panenka
CRBino
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La domanda è questa: che necessità aveva Guardiola di un giocatore come Haaland, considerato che nella sua carriera ha rinunciato a fenomeni come E’tò e Ibrahimovic nel periodo migliore della loro carriera. Per non disturbare le giocate di Messi era allora la risposta. E al City dove in effetti non c’è uno come Messi, perché è necessario uno come Haaland, un cecchino infallibile ma che gioca da solo, molto di più di E’tò e Ibrahimovic? La prima risposta potrebbe essere, per toglierlo alle rivali. Non mi sembra così convincente. Per vincere la Champions, altra ipotesi, considerato che Guardiola e il suo gioco le hanno vinte solo a Barcellona e malgrado la girandola di grandi giocatori il City vince in patria ma fatica nel continente. Al sottoscritto delle vittorie del Man City importa poco, semmai mi interessa di più analizzare il gioco del City con o senza Haaland. Il danese non è molto distante dalle prestazioni di Van Nistelrooy, Higuain e Lewandoski. Grandi attaccanti che hanno sempre pensato più al gol che alla squadra. Al Real ad esempio preferirono le sponde di Benzema ai gol del Pipita e hanno avuto ragione. Lewandoski per anni ha rappresentato il tappo del Bayern. Tanti gol, ma gli esterni non erano certi favoriti dai suoi movimenti, piuttosto statici. Mandzukic prima di lui al Bayern aveva permesso a Robben e Ribery di effettuare le loro migliori giocate. In Nazionale a Perisic e Rebic. Ma con Flick Lewandoski è diventato un attaccante completo che segna e fa segnare. E questo dimostra che un giocatore intelligente può anche modificare in meglio il proprio gioco e il proprio istinto.
Ora veniamo a Haaland. La domanda è se Guardiola riuscirà a trasformare il gioco del danese in maniera funzionale a quello della sua squadra. Cioè se oltre a fare i gol Haaland saprà creare quei varchi che permetta anche agli altri giocatori (grandi giocatori) di arrivare in porta con movimenti e sponde, soluzioni che danno la possibilità di avere più strade per il gol. Come pure nella manovra offensiva, ovvero contribuire a mantenere il pallone attraverso brevi passaggi in una determinata zona dell’attacco per liberare la zona opposta non presidiata efficacemente dall’avversario. Con con l’attuale Haaland è più facile fare il cross e aspettare che il colosso danese la butti dentro oppure lanciarlo in profondità. Naturalmente se si vince con questo gioco ridotto ai minimi termini nessuno dirà nulla, ma il bellissimo calcio di Guardiola avrà perso comunque la sua identità.
Ora veniamo a Haaland. La domanda è se Guardiola riuscirà a trasformare il gioco del danese in maniera funzionale a quello della sua squadra. Cioè se oltre a fare i gol Haaland saprà creare quei varchi che permetta anche agli altri giocatori (grandi giocatori) di arrivare in porta con movimenti e sponde, soluzioni che danno la possibilità di avere più strade per il gol. Come pure nella manovra offensiva, ovvero contribuire a mantenere il pallone attraverso brevi passaggi in una determinata zona dell’attacco per liberare la zona opposta non presidiata efficacemente dall’avversario. Con con l’attuale Haaland è più facile fare il cross e aspettare che il colosso danese la butti dentro oppure lanciarlo in profondità. Naturalmente se si vince con questo gioco ridotto ai minimi termini nessuno dirà nulla, ma il bellissimo calcio di Guardiola avrà perso comunque la sua identità.