panenka
CRBino
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Se Giulini non è il peggior presidente della storia del Cagliari poco ci manca. Da quando ha rilevato la società ha portato in Sardegna tre grandi allenatori, considerando le possibilità della nostra squadra. Zeman, Di Francesco e ora Ranieri. I primi due sono usciti al primo giro. A Ranieri non credo andrà così male anche perché siamo a metà stagione e in serie B; anzi credo che l'allenatore romano ci porterà ai play offs. Il discorso però è un'altro. Per risolvere problemi strutturali abbiamo la necessità di ricorrere al passato, a una vecchia gloria invece di lavorare sul programma considerato che siamo privi della serie A e dello stadio e il nostro parco giocatori è ridicolo. È bastato però l'annuncio del ritorno di Ranieri per alimentare entusiasmo e aspettative, facendo dimenticare i veri problemi irrisolti. Venendo a Ranieri da un punto di vista tattico si può dire che sia un "ibrido". Quando si è affacciato nel calcio che conta in Italia c'erano due grandi allenatori completamente opposti. Trapattoni, il discendente, Sacchi l'emergente. Ecco Ranieri rimase nel limbo cercando di prendere gli aspetti positivi di entrambi, finendo però per non dare una definizione precisa al suo gioco. Questo si è visto quando ha allenato grandi squadre o con grandi potenzialità. Ha preferito lavorare più sull'ambiente e lo spogliatoio preparando il clima per il suo sucessore. È stato così con Lippi a Napoli, a Valencia con Cuper e al Chelsea con Mourinho. Poi una girandola di squadre, grande sfortuna a Roma fino a che la ruota della fortuna non si è fermata sulla sua casella con l'impresa di Leicester. Alla sua età Cagliari rappresenta l'arrivo della sua lunghissima carriera, proprio da dove era partita.