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Mi aspettavo qualche reazione all'intervista che ha rilasciato Cellino ieri a La Gazzetta dello Sport. ecco i punti toccati:
https://www.calcioweb.eu/2018/11/brescia-cellino-2/10266072/
Ecco i punti salenti relativi al Cagliari:
Le condizioni del “Rigamonti” non sono eccezionali, anzi, secondo Cellino lo stadio andrebbe demolito e ricostruito, ma ai tempi di Cagliari non ha avuto grande fortuna in materia con la vicenda di “Is Arenas” costatagli anche un arresto per misura cautelare: “Mi sono fatto tre mesi per concorso esterno in tentata estorsione. Non ho ancora capito cosa volesse dire. E la vicenda non è chiusa: stanno ancora sentendo i testimoni dell’accusa”. A proposito di Cagliari, all’attuale numero uno del Brescia manca molto la città e i tempi andati: “Cagliari mi manca moltissimo, è la mia terra: a volte quando sono distratto e sento alla radio qualcuno che dice “il presidente del Cagliari”, mi giro di scatto, credo che stia parlando di me. Non mi sono ancora abituato all’idea“. Il rapporto con l’attuale presidente Giulini non è ottimo: “Non lo sento, non si è comportato bene quando ho venduto la società».
Cellino ha la fama di mangia allenatori, anche se non ai livelli di Zamparini (51 esoneri), avendo cacciato ben 31 allenatori tra Cagliari, Leeds e Brescia: “Noi presidenti facciamo un lavoraccio e spesso sbagliamo, ma non ci divertiamo a mandare via la gente”. L’allenatore del cuore è “Allegri. Non l’ho mandato via anche se aveva fatto solo un punto in 6 partite“. Sull’esperienza inglese: “Positiva anche se sono stato attaccato per le vicende italiane. C’è molta più educazione sportiva e si seguono le regole“. Sulla rivalità con l’Atalanta: “La società nerazzurra resta un modello. Ho dovuto ricostruire il vivaio affidandolo a una persona di valore come Christian Botturi. So come cercare e costruire i giovani. Arriveremo al loro livello, il traguardo è salire in A al terzo anno, quindi nel 2020“.
Per approfondire https://www.calcioweb.eu/2018/11/brescia-cellino-2/10266072/#Ls89qSRTg3XrAwXd.99
https://www.calcioweb.eu/2018/11/brescia-cellino-2/10266072/
Ecco i punti salenti relativi al Cagliari:
Le condizioni del “Rigamonti” non sono eccezionali, anzi, secondo Cellino lo stadio andrebbe demolito e ricostruito, ma ai tempi di Cagliari non ha avuto grande fortuna in materia con la vicenda di “Is Arenas” costatagli anche un arresto per misura cautelare: “Mi sono fatto tre mesi per concorso esterno in tentata estorsione. Non ho ancora capito cosa volesse dire. E la vicenda non è chiusa: stanno ancora sentendo i testimoni dell’accusa”. A proposito di Cagliari, all’attuale numero uno del Brescia manca molto la città e i tempi andati: “Cagliari mi manca moltissimo, è la mia terra: a volte quando sono distratto e sento alla radio qualcuno che dice “il presidente del Cagliari”, mi giro di scatto, credo che stia parlando di me. Non mi sono ancora abituato all’idea“. Il rapporto con l’attuale presidente Giulini non è ottimo: “Non lo sento, non si è comportato bene quando ho venduto la società».
Cellino ha la fama di mangia allenatori, anche se non ai livelli di Zamparini (51 esoneri), avendo cacciato ben 31 allenatori tra Cagliari, Leeds e Brescia: “Noi presidenti facciamo un lavoraccio e spesso sbagliamo, ma non ci divertiamo a mandare via la gente”. L’allenatore del cuore è “Allegri. Non l’ho mandato via anche se aveva fatto solo un punto in 6 partite“. Sull’esperienza inglese: “Positiva anche se sono stato attaccato per le vicende italiane. C’è molta più educazione sportiva e si seguono le regole“. Sulla rivalità con l’Atalanta: “La società nerazzurra resta un modello. Ho dovuto ricostruire il vivaio affidandolo a una persona di valore come Christian Botturi. So come cercare e costruire i giovani. Arriveremo al loro livello, il traguardo è salire in A al terzo anno, quindi nel 2020“.
Per approfondire https://www.calcioweb.eu/2018/11/brescia-cellino-2/10266072/#Ls89qSRTg3XrAwXd.99