Articoli e segnalazioni di vario interesse

Interessante, invece...

Non so se vuoi dare una collocazione specifica, su questo argomento, o lasciarla generica...

In ogni caso, la inserisco nella parte "Approfondimenti CRB"
 
theon ha scritto:
Interessante, invece...

Non so se vuoi dare una collocazione specifica, su questo argomento, o lasciarla generica...

In ogni caso, la inserisco nella parte "Approfondimenti CRB"

Ok. Direi di lasciarla aperta\generica per proporre discussioni anche non strettamente calcistiche. Decidi tu per il meglio.
 
pozzengo ha scritto:
theon ha scritto:
Interessante, invece...

Non so se vuoi dare una collocazione specifica, su questo argomento, o lasciarla generica...

In ogni caso, la inserisco nella parte "Approfondimenti CRB"

Ok. Direi di lasciarla aperta\generica per proporre discussioni anche non strettamente calcistiche. Decidi tu per il meglio.

Allora lasciamo così...

Non ti preoccupare, create tutti i thread che volete... Se poi qualcosa non torna si sistema... :)
 
pozzengo ha scritto:
Apro questo topic perchè non ho trovato una collocazione per quanto segue. Per Theon: se andava postato altrove, cancellalo pure e magari dimmi dove segnalare "articoli vari" le prossime volte. Grazie.


Da un sito pregevole und sfizioso.

«Della partita non ce ne frega un cazzo». La nascita della cultura ultras in Italia.

https://spazio70.com/societa-e-cult...zo-la-nascita-della-cultura-ultras-in-italia/



conosco questo sito, lo leggo ogni tanto perchè è interessante e perchè accresce il mio odio profondo per gli anni 70 e per quello che li riguardava, un buco nero della storia d'Italia che ancora ci portiamo dietro.
 
Bruvura ha scritto:
pozzengo ha scritto:
Apro questo topic perchè non ho trovato una collocazione per quanto segue. Per Theon: se andava postato altrove, cancellalo pure e magari dimmi dove segnalare "articoli vari" le prossime volte. Grazie.


Da un sito pregevole und sfizioso.

«Della partita non ce ne frega un cazzo». La nascita della cultura ultras in Italia.

https://spazio70.com/societa-e-cult...zo-la-nascita-della-cultura-ultras-in-italia/



conosco questo sito, lo leggo ogni tanto perchè è interessante e perchè accresce il mio odio profondo per gli anni 70 e per quello che li riguardava, un buco nero della storia d'Italia che ancora ci portiamo dietro.



Da un buco nero escono tante cose, non solo la merda. E lo sai bene perchè altrimenti non ci butteresti l'occhio. A meno che non ti piaccia coltivare l'odio astratto per un periodo irrisolvibile. Impariamo dai fighissimi "millennials": se ne fottono alla stragrande d'o passato e fanno gli happenning catartici perchè non possono respirare. Chissà cosa riguarderà la prossima ondata di indignazione globale. Partirà dall'inghilterra, dagli states o stavolta sarà il turno di qualche località meno anglofona?
 
pozzengo ha scritto:
Bruvura ha scritto:
pozzengo ha scritto:
Apro questo topic perchè non ho trovato una collocazione per quanto segue. Per Theon: se andava postato altrove, cancellalo pure e magari dimmi dove segnalare "articoli vari" le prossime volte. Grazie.


Da un sito pregevole und sfizioso.

«Della partita non ce ne frega un cazzo». La nascita della cultura ultras in Italia.

https://spazio70.com/societa-e-cult...zo-la-nascita-della-cultura-ultras-in-italia/



conosco questo sito, lo leggo ogni tanto perchè è interessante e perchè accresce il mio odio profondo per gli anni 70 e per quello che li riguardava, un buco nero della storia d'Italia che ancora ci portiamo dietro.



Da un buco nero escono tante cose, non solo la merda. E lo sai bene perchè altrimenti non ci butteresti l'occhio. A meno che non ti piaccia coltivare l'odio astratto per un periodo irrisolvibile. Impariamo dai fighissimi "millennials": se ne fottono alla stragrande d'o passato e fanno gli happenning catartici perchè non possono respirare. Chissà cosa riguarderà la prossima ondata di indignazione globale. Partirà dall'inghilterra, dagli states o stavolta sarà il turno di qualche località meno anglofona?



colgo la provocazione (intellettuale) e ti rispondo : sono un appassionato di storia, leggo tutto il possibile di qualunque fonte su quello che è accaduto in passato e, mi devi credere, leggo acriticamente senza pregiudizi o preconcetti. Non voto, non ho parti politiche ma una coscenza politica si per cui giudico IMHO senza riferimenti ideologici.
Il sito è fatto bene, gli articoli molto interessanti anche perchè "pop" in molti casi per cui il mio riferimento all'odio non è verso il concept ma proprio verso chi in quegli anni ha creato abomini come il terrorismo politico e le sue varianti politiche, le varie autonomie, potere, fronte ecc... che ci hanno portato allo stato di perenne anarchia in cui viviamo. Alla fine mi sono fatto un'idea sui 70, ovvero che in Europa eravamo ovviamente divisi in blocchi e noi facendo parte del patto Atlantico eravamo sul bilico di una contraddizione. In questo blocco c'erano sia le potenze uscite vincitrici dalla guerra che noi o la Germania che l'avevamo provocata, c'erano democrazie evolute, altre meno e dittature (Spagna, Portogallo, Grecia). L'Italia per sua natura e per il fatto che avesse un PC potentissimo non poteva far parte ne delle prime ne delle seconde e nemmeno delle terze per cui si viveva in una sorta di filo del rasoio che in alcuni anni pendeva dalla parte positiva, vedi boom economico o evoluzioni sociali. Ma quando ha peso dall'altra nel '68 è diventata ingestibile, una sorta di follia a spirale che ha tirato dentro di tutto ed i partiti di allora non erano preparati a gestirla in quanto, fondamentalmente, nn la capivano.
Ripensandoci sarebbe stato meglio avere un colpo di Stato con l'insediamento di un regime simil franchista che, anche violentemente, rimettesse le cose in riga e poi si tornasse nel tempo ad una democrazia. Ma non si è fatto ed il risultato lo abbiamo visto.

p.s. si lo so, posso sembrare un cinico fascistone, mi prendo il crucifige e così sia, son della razza mia, il primo che ha rinnegato

p.s 2 i millenials, poracci...
 
Bruvura ha scritto:
pozzengo ha scritto:
Bruvura ha scritto:
pozzengo ha scritto:
Apro questo topic perchè non ho trovato una collocazione per quanto segue. Per Theon: se andava postato altrove, cancellalo pure e magari dimmi dove segnalare "articoli vari" le prossime volte. Grazie.


Da un sito pregevole und sfizioso.

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https://spazio70.com/societa-e-cult...zo-la-nascita-della-cultura-ultras-in-italia/



conosco questo sito, lo leggo ogni tanto perchè è interessante e perchè accresce il mio odio profondo per gli anni 70 e per quello che li riguardava, un buco nero della storia d'Italia che ancora ci portiamo dietro.



Da un buco nero escono tante cose, non solo la merda. E lo sai bene perchè altrimenti non ci butteresti l'occhio. A meno che non ti piaccia coltivare l'odio astratto per un periodo irrisolvibile. Impariamo dai fighissimi "millennials": se ne fottono alla stragrande d'o passato e fanno gli happenning catartici perchè non possono respirare. Chissà cosa riguarderà la prossima ondata di indignazione globale. Partirà dall'inghilterra, dagli states o stavolta sarà il turno di qualche località meno anglofona?



colgo la provocazione (intellettuale) e ti rispondo : sono un appassionato di storia, leggo tutto il possibile di qualunque fonte su quello che è accaduto in passato e, mi devi credere, leggo acriticamente senza pregiudizi o preconcetti. Non voto, non ho parti politiche ma una coscenza politica si per cui giudico IMHO senza riferimenti ideologici.
Il sito è fatto bene, gli articoli molto interessanti anche perchè "pop" in molti casi per cui il mio riferimento all'odio non è verso il concept ma proprio verso chi in quegli anni ha creato abomini come il terrorismo politico e le sue varianti politiche, le varie autonomie, potere, fronte ecc... che ci hanno portato allo stato di perenne anarchia in cui viviamo. Alla fine mi sono fatto un'idea sui 70, ovvero che in Europa eravamo ovviamente divisi in blocchi e noi facendo parte del patto Atlantico eravamo sul bilico di una contraddizione. In questo blocco c'erano sia le potenze uscite vincitrici dalla guerra che noi o la Germania che l'avevamo provocata, c'erano democrazie evolute, altre meno e dittature (Spagna, Portogallo, Grecia). L'Italia per sua natura e per il fatto che avesse un PC potentissimo non poteva far parte ne delle prime ne delle seconde e nemmeno delle terze per cui si viveva in una sorta di filo del rasoio che in alcuni anni pendeva dalla parte positiva, vedi boom economico o evoluzioni sociali. Ma quando ha peso dall'altra nel '68 è diventata ingestibile, una sorta di follia a spirale che ha tirato dentro di tutto ed i partiti di allora non erano preparati a gestirla in quanto, fondamentalmente, nn la capivano.
Ripensandoci sarebbe stato meglio avere un colpo di Stato con l'insediamento di un regime simil franchista che, anche violentemente, rimettesse le cose in riga e poi si tornasse nel tempo ad una democrazia. Ma non si è fatto ed il risultato lo abbiamo visto.

p.s. si lo so, posso sembrare un cinico fascistone, mi prendo il crucifige e così sia, son della razza mia, il primo che ha rinnegato

p.s 2 i millenials, poracci...



Anche er mascellone considerava ingovernabili gli italiani. Se non ci è riuscito nemmeno chi aveva pieni poteri... Quelli che si sono affrontati/scontrati nelle strade nei 70 hanno fattoesplodere, palesandolo, quello che vige latente, ma ben presente, anche oggi: un paese in preda alle bande. Alcune evidenti, la maggior parte più o meno alla luce del sole. Penso che sia una caratteristica che sempre connotterà i popoli italici, isole comprese. Fratricidi, clanici, cordaioli, campaniloidi, familistici e via dividendo. Per essere raffinati: poliarchici.
Siamo uno dei pochi paesi che nella sua capitale, al netto di ambasciate e consolati, ha ben 3 entità sovrane distinte con diramazioni multinazionali autonome. E sul territorio patrio ancheuna piccola lavanderia, che torna sempre utile. Senza contare le organizzazioni criminali coi baffi, anche loro ampiamente sovrane e transnazionali, con una "diplomazia" indipendente e con alleanze talvolta convergenti con le 3 entità. Che poi, detta così, cruda, sembriamo una potenza globale come poche. Forse lo siamo, ma non per i più. Probabilmente per cerchie affaristiche ristrette che contrariamente ad altre situazioni hanno la possibilità di trovarsi in casa dei canali multilivello per i loro traffici. Ma questa è una mia deduzione a grana grossa.

Tutta questa bella gente, c'è oggi come c'era allora. Giusto la camorra e la 'ndrangheta non avevano ancora sviluppato una proiezione riconosciuta a livello internazionale. Ma i siciliani erano già delle bestie mica da ridere, altro che potere operaio, autonomia o ordine nuovo. Questi, al cospetto, sono scimmie bercianti che possono, al massimo, fare casino. E lo hanno fatto, molti in buona fede, taluni in malafede, non pochi in zona-grigia.
Non penso che un golpe militare potesse in passato "sistemare le cose". Sarebbe stato solo un inutile bagno di sangue. Militarmente, per quanto è fino ad oggi noto, al netto degli ovvi piani di contenimento dell'ordine pubblico e le manovre militari anti-invasione, quello Solo fu una mezza sola che costò le coronarie a Segni. L'immacolata costò il culo a Borghese e mise il turbo nella gobba del gobbo che liquidati i colonelli-gonzi imperò contrastato solo dal Moro, la cui fine è nota. Quello di Sogno, poco più di un sogno, cioè, nemmeno un'intentona. Quello inglese cassato sul nascere, che gli americani e i tedeschi non avevano voglia e soldi per star dietro al vespaio. L'unico golpe "serio" di cui si ha notizia, se si cerca, è stato di carattere finanziario, quando i romano-siculi cercarono di ledere la maestà dei lombardo-piemontesi. Ma gli ingenti capitali erano meramente figurativi, frutto di matrioske infinite. Alla fine chi se la prese dritta & secca in der posto furono i buoi, cioè noi, che ancora stiamo pagando sia i buffi che le conseguenze che questi ebbero sul proseguio. E pagò anche il papa polacco, a cui procurarono degli orifizi supplementari.

Scusa il tono un pò cinico. Una delle sensazioni che provo quando leggo certi aspetti della storia italiana dal dopoguerra è un senso profondo di scoramento per la scientifica castrazione delle energie migliori a vantaggio di opachi interessi di bottega.

Ps. lascia perdere la favola del PCI che mai & giammai...  Berlinguer, anche se non lo sapeva, aveva più estimatori a Langley che a Mosca. Questo invece lo sapeva perchè gli avevano lasciato un promemoria nei paraggi di Sofia.
 
pozzengo ha scritto:
Bruvura ha scritto:
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Apro questo topic perchè non ho trovato una collocazione per quanto segue. Per Theon: se andava postato altrove, cancellalo pure e magari dimmi dove segnalare "articoli vari" le prossime volte. Grazie.


Da un sito pregevole und sfizioso.

«Della partita non ce ne frega un cazzo». La nascita della cultura ultras in Italia.

https://spazio70.com/societa-e-cult...zo-la-nascita-della-cultura-ultras-in-italia/



conosco questo sito, lo leggo ogni tanto perchè è interessante e perchè accresce il mio odio profondo per gli anni 70 e per quello che li riguardava, un buco nero della storia d'Italia che ancora ci portiamo dietro.



Da un buco nero escono tante cose, non solo la merda. E lo sai bene perchè altrimenti non ci butteresti l'occhio. A meno che non ti piaccia coltivare l'odio astratto per un periodo irrisolvibile. Impariamo dai fighissimi "millennials": se ne fottono alla stragrande d'o passato e fanno gli happenning catartici perchè non possono respirare. Chissà cosa riguarderà la prossima ondata di indignazione globale. Partirà dall'inghilterra, dagli states o stavolta sarà il turno di qualche località meno anglofona?



colgo la provocazione (intellettuale) e ti rispondo : sono un appassionato di storia, leggo tutto il possibile di qualunque fonte su quello che è accaduto in passato e, mi devi credere, leggo acriticamente senza pregiudizi o preconcetti. Non voto, non ho parti politiche ma una coscenza politica si per cui giudico IMHO senza riferimenti ideologici.
Il sito è fatto bene, gli articoli molto interessanti anche perchè "pop" in molti casi per cui il mio riferimento all'odio non è verso il concept ma proprio verso chi in quegli anni ha creato abomini come il terrorismo politico e le sue varianti politiche, le varie autonomie, potere, fronte ecc... che ci hanno portato allo stato di perenne anarchia in cui viviamo. Alla fine mi sono fatto un'idea sui 70, ovvero che in Europa eravamo ovviamente divisi in blocchi e noi facendo parte del patto Atlantico eravamo sul bilico di una contraddizione. In questo blocco c'erano sia le potenze uscite vincitrici dalla guerra che noi o la Germania che l'avevamo provocata, c'erano democrazie evolute, altre meno e dittature (Spagna, Portogallo, Grecia). L'Italia per sua natura e per il fatto che avesse un PC potentissimo non poteva far parte ne delle prime ne delle seconde e nemmeno delle terze per cui si viveva in una sorta di filo del rasoio che in alcuni anni pendeva dalla parte positiva, vedi boom economico o evoluzioni sociali. Ma quando ha peso dall'altra nel '68 è diventata ingestibile, una sorta di follia a spirale che ha tirato dentro di tutto ed i partiti di allora non erano preparati a gestirla in quanto, fondamentalmente, nn la capivano.
Ripensandoci sarebbe stato meglio avere un colpo di Stato con l'insediamento di un regime simil franchista che, anche violentemente, rimettesse le cose in riga e poi si tornasse nel tempo ad una democrazia. Ma non si è fatto ed il risultato lo abbiamo visto.

p.s. si lo so, posso sembrare un cinico fascistone, mi prendo il crucifige e così sia, son della razza mia, il primo che ha rinnegato

p.s 2 i millenials, poracci...



Anche er mascellone considerava ingovernabili gli italiani. Se non ci è riuscito nemmeno chi aveva pieni poteri... Quelli che si sono affrontati/scontrati nelle strade nei 70 hanno fattoesplodere, palesandolo, quello che vige latente, ma ben presente, anche oggi: un paese in preda alle bande. Alcune evidenti, la maggior parte più o meno alla luce del sole. Penso che sia una caratteristica che sempre connotterà i popoli italici, isole comprese. Fratricidi, clanici, cordaioli, campaniloidi, familistici e via dividendo. Per essere raffinati: poliarchici.
Siamo uno dei pochi paesi che nella sua capitale, al netto di ambasciate e consolati, ha ben 3 entità sovrane distinte con diramazioni multinazionali autonome. E sul territorio patrio ancheuna piccola lavanderia, che torna sempre utile. Senza contare le organizzazioni criminali coi baffi, anche loro ampiamente sovrane e transnazionali, con una "diplomazia" indipendente e con alleanze talvolta convergenti con le 3 entità. Che poi, detta così, cruda, sembriamo una potenza globale come poche. Forse lo siamo, ma non per i più. Probabilmente per cerchie affaristiche ristrette che contrariamente ad altre situazioni hanno la possibilità di trovarsi in casa dei canali multilivello per i loro traffici. Ma questa è una mia deduzione a grana grossa.

Tutta questa bella gente, c'è oggi come c'era allora. Giusto la camorra e la 'ndrangheta non avevano ancora sviluppato una proiezione riconosciuta a livello internazionale. Ma i siciliani erano già delle bestie mica da ridere, altro che potere operaio, autonomia o ordine nuovo. Questi, al cospetto, sono scimmie bercianti che possono, al massimo, fare casino. E lo hanno fatto, molti in buona fede, taluni in malafede, non pochi in zona-grigia.
Non penso che un golpe militare potesse in passato "sistemare le cose". Sarebbe stato solo un inutile bagno di sangue. Militarmente, per quanto è fino ad oggi noto, al netto degli ovvi piani di contenimento dell'ordine pubblico e le manovre militari anti-invasione, quello Solo fu una mezza sola che costò le coronarie a Segni. L'immacolata costò il culo a Borghese e mise il turbo nella gobba del gobbo che liquidati i colonelli-gonzi imperò contrastato solo dal Moro, la cui fine è nota. Quello di Sogno, poco più di un sogno, cioè, nemmeno un'intentona. Quello inglese cassato sul nascere, che gli americani e i tedeschi non avevano voglia e soldi per star dietro al vespaio. L'unico golpe "serio" di cui si ha notizia, se si cerca, è stato di carattere finanziario, quando i romano-siculi cercarono di ledere la maestà dei lombardo-piemontesi. Ma gli ingenti capitali erano meramente figurativi, frutto di matrioske infinite. Alla fine chi se la prese dritta & secca in der posto furono i buoi, cioè noi, che ancora stiamo pagando sia i buffi che le conseguenze che questi ebbero sul proseguio. E pagò anche il papa polacco, a cui procurarono degli orifizi supplementari.

Scusa il tono un pò cinico. Una delle sensazioni che provo quando leggo certi aspetti della storia italiana dal dopoguerra è un senso profondo di scoramento per la scientifica castrazione delle energie migliori a vantaggio di opachi interessi di bottega.

Ps. lascia perdere la favola del PCI che mai & giammai...  Berlinguer, anche se non lo sapeva, aveva più estimatori a Langley che a Mosca. Questo invece lo sapeva perchè gli avevano lasciato un promemoria nei paraggi di Sofia.



in linea di massima la penso come te, ci sono sfumature che non condivido ma l'impianto è corretto.
Il discorso delle mafie però è contiguo a quello politico, se da una parte c'era una certa connivenza a carattere soprattutto locale o romano, dall'altra si sarebe potuto comunque combattere o contenere ma si sarebbero dovuti applicare metodi che in quegli anni erano assolutamente impossibili, anni di rivolte nelle carceri, di limitazione del potere esecutivo, di magistratura (allora come ora) inetta, succube e connivente.

Quello su cui non sono d'accordo o meglio, su cui espanderei il concetto è la parte in cui dici che i vari fenomeni extraparlamentari fossero poco più che dei pagliacci. E' vero per carità e il tempo lo ha dimostrato, ma ha fatto dei danni irrimediabili su quello che è il tessuto culturale e strutturale del Paese minandone le basi. Quello che non perdonerò mai agli animatori culturali di allora è di aver tolto fiducia nei pilastri portanti dell'Italia, di aver trasmesso una sorta di virus di disfattismo, autocommiserazione, antindustrialismo, antipatriotismo. Questo unito alla cultura del sospetto, dell'attribuire le proprie sfortune agli altri ed un fancazzismo endemico nella "casta intellettualoide" nazionale ha portato a ciò che viviamo.

Sul fatto che Berlinguer fosse più amato tra i cowboy che tra i mugiki della steppa non ci piove, anzi
 
Espandere il concetto è cosa mica da poco. Anche perchè la tua opinione vale quanto la mia: siamo in un ambito fortemente interpretativo e la valenza che possiamo attribuire a certi aspetti, se non ritenere proprio certi aspetti degni a scapito di altri, rende il discorso piuttosto fluido e sfuggente. Però proviamoci che è sempre piacevole discutere di questi frangenti storici. Chi volesse intervenire, prego s'accomodi. Ogni parere interessante è ben accetto.

Tu sei già giunto a delle conclusioni piuttosto nette: ti fa incazzare quello che ci ritroviamo oggi, intendo nei termini di certe attitudini lassiste troppo diffuse. Le trovi deleterie perchè minano il tessuto e le dinamiche sociali generando inciampi, divisioni, dissipazioni inutili etc. Sostieni: sono tardi retaggi di quella stagione e, quindi, pensi sia corretto riferirli a certi soggetti del radicalismo 60-70, sopratutto di sinistra, che consideri i piantumatori par excellence.

Ho compreso bene?
 
caro amico,
sarebbe infantile dare le colpe dei vizi di un popolo solo ad una piccola stagione ed a piccolissimi uomini per cui hai compreso ma non del tutto, ovviamente perchè io non mi sono espresso bene.
Partiamo da un presupposto : io mi ritengo sardo, sono piuttosto indipendentista come aspirazione ma non nutro ne fiducia ne stima in tutta la galassia indipendentista per cui la mia è una mera utopia. Questa premessa è propedeutica al fatto che vivendo in Italia continentale da 24 anni sono giunto alla conclusione che è un posto magnifico dove vivere e gli italiani sono un popolo nella media stupendo. Dico nella media perchè come punte positive o negative siamo ai vertici mondiali, quindi non mi lamento troppo per quello che succede e men che meno mi incazzo, la vita è troppo breve per dedicare anche piccoli momenti a fatti in cui non puoi incidere ( sempre ammesso che mi interessi farlo).
Però è vero quello che riassumi, quella generazione è stata una pestilenza, delle locuste per questo paese che hanno distrutto per pigrizia, indolenza, ignavia.
Hanno minato dei valori che caratterizzavano nel bene e nel male la storia, la cultura e le tradizioni che ci hanno portato ad essere un riferimento nel mondo, hanno devastato un'economia viva e ricca, hanno accresciuto una platea di parassiti che manco un cane rognoso.
Ripeto, non voto e non ho parti politiche, non voglio riconoscermi in niente e nessuno, ma vedere questo sfacello di valori mi infastidisce.
Purtroppo sono agnostico, nel senso più intrinseco del termine ovvero non ho il dono della Fede anche se ne sento l'esigenza in questa età, ma sapere che hanno barattato la Patria per un'europa che ci odia, Dio per intenet e la Famiglia per i social è triste, molto triste.
Come disse Sua Santità Benedetto XVI si doveva combattere il relativismo che viene da quegli anni, credere che tutto e tutti si sia sullo stesso piano quando non è così.
Anelo al vivere come una delle mie figure di riferimento, Giovanni Lindo Ferretti, che da reduce di quegli anni aveva capito tutto ed era anni luce avanti

tuo
Bruvura

p.s. per chi è appassionato di storia, specie di un certo periodo, suggerisco questo sito http://zweilawyer.com/
 
Gli anni 70' sono il momento in cui lo stato perenne di guerra non convenzionale , paventato già da Churchill nell'immediato dopoguerra, relativamente all'Italia, della cui politica, secondo Yalta , doveva occuparsene l'Inghilterra, raggiunge il culmine; la politica Morotea , in appoggio ai paesi Arabi, aveva portato l'Italia in posizione dominante nel Mediterraneo, il riconoscimento immediato di Moro stesso, all'epoca Presidente del consiglio, all'indipendenza di Malta, guidata da Don Mintoff, aveva posto l'Italia in posizione di leader Europeo nella politica internazionale; Berlinguer comunista Europeista, lontano dalla visione centralistica di Mosca e vicino ai paesi non allineati, soprattutto alla Jugoslavia Titina, fa  si  che l'Italia diventi punto di convergenza degli interessi di tutte le potenze e soprattutto di tutti i servizi segreti mondiali, il Vietnam europeo in poche parole. Moro, sicuramente l'uomo politico piu intelligente e lungimirante del dopoguerra in Italia deve sparire, di fatto un trust di cervelli di altissima finezza, si occuperà della sua dipartita, chi crede che sia stato fatto fuori da un pugno di operai belligeranti invaghiti del libro rosso di Mao è un povero gonzo: Moro aveva molti nemici e molti nemici , e che nemici... uguale a morte sicura.
 
Bruvura ha scritto:
caro amico,
sarebbe infantile dare le colpe dei vizi di un popolo solo ad una piccola stagione ed a piccolissimi uomini per cui hai compreso ma non del tutto, ovviamente perchè io non mi sono espresso bene.
Partiamo da un presupposto : io mi ritengo sardo, sono piuttosto indipendentista come aspirazione ma non nutro ne fiducia ne stima in tutta la galassia indipendentista per cui la mia è una mera utopia. Questa premessa è propedeutica al fatto che vivendo in Italia continentale da 24 anni sono giunto alla conclusione che è un posto magnifico dove vivere e gli italiani sono un popolo nella media stupendo. Dico nella media perchè come punte positive o negative siamo ai vertici mondiali, quindi non mi lamento troppo per quello che succede e men che meno mi incazzo, la vita è troppo breve per dedicare anche piccoli momenti a fatti in cui non puoi incidere ( sempre ammesso che mi interessi farlo).
Però è vero quello che riassumi, quella generazione è stata una pestilenza, delle locuste per questo paese che hanno distrutto per pigrizia, indolenza, ignavia.
Hanno minato dei valori che caratterizzavano nel bene e nel male la storia, la cultura e le tradizioni che ci hanno portato ad essere un riferimento nel mondo, hanno devastato un'economia viva e ricca, hanno accresciuto una platea di parassiti che manco un cane rognoso.
Ripeto, non voto e non ho parti politiche, non voglio riconoscermi in niente e nessuno, ma vedere questo sfacello di valori mi infastidisce.
Purtroppo sono agnostico, nel senso più intrinseco del termine ovvero non ho il dono della Fede anche se ne sento l'esigenza in questa età, ma sapere che hanno barattato la Patria per un'europa che ci odia, Dio per intenet e la Famiglia per i social è triste, molto triste.
Come disse Sua Santità Benedetto XVI si doveva combattere il relativismo che viene da quegli anni, credere che tutto e tutti si sia sullo stesso piano quando non è così.
Anelo al vivere come una delle mie figure di riferimento, Giovanni Lindo Ferretti, che da reduce di quegli anni aveva capito tutto ed era anni luce avanti

tuo
Bruvura

p.s. per chi è appassionato di storia, specie di un certo periodo, suggerisco questo sito http://zweilawyer.com/

Capisco bene quello dici e provi. In parte sono anche io così. Ma sui "cattivi maestri" sbagli perchè li sopravaluti. Stai prendendotela con le mosche che svolazzano sulla cancrena. La cancrena l'hanno generata certi "patrioti", in pieno accordo con certi difensori dell'orgogliosa produttività italiana. E della creatività... bah...  Lo hanno fatto a partire dalla seconda metà degli anni '60. Ci sono parecchie tracce, più d'una inequivocabile. E' tutto partito da questi bastardi in doppio petto, sempre a fianco di alti prelati e ben scortati da stellette e medaglie. Hanno messo le locuste nei ruoli apicali. Mentre fustigavano usi e costumi della gioventù hanno favorito l'assunzione di pletore di leccaculi e fancazzisti nella pubblica amministrazione.

Quei pagliacci che propagandavano la rivoluzione hanno il copyright su tutta una serie di vestigia dialettiche che, in parte, funzionano ancora oggi come giustificazione. Ma questi idioti non hanno socializzato alcun crack bancario. Non hanno costruito cattedrali nel deserto ed una serie mostruosa di incompiute inquinanti. Non hanno depauperato il fisco con triangolazioni petrolifere. Non hanno fatto acquistare all'esercito forniture dubbie spacciate per strumenti all'avanguardia. Ne infestato la pubblica amministrazione con caterve di devices obsoleti appena installati. Non hanno sputtanato comparti ospedalieri pubblici per stornare i pazienti sulle proprie cliniche. Non hanno fatto accordi con le mafie. Non hanno ceduto sovranità territoriale spacciata per basi militari strategiche dove gli autoctoni, al massimo, servono il caffè mentre sulle loro terre si testano armi biologiche, o con l'uranio impoverito, che, stanne certo, non bonificheranno mai.
Questa è la distruzione del paese, il futuro che si sono mangiati, che ci hanno regalato a noi e chi verrà per un bel pò di decenni ancora.


Tuco ha scritto:
Gli anni 70' sono il momento in cui lo stato perenne di guerra non convenzionale , paventato già da Churchill nell'immediato dopoguerra, relativamente all'Italia, della cui politica, secondo Yalta , doveva occuparsene l'Inghilterra, raggiunge il culmine; la politica Morotea , in appoggio ai paesi Arabi, aveva portato l'Italia in posizione dominante nel Mediterraneo, il riconoscimento immediato di Moro stesso, all'epoca Presidente del consiglio, all'indipendenza di Malta, guidata da Don Mintoff, aveva posto l'Italia in posizione di leader Europeo nella politica internazionale; Berlinguer comunista Europeista, lontano dalla visione centralistica di Mosca e vicino ai paesi non allineati, soprattutto alla Jugoslavia Titina, fa  si  che l'Italia diventi punto di convergenza degli interessi di tutte le potenze e soprattutto di tutti i servizi segreti mondiali, il Vietnam europeo in poche parole. Moro, sicuramente l'uomo politico piu intelligente e lungimirante del dopoguerra in Italia deve sparire, di fatto un trust di cervelli di altissima finezza, si occuperà della sua dipartita, chi crede che sia stato fatto fuori da un pugno di operai belligeranti invaghiti del libro rosso di Mao è un povero gonzo: Moro aveva molti nemici e molti nemici , e che nemici... uguale a morte sicura.

Fasanella y Cereghino. Ma la prova regina ancora non c'è. Prima di morire, forse, leggerò il proseguio di quel documento, quello che si trova in quell'austero stabile, nel cuore di un bel giardino londinese ;)
 
Amico mio...ho paura che prove regine non salteranno mai fuori. A Yalta venne deciso che gli  Usa dovevano sostenerci economicamente, gli inglesi controllarci politicamente, queste due semplici e storicamente accertate verità spiegano gran parte del quadro socio politico ed economico di un paese che nell'immediato dopoguerra era con discreta  certezza a maggioranza comunista...e sono aspetti che hanno pesato per più di quarant'anni, lasciandoci il fardello di un economia drogata e non in grado di reggere l'urto della globalizzazione.
 
Tuco ha scritto:
Amico mio...ho paura che prove regine non salteranno mai fuori. A Yalta venne deciso che gli  Usa dovevano sostenerci economicamente, gli inglesi controllarci politicamente, queste due semplici e storicamente accertate verità spiegano gran parte del quadro socio politico ed economico di un paese che nell'immediato dopoguerra era con discreta  certezza a maggioranza comunista...e sono aspetti che hanno pesato per più di quarant'anni, lasciandoci il fardello di un economia drogata e non in grado di reggere l'urto della globalizzazione.

Tuco,  "discreta certezza a maggioranza comunista" significa una aduterazione sistematica dei risultati elettorali per diversi anni. E' piuttosto pesante il quadro, ci vorrebbero delle valide evidenze per sostenerlo.
 
Pozzengo stiamo parlando di due fenomeni su piani diversi, la corruzione politica economica è endemica in Italia e nel mondo in diverse forme, fa parte della natura stessa dell'uomo e mi interessa il giusto. In Italia quei fenomeni vivevano in parallelo con altri più positivi che facevano comunque crescere il paese, non la sto giustificando ma non sono manco un pirla alla Travaglio che ne fa una malattia ed un business.
Io mi riferisco ad un'altra corruzione ben più nociva, quella morale e sociale, quella che imputo ai "cattivi maestri" di cui sopra.
Un criminale lo puoi arrestare, un virus culturale no.
 
pozzengo ha scritto:
Tuco ha scritto:
Amico mio...ho paura che prove regine non salteranno mai fuori. A Yalta venne deciso che gli  Usa dovevano sostenerci economicamente, gli inglesi controllarci politicamente, queste due semplici e storicamente accertate verità spiegano gran parte del quadro socio politico ed economico di un paese che nell'immediato dopoguerra era con discreta  certezza a maggioranza comunista...e sono aspetti che hanno pesato per più di quarant'anni, lasciandoci il fardello di un economia drogata e non in grado di reggere l'urto della globalizzazione.

Tuco,  "discreta certezza a maggioranza comunista" significa una aduterazione sistematica dei risultati elettorali per diversi anni. E' piuttosto pesante il quadro, ci vorrebbero delle valide evidenze per sostenerlo.
Poz, considera che l'Italia è stata ,praticamente , un protettorato americano fino ad inizio anni 50; che i comunisti potessero vincere le elezioni del 1948 , era decisamente improbabile, vuoi perché il cavallo DC scelto dagli Yankee era anche il cavallo dello Stato del Vaticano, vuoi perché la Forrestal era fissa nel porto di Napoli, vuoi perché Stalin aveva promesso a Yalta e Potsdam di non supportare movimenti rivoluzionari in Italia, e Togliatti lo sapeva benissimo, ed infine perché il piano Marshall fece arrivare i dollari veri, altro che il MEF e gli Eurobond.
 
Tuco lo sai che il Vaticano, dal 44 al 46, avrebbe voluto creare un partito cattolico più a destra della DC per fermare i comunisti? Riteneva De Gasperi & C. troppo morbidi
 
Bruvura ha scritto:
Pozzengo stiamo parlando di due fenomeni su piani diversi, la corruzione politica economica è endemica in Italia e nel mondo in diverse forme, fa parte della natura stessa dell'uomo e mi interessa il giusto. In Italia quei fenomeni vivevano in parallelo con altri più positivi che facevano comunque crescere il paese, non la sto giustificando ma non sono manco un pirla alla Travaglio che ne fa una malattia ed un business.
Io mi riferisco ad un'altra corruzione ben più nociva, quella morale e sociale, quella che imputo ai "cattivi maestri" di cui sopra.
Un criminale lo puoi arrestare, un virus culturale no.

Bruvura, con stima, assolutamente NO.
Quello che affermi è altamente opinabile. E' un visione soggettiva che, al massimo, può essere suffragata da un'indagine statistica sulla quale nutrirei anche dubbi di fondatezza. Un ammanco finanziario reiterato che storna linfa all'investimento pubblico, il dissesto finanziario di una nazione, tale da portarti a richiedere l'intervento del fondo monetario, sono dati oggettivi che hanno ricadute oggettive. Non è banale "corruzione". E' stata la modalità di gestione sistemica degli apparati vitali del paese. Possiamo ricorrere al lavacro dell'indignazione, alla richiesta di pubbliche decapitazioni (accadrà una 15ina di anni dopo con tangentopoli), ma quello che resta è un'erosione profonda del tessuto fiduciario nella società. La mortificazione dello spirito, l'avvento del cinismo impotente, per usare qualche figurazione analoga alle tue.

Non sono piani diversi: quello che sto dicendo è orizzontale e basale. Quello che indichi tu è verticale e consequenziale.
Se il cittadino perde fiducia nella classe politica, si creano spazi per visioni alternative. Più la perdita è consistente, più spazio hanno a disposizione per espandersi e radicarsi. E' una dinamica sempre valida: cambiano solo contesti e slogan. Sai bene che è questa è stata la faglia sulla quale ha insistito il grillo. E' partito dal cabaret ed è arrivato alle piazze oceaniche. Lasciamo perdere che il fenomeno si sta sgonfiando. Ha avuto il tempo di piantare un qualunquismo che ci portermo dietro per parecchio tempo. Anche lui, in un certo senso, è un "cattivo maestro". Non ha le direttrici nichiliste che a te danno profondo fastidio ma il risultato è un attivismo beota, pieno di massime vacue, che può risultare anche più devastante. Pure questo è un "virus culturale". Come si insinua un virus nell'organismo? Perchè calano o sono deboli le difese immunitarie. Cosa le rinforza? Una sana gestione del metabolismo. Ogni stato ha il suo metabolismo. E' la catena di trasmissione circolare voto-delega-rappresentanza-restituzione. Togli restituzione o adultera la portata in base allo sforzo collettivo, si incrina la fiducia, si creano spazi per far attecchire i virus.


Tuco ha scritto:
pozzengo ha scritto:
Tuco ha scritto:
Amico mio...ho paura che prove regine non salteranno mai fuori. A Yalta venne deciso che gli  Usa dovevano sostenerci economicamente, gli inglesi controllarci politicamente, queste due semplici e storicamente accertate verità spiegano gran parte del quadro socio politico ed economico di un paese che nell'immediato dopoguerra era con discreta  certezza a maggioranza comunista...e sono aspetti che hanno pesato per più di quarant'anni, lasciandoci il fardello di un economia drogata e non in grado di reggere l'urto della globalizzazione.

Tuco,  "discreta certezza a maggioranza comunista" significa una aduterazione sistematica dei risultati elettorali per diversi anni. E' piuttosto pesante il quadro, ci vorrebbero delle valide evidenze per sostenerlo.
Poz, considera che l'Italia è stata ,praticamente , un protettorato americano fino ad inizio anni 50; che i comunisti potessero vincere le elezioni del 1948 , era decisamente improbabile, vuoi perché il cavallo DC scelto dagli Yankee era anche il cavallo dello Stato del Vaticano, vuoi perché la Forrestal era fissa nel porto di Napoli, vuoi perché Stalin aveva promesso a Yalta e Potsdam di non supportare movimenti rivoluzionari in Italia, e Togliatti lo sapeva benissimo, ed infine perché il piano Marshall fece arrivare i dollari veri, altro che il MEF e gli Eurobond.

Tutto corretto. Ma non ci sono prove che aldilà della indebite pressioni, anzi, delle minaccie fisiche in certi casi, l'Italia fosse a maggioranza social-comunista. La DC, ci piaccia o meno, era maggioritaria. Sarà stato per il soldo USA, sarà stato per un mostruoso analfabetismo diffuso sopratutto nei grandi serbatoi rurali del sud italia, sarà stato per la pervasività delle parrocchie, ma non si sono ancora trovate prove convincenti che siano serviti dei brogli.

Sul Migliore che lo sapeva benissimo ci sarebbe da raccontare un pò più di quanto è comunemente noto. Quanto, per esempio, fosse realistico Peppone che ha basato sugli accordi di Yalta la tempistica di ricostruzione di un URRS gravemente lesionato dalla guerra. Tempo di assistere militarmente i compagni italiani non ne avevano. Nessuna avventura tovarich Ercoli! E come lo spiegavi ai partigiani che serbavano le armi nelle aie per la resa dei conti? Con una valanga di propaganda, con la mitologia sovietica, e con un flusso costante di dollari. C'era giusto Secchia che trescava ad ogni piè sospinto fino a che lo hanno tirato definitivamente a cagher e allora lui si è reincarnato in Giangiacomo. Poi il Giangi lo insegnò ai gattini. Poi i gattini furono presi e s'affermò la volpe moretta. Ma la sceneggiatura, nel frattempo, era stata rimaneggiata.
 
pozzengo ha scritto:
Bruvura ha scritto:
Pozzengo stiamo parlando di due fenomeni su piani diversi, la corruzione politica economica è endemica in Italia e nel mondo in diverse forme, fa parte della natura stessa dell'uomo e mi interessa il giusto. In Italia quei fenomeni vivevano in parallelo con altri più positivi che facevano comunque crescere il paese, non la sto giustificando ma non sono manco un pirla alla Travaglio che ne fa una malattia ed un business.
Io mi riferisco ad un'altra corruzione ben più nociva, quella morale e sociale, quella che imputo ai "cattivi maestri" di cui sopra.
Un criminale lo puoi arrestare, un virus culturale no.

Bruvura, con stima, assolutamente NO.
Quello che affermi è altamente opinabile. E' un visione soggettiva che, al massimo, può essere suffragata da un'indagine statistica sulla quale nutrirei anche dubbi di fondatezza. Un ammanco finanziario reiterato che storna linfa all'investimento pubblico, il dissesto finanziario di una nazione, tale da portarti a richiedere l'intervento del fondo monetario, sono dati oggettivi che hanno ricadute oggettive. Non è banale "corruzione". E' stata la modalità di gestione sistemica degli apparati vitali del paese. Possiamo ricorrere al lavacro dell'indignazione, alla richiesta di pubbliche decapitazioni (accadrà una 15ina di anni dopo con tangentopoli), ma quello che resta è un'erosione profonda del tessuto fiduciario nella società. La mortificazione dello spirito, l'avvento del cinismo impotente, per usare qualche figurazione analoga alle tue.

Non sono piani diversi: quello che sto dicendo è orizzontale e basale. Quello che indichi tu è verticale e consequenziale.
Se il cittadino perde fiducia nella classe politica, si creano spazi per visioni alternative. Più la perdita è consistente, più spazio hanno a disposizione per espandersi e radicarsi. E' una dinamica sempre valida: cambiano solo contesti e slogan. Sai bene che è questa è stata la faglia sulla quale ha insistito il grillo. E' partito dal cabaret ed è arrivato alle piazze oceaniche. Lasciamo perdere che il fenomeno si sta sgonfiando. Ha avuto il tempo di piantare un qualunquismo che ci portermo dietro per parecchio tempo. Anche lui, in un certo senso, è un "cattivo maestro". Non ha le direttrici nichiliste che a te danno profondo fastidio ma il risultato è un attivismo beota, pieno di massime vacue, che può risultare anche più devastante. Pure questo è un "virus culturale". Come si insinua un virus nell'organismo? Perchè calano o sono deboli le difese immunitarie. Cosa le rinforza? Una sana gestione del metabolismo. Ogni stato ha il suo metabolismo. E' la catena di trasmissione circolare voto-delega-rappresentanza-restituzione. Togli restituzione o adultera la portata in base allo sforzo collettivo, si incrina la fiducia, si creano spazi per far attecchire i virus.






Pozzengo, quello che hai scritto non è in contrasto con quanto ho detto io anzi, lo avalla in un certo senso.
In termini relativi è ovvio che la corruzione, il clientelismo, il nepotismo, il ladrocinio reiterato sono un fenomeno ben peggiore che un soqquadro culturale/ morale, quello che scrivi è corretto sotto tutti i punti di vista se non ci fosse un piccolo particolare : in Italia tale è stato il solco che hanno tracciato nei millenni che si è fatta gli anticorpi al punto di averne fatto una prassi e aver basato il suo sviluppo economico su questo. Esempi ? riguardati la storia di come Mattei creò l'ENI e di come si espanse all'estero, oppure di come la FIAT apriva le filiali nel mondo o la OTO MELARA vendeva i cannoni.
Non so come spiegarmi, sono un poveraccio con studi industriali, ma ogni Paese ha il suo modo di contenere il fenomeno : chi lo ignora come la Germania ma sa benissimo di averlo, chi lo nega a discapito dei santi come la Francia, chi lo legalizza e gli da una forma istituzionale come gli USA, chi lo rende una prassi obbligatoria e dovuta come la Cina e via dicendo.
In Italia se ne è fatta un'arte ma attenzione! Siamo uno dei pochissimi paesi in cui gli scandali, veri o presunti, pilotati politicamente o scoperti per solerzia giudiziaria, vengono fuori e se ne discute alla luce del giorno dal dopoguerra.
Ero bambino che sentivo dello scandalo Loockheed o delle lenzuola d'oro per dire, ben prima di tangentopoli e così via.
Mi piace? no, lo accetto? nemmeno e spero che si attuino tutte le misure per contenerlo perchè, come dici tu, è una pestilenza dal punto di vista industriale ed economico. Però è molto peggio di usa queste motivazioni per impedire che si faccia qualunque opera pubblica, qualunque manifestazione internazionale ( vedi Olimpiadi) e similia per cavalcare l'indignazione del popolo bue e ergersi a censore della moralità e buoncostume. E questo lo hai espresso in maniera perfetta anche tu.
 

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