Argentina nelle partite che contano è stata perfino fastidiosa in relazione alle grandi aspettative. Basta contare le finali che hanno perso e quanti titoli hanno portato a casa con lui in campo/rosa.


A tal proposito, scontando i tratti apologetico-favolistici, è interessante il film Estate '92 che racconta l'avventura della Danimarca agli europei. Li chi regge baracca è il tecnico, Richard Moller-Nielsen. Si becca una sfilza di insulti feroce, condita di sfiducia tanto interna quanto esterna alla squadra, e sberleffi che al confronto quelli di Bearzot '82 sono acqua liscia. Eppure riesce a trovare la chiave. Si, certo, ci fu pure il fattor C. Ma quello è imponderabile e vale per tutti.
 

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