Le partite della nazionale sono di tre tipi: quelle che contano, quelle che servono, le amichevoli. In quelle che contano insistono parecchio le dinamiche contingenti: pressione mediatica, forma fisica spesso da fine stagione, dispute tra procuratori, antipatia-simpatie di spogliatoio. Alcuni non riescono ad adattarsi, altri si. Conta poco se sei un grande giocatore. Per trovare un estremo evidente: Lionel Messi. La sua presenza con l'Argentina nelle partite che contano è stata perfino fastidiosa in relazione alle grandi aspettative. Basta contare le finali che hanno perso e quanti titoli hanno portato a casa con lui in campo/rosa.
A tal proposito, scontando i tratti apologetico-favolistici, è interessante il film Estate '92 che racconta l'avventura della Danimarca agli europei. Li chi regge baracca è il tecnico, Richard Moller-Nielsen. Si becca una sfilza di insulti feroce, condita di sfiducia tanto interna quanto esterna alla squadra, e sberleffi che al confronto quelli di Bearzot '82 sono acqua liscia. Eppure riesce a trovare la chiave. Si, certo, ci fu pure il fattor C. Ma quello è imponderabile e vale per tutti.