Olimpiade Tokyo

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L'Italia ha vissuto il quarto d'ora più incredibile della sua storia alle Olimpiadi.
Oggi pomeriggio poco prima delle 15 (ora italiana) l'Italia ha vinto due medaglie d'oro in due specialità che sono tra le più importanti e popolari dell'atletica leggera.
Il primo oro è arrivato da Marco Tamberi che ha vinto a pari merito con Mutaz Barshim saltando 2,37 mt., coronando un sogno che era iniziato dopo l'infortunio avvenuto prima delle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016 e questo ci poteva stare anche se la stagione è stata piuttosto travagliata, oggi però è stato quasi perfetto saltando tutte le misure alla 1a prova, lui che generalmente è sempre piuttosto falloso, questa è stata la chiave della vittoria a pari merito con il qatariota Barshim (anche lui senza errori), mentre il bielorusso Nedasekau che ha saltato 2,37 come gli altri due è arrivato terzo per gli errori commessi durante la gara.
La cosa più incredibile, però, è stata la vittoria di Lamont Marcell Jacobs nei 100 metri in 9.80 nuovo primato europeo.
Inutile dire che fino ad oggi nessun italiano c'era riuscito, non solo, nessun italiano era mai arrivato in finale alle Olmpiadi.
Jacobs quest'anno aveva fatto il salto di qualità arrivando prima a vincere gli Europei indoor sui 60 metri, poi al record italiano sui 100 metri a 9.95 togliendolo a Filippo Tortu (arrivato fino alle semifinali e poi eliminato in una stagione per lui poco brillante), non si pensava però che arrivasse a tanto.
La pista però ha dimostrato che in questo momento era il più veloce e il più resistente di tutti, in questi due giorni non ha praticamente sbagliato nulla, in batteria si era migliorato di un centesimo vincendo la sua serie in scioltezza, il destino gli aveva portato poi in sorte la peggiore delle 3 semifinali nella quale erano inseriti i più forti, questo paradossalmente alla fine è stato un bene perchè ha costretto lo statunitense Ronnie Baker, che per me era il favorito, a spremersi oltre i suoi limiti per entrare in finale, Baker era arrivato 2. in 9.83 stesso tempo del cinese Bingtian Su vincitore a sorpresa della semifinale, Jacobs era solo 3. con il nuovo record italiano ed europeo in 9.84, ma bastava per entrare in finale.
In finale è stato perfetto, è rimasto attaccato a Fred Kerley (sulla carta il terzo degli americani) fino ai 70 metri, sopravanzandolo chiaramente negli ultimi trenta, il cinese che gli era arrivato davanti in semifinale ha chiuso sesto in 9.98, Baker quinto in 9.95.
Bronzo per il canadese De Grasse, un altro dei favoriti che ambivano a succedere sul trono dei 100 metri a sua maestà Bolt ormai ritirato.
Alla fine di questa incredibile giornata l'immagine che resta è l'abbraccio tra Jacobs e Tamberi, il primo stava facendo il giro d'onore dopo la vittoria, l'altro stava ancora festeggiando l'oro nel salto in alto di poco prima.
A volte la realtà supera la più incredibile delle fantasie.
 
bellissima giornata ma voglio farla più ampia, anno stupendo da ricordare per i colori italiani. Da Berretini alla Nazionale fino a questi giochi memorabili si sta vivendo un sogno e se ci vogliamo credere potrebbe essere di buon augurio per la ripresa a tutto tondo dell'Italia
 
Vola è una parola grossa. Più che altro partivamo da sottozero dopo il -10 dell'anno passato.
 
sai com'è, quando per 3 mesi non lavora il settore produttivo e per 9 quello del turismo capita che si vada sotto. Ma quel -10 è già di per se un risultato positivo, se poi si raffronta con quello attuale confermo che stiamo volando, per dire la mia azienda che è collegata in modo stretto all'industria è a +48% e con un portafoglio ordini superiore del 38% sulla capacità produttiva
 
Vorrei fare chiarezza sulla storica vittoria di Jacobs nei 100 metri dell'Olimpiade di Tokyo.
Punto primo Jacobs non è uno sconosciuto, quest'inverno aveva vinto gli Europei indoor sui 60 metri, con un tempo (6.47) che faceva intuire la sua nuova dimensione.
La sua progressione è stata costante nel tempo, aveva iniziato l'atletica come lunghista e velocista, le specialità sono affini, ed all'inizio si era fatto notare per un clamoroso 8,48 sia pure con vento oltre la norma, eravamo nel 2016, poi purtroppo (o per fortuna visti i risultati) ha dovuto abbandonare la specialità per i troppi infortuni e si è limitato alla velocità.
Nel 2016 valeva circa 10.20 sui 100 metri.
Il primo salto di qualità è avvenuto nel 2018 il suo record è sceso a 10.08, nel 2019 arriva a 10.03, nel 2020 non progredisce per i noti problemi legati al Covid, nelle poche gare disputate ha fatto solo 10.10, quest'anno è sceso per la prima volta sotto i 10 netti.
Prima dell'Olimpiade in diversi meeting aveva già incontrato i velocisti più forti, in particolare a Stoccolma era arrivato secondo in 10.05 (Baker primo in 10.03) e nel principato di Monaco era arrivato terzo in 9.99 (dietro Baker 9.91 e Simbine 9.98) battendo De Grasse, Bromell e Kerley.
Insomma non è spuntato dal nulla, se mi si dice che è stato una sorpresa sono d'accordo, se mi si dice che è uno sconosciuto, non ci siamo.
Per quanto riguarda il progresso in termini cronometrici, che può sembrare sospetto ai non addetti ai lavori, occorre tenere presente la qualità della pista, che è stata posata apposta per l'Olimpiade.
Riguardo al doping invece si può essere abbastanza tranquilli visto che la sua struttura fisica non è cambiata negli anni a differenza di certi americani o giamaicani.
 
gio ha scritto:
Vorrei fare chiarezza sulla storica vittoria di Jacobs nei 100 metri dell'Olimpiade di Tokyo.
Punto primo Jacobs non è uno sconosciuto, quest'inverno aveva vinto gli Europei indoor sui 60 metri, con un tempo (6.47) che faceva intuire la sua nuova dimensione.
La sua progressione è stata costante nel tempo, aveva iniziato l'atletica come lunghista e velocista, le specialità sono affini, ed all'inizio si era fatto notare per un clamoroso 8,48 sia pure con vento oltre la norma, eravamo nel 2016, poi purtroppo (o per fortuna visti i risultati) ha dovuto abbandonare la specialità per i troppi infortuni e si è limitato alla velocità.
Nel 2016 valeva circa 10.20 sui 100 metri.
Il primo salto di qualità è avvenuto nel 2018 il suo record è sceso a 10.08, nel 2019 arriva a 10.03, nel 2020 non progredisce per i noti problemi legati al Covid, nelle poche gare disputate ha fatto solo 10.10, quest'anno è sceso per la prima volta sotto i 10 netti.
Prima dell'Olimpiade in diversi meeting aveva già incontrato i velocisti più forti, in particolare a Stoccolma era arrivato secondo in 10.05 (Baker primo in 10.03) e nel principato di Monaco era arrivato terzo in 9.99 (dietro Baker 9.91 e Simbine 9.98) battendo De Grasse, Bromell e Kerley.
Insomma non è spuntato dal nulla, se mi si dice che è stato una sorpresa sono d'accordo, se mi si dice che è uno sconosciuto, non ci siamo.
Per quanto riguarda il progresso in termini cronometrici, che può sembrare sospetto ai non addetti ai lavori, occorre tenere presente la qualità della pista, che è stata posata apposta per l'Olimpiade.
Riguardo al doping invece si può essere abbastanza tranquilli visto che la sua struttura fisica non è cambiata negli anni a differenza di certi americani o giamaicani.

ottimo, ne discutevo con un collega appassionato di atletica e mi confermava esattamente le stesse cose.
Così cme un giorno vorrei capire come fanno i cinesi a sviluppare certe muscolature o resistenze
 
Renzo ha scritto:
Vedere Francesi, Inglesi e Americani rosicare non ha prezzo.
Soprattutto inglesi e americani.
Del resto gli inglesi li capisco, hanno perso gli Europei di calcio contro di noi, nei 100 avevano una buona carta da giocare, nel senso che Hughes è un ottimo velocista, aveva vinto gli ultimi Europei nel 2018, e poteva giocarsi le sue carte in finale, peccato si sia fatto squalificare per falsa partenza.
Quanto agli americani, credevano che una volta ritirato Bolt potessero tornare a riprendersi l'oro nella "loro" gara, è da Pechino 2008 che non riescono a vincere i 100 metri, ma non avevano fatto i conti con Jacobs.
 
Grazie Gio per la precisione. Io invece qualche dubbio ce l'ho anche perché non è giovanissimo.  I 60 mt non contano nulla anzi solitamente chi è forte nei 60 fatica ad arrivare ai 100. Spero di sbagliarmi naturalmente.
 
Adesso ci si mette pure Bolt. Rilascia interviste in cui afferma che Jacob ha vinto grazie alle "ridicole" scarpe.
Dimentica di dire che anche le piste dove correva lui erano in materiali molto più scorrevoli di quelle degli anni 60. È il progresso caro Bolt, il progresso!
 
In pratica Bolt sta dicendo che il merito dei 53 centesimi di differenza tra lui e Mennea sta nelle scarpe che ha indossato.
 
Mamma quanto rosicano! Adesso interviene anche Carl Lewis  questa volta nei confronti della staffetta americana:"imbarazzanti, sembravano dei liceali".
Lui non è stato imbarazzante, quando hanno scoperto che si drogava con l'efedrina. Questi stronzi pensano che al mondo tutti siano senza memoria.
 
Inizia a nominare la presenza dell'Italia a circa 50 mt dall'arrivo e poi Noooooouuuu! la nomina ancora perchè ciccio british se la piglia in culo again.
Psicanalizzatevi belli, da uno bravo però.

[video=youtube]
 
Per anni e anni abbiamo sopportato ogni genere di angheria.
Sempre per "sportività olimpica" abbiamo sopportato atleti afroamericani (già premiati da madre natura) che a stelle e strisce o union jack, si sfidavano a colpi di nandrolone o winstrol, per la medaglia più importante. 
Oggi siamo fortunati testimoni di un vento di cambiamento senza precedenti. 
È vero, la pandemia ha scatenato "stimoli impensabili" nelle menti dei nostri atleti, ma la scarsa sportività degli inglesi oggi, credo sia stata ancora peggiore che negli europei di calcio. 
Non me l'aspettavo dagli statunitensi, drogati dalla guerra fredda al pari dei russi. 
Carl Lewis che parla in modo quasi dislessico, è oggi una persona che sta pagando certi abusi sempre nascosti. 
Aspettiamo ora quello che scopriranno su Bolt: il potere degli sponsor fa ancora miracoli.
 
Ho atteso qualche ora prima di commentare perchè ero troppo emozionato per l'ennesima vittoria italiana nell'atletica leggera.
Per chi come me segue l'atletica fin da bambino, che ha vissuto l'epopea di Mennea, che si era ormai rassegnato al fatto che per vincere in atletica doveva nascere qualche fenomeno che avrebbe dovuto superare, in quanto fenomeno, i limiti strutturali di uno stato in cui la scuola è l'ultima ruota del carro e lo sport nella scuola è un perfetto sconosciuto, quello che sta avvenendo in queste Olimpiadi è qualcosa di strabiliante.
Le vittorie non cancellano queste cose, però, spero che diano una spinta ad iniziare a cambiare lo stato delle cose.
Tornando all'avvenimento oggi pomeriggio l'Italia ha conquistato una medaglia d'oro nella staffetta 4x100 che è una cosa mai accaduta prima nella storia.
En passant sottolineo che metà degli staffettisti è sardo, il primo frazionista è Lorenzo Patta un ragazzo dell'oristanese che si è guadagnato il posto con le buone prestazioni di quest'anno in cui è sceso fino a 10.13 sui 100 mt., il secondo frazionista è il campione olimpico Lamont Marcel Jacobs, il terzo è uno specialista dei 200 metri, Eseosa Desalu, vanta la seconda prestazione italiana di tutti i tempi dietro l'inarrivabile Pietro Mennea, l'ultimo è l'altro sardo (trapiantato in Lombardia) Filippo Tortu, primo italiano a scendere sotto i 10 secondi, finalista sui 100 negli ultimi mondiali e grande speranza della nostra velocità prima della completa maturazione di Jacobs.
Oggi, con gli americani fuori per propri demeriti, c'era un'occasione forse irripetibile da sfruttare e i nostri quattro staffettisti hanno compiuto un capolavoro, Patta in prima frazione si è comportato benissimo mantenendosi in linea con gli avversari e facendo un ottimo cambio con Jacobs, il quale ha fatto vedere la propria potenza portandoci subito nelle prime posizioni, il cambio con Desalu è stato un rischio calcolato perchè Desalu aveva già preso velocità quando ha ricevuto il testimone ma è stato fondamentale per il risultato finale, Desalu ha fatto la solita ottima frazione in curva, seconda, forse, solo all'inglese Kilty, che non a caso ha cambiato per primo dando il testimone a Mitchell-Blake. l'ultimo frazionista britannico, che era in testa nel rettilineo finale, il nostro Tortu con un cambio leggermente schiacciato era dietro con un metro abbondante di distacco, qui però ha fatto vedere la sua qualità di velocista di razza con un frazione entusiasmante recuperando inesorabilmente centimetro dopo centimetro fino a superare il rivale con il tuffo sul traguardo.
Per chi è più vecchio ha ricordato la rimonta di Mennea su Allan Wells nella finale dei 200 metri alle Olimpiadi di Mosca 1980.
Una vittoria entusiasmante che ci ha portato il quinto oro in atletica leggera.
Per capire la grandezza dell'impresa ricordo che il massimo precedente era stato ottenuto con i 3 ori di Mosca 1980 e Los Angeles 1984, ma erano state due edizioni boicottate per motivi politici (prima da americani e parte dei suoi alleati, poi da russi e blocco dei paesi dell'est Europa esclusa la Romania), non solo da allora non si era più vinto un oro nelle gare su pista o sulle pedane, ma solo nelle gare su strada (maratona e marcia).
La ciliegina finale sulla torta è stata, poi, aver battuto la staffetta britannica e di un solo centesimo, 37.50 contro 37.51!
 

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