Ieri è morta a 75 anni Paola Pigni, è stata una grande dell'atletica italiana, di più, è stata una pioniera del mezzofondo italiano, europeo e mondiale.
Oggi le donne dell'atletica leggera si possono esprimere sulle stesse distanze previste per gli uomini, ma quando Paola Pigni cominciò la sua carriera la specialità più lunga prevista per le donne nel programma olimpico erano gli 800 metri e così fu fino alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968.
Chissà perchè allora si pensava che le distanze più lunghe fossero dannose per la salute delle donne, oggi gli studi scientifici e l'attività concreta dimostrano invece che le specialità dove le donne sono più vicine agli uomini sono proprio quelle del mezzofondo prolungato.
Paola Pigni questo lo aveva capito subito, gli 800 metri per lei erano troppo corti e lo dimostrò con i fatti, tanto che si spinse sulle distanze più lunghe fino ad arrivare alla maratona, in quegli anni tra la fine degli anni 60 e i primi 70 è riuscita a stabilire i primati del mondo in tutte le specialità del mezzofondo (1500, 3000, 5000, 10000 metri oltre che sul miglio).
Nelle Olimpiadi del 1972 a Monaco di Baviera sui 1500 metri (inseriti per la prima volta nel programma olimpico) arrivò terza dietro ad un'atleta russa (Ludmila Bragina) e ad una tedesca dell'est (Gunhild Hoffmeister), fu la sola altra medaglia italiana nell'atletica insieme a quella di Mennea sui 200 metri.
Al di là dei titoli, dei primati e delle medaglie resta però il fatto che lei ha aperto la strada ed è stata un esempio per tutte le donne che oggi praticano quelle distanze.
Riposa in pace.
Oggi le donne dell'atletica leggera si possono esprimere sulle stesse distanze previste per gli uomini, ma quando Paola Pigni cominciò la sua carriera la specialità più lunga prevista per le donne nel programma olimpico erano gli 800 metri e così fu fino alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968.
Chissà perchè allora si pensava che le distanze più lunghe fossero dannose per la salute delle donne, oggi gli studi scientifici e l'attività concreta dimostrano invece che le specialità dove le donne sono più vicine agli uomini sono proprio quelle del mezzofondo prolungato.
Paola Pigni questo lo aveva capito subito, gli 800 metri per lei erano troppo corti e lo dimostrò con i fatti, tanto che si spinse sulle distanze più lunghe fino ad arrivare alla maratona, in quegli anni tra la fine degli anni 60 e i primi 70 è riuscita a stabilire i primati del mondo in tutte le specialità del mezzofondo (1500, 3000, 5000, 10000 metri oltre che sul miglio).
Nelle Olimpiadi del 1972 a Monaco di Baviera sui 1500 metri (inseriti per la prima volta nel programma olimpico) arrivò terza dietro ad un'atleta russa (Ludmila Bragina) e ad una tedesca dell'est (Gunhild Hoffmeister), fu la sola altra medaglia italiana nell'atletica insieme a quella di Mennea sui 200 metri.
Al di là dei titoli, dei primati e delle medaglie resta però il fatto che lei ha aperto la strada ed è stata un esempio per tutte le donne che oggi praticano quelle distanze.
Riposa in pace.