Giulini, prendi DI FRANCESCO e basta

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Il Sassuolo giocava bene e con la Roma sego' il Barcellona di Messi in CL... e quella partita fu un capolavoro tattico. È un allenatore che , nell'ambiente giusto e con i giocatori adatti, può fare cose mirabili.
 
Bruvura ha scritto:
pozzengo ha scritto:
Samp-Lazio 0-3
Sassuolo-Samp 4-1
Napoli-Samp 2-0
Samp-Torino 1-0
Fiorentina-Samp 2-1
Samp-Inter 1-3
Verona-Samp 2-0

Viperetta a Di Francesco: ma vedi d'annà aff...

Perchè er Viperetta non ci capisce niente, ovvio.
Davanti ai seguenti numeri:

7 partite
6 sconfitte
1 vittoria
0 pareggi
16 gol subiti
4 gol fatti

Sicuramente si è sbagliato. Andavano interpretati tipo I-ching.
Quindi è arrivato quel vecchietto di Ranieri ad interpretarli.
E pare ci sia riuscito.  Serie B evitata, altrimenti certa.

Ma il delirio di Zeman, già dimenticato il disastro?
Ora desideriamo il suo emulo in sedicesimi?
Mah...


ode a te amico caro, riporta alla realtà il popolino bue che vede nei soli strali offensivi l'essenza del giuoco calcio.
E' vero, aveva una squadretta ma proprio per quello devi cercare di dargli più equilibrio possibile, invece il buon Di Fra ha capito una cosa fondamentale : alla gente piacciono gli allenatori spettacolari quando sono DELLE ALTRE SQUADRE, tranne poi all'avvicinarsi della B stracciarsi le vesti, per cui un ingaggio lo troverà sempre a dispetto di risultati non ecclatanti, un pò come quel ciarlatano boemo.
A me non dispiace avere un bel gioco anche perchè, parliamoci chiaro, non è che con gente come Maran o Rastelli e fai un gioco di merda i risultati arrivano, però se riuscisse a essere meno iconoclasta e più equilibrato, con la giusta rosa potrebbe darci soddisfazioni

Ti sei accorto che stai parlando di Juric, vero? :D
 
Bruvura, hai detto una, come dire, quisquiglia?
La giusta rosa, cioè l'Arcano giulinico per definizione.
Troppi SE prima di uno che pratica un calcio sfrontato, troppi.
 Come si mette in piedi? Faccio l'elenco delle banalità, cioè quello che fino ad ora é stato ignorato dal nostro presidente.
1_ stabilisci un badget decente e logico in relazione all'obiettivo, che magari non sbandieri come un pirla ma attendi che sia il campo a definirlo dando la cifra reale al tuo progetto
2_ lasci fare il lavoro al DS e al tecnico, che sceglie il DS, non tu.
3_ il resto vien da se se stimoli nella maniera corretta la tua azienda, chiedendo lumi senza interferire nei dettagli nodali dal punto di vista tecnico. Il giocattolo é tuo, chi lo nega, ma il tuo ruolo é di paterna supervisione. Non trascenderlo che ti conviene.

Banalità disattese quasi sempre. Che puntualmente generano panico che si traduce nella chiamata di tecnici cosiddetti affidabili che ci deprimono  le sfere con un calcio utilitarista che punta solo al risultato. L' obiettivo, in assenza di una logica, finisce per essere sempre lo stesso: mantenere la serie.
 
corretto come al solito Pozzengo, infatti la domanda chiave non è chi viene ma come viene accolto, quali reali poteri si hanno, come potrà incidere nelle scelte di mercato ecc...
Per dire, Maran era l'allenatore perfetto per questo Cagliari ovvero uno che, conscio della sua mediocrità, non chiedeva certo investimenti assurdi sapendo a prescindere di non poterli far fruttare ma giocatori di sua fiducia altrettanto mediocri che gli facessero conquistare il suo Sacro Graal ovvero la salvezza tranquilla.
Lui Nandez non lo voleva, Simeone non lo voleva, la sua richiesta di rinforzi erano Cacciatore, Birsa, Paloschi e mettetevi nei panni di chi deve spendere e si ritrova uno che gli chiede di spendere meno di quanto lui avesse preventivato.
Se dovesse venire un Liverani succederebbe la stessa identica cosa o credete che il moretto si possa permettere di chiedere giocatori affermati? Gli va grassa se si porta dietro Falco o Petriccione e poi si terrà quelli che gli danno.
Di Francesco no, dopo la Samp pretenderà delle sicurezze, investimenti, nomi seri perchè tanto sa che, prima o poi, durante l'anno verrà cercato da qualcun altro.

Poi, per me un allenatore che ha in testa un modulo e basta e non sa adattarsi nelle migliori condizioni con il materiale umano che ha a disposizione è un investimento ad alto, altissimo rischio, puoi ritrovarti un Sacchi ma più spesso arriva un Zeman.
Il mio modello di allenatore è uno come Allegri che, con qualunque squadra gli diano in mano tira fuori il meglio
 
pozzengo ha scritto:
Bruvura, hai detto una, come dire, quisquiglia?
La giusta rosa, cioè l'Arcano giulinico per definizione.
Troppi SE prima di uno che pratica un calcio sfrontato, troppi.
 Come si mette in piedi? Faccio l'elenco delle banalità, cioè quello che fino ad ora é stato ignorato dal nostro presidente.
1_ stabilisci un badget decente e logico in relazione all'obiettivo, che magari non sbandieri come un pirla ma attendi che sia il campo a definirlo dando la cifra reale al tuo progetto
2_ lasci fare il lavoro al DS e al tecnico, che sceglie il DS, non tu.
3_ il resto vien da se se stimoli nella maniera corretta la tua azienda, chiedendo lumi senza interferire nei dettagli nodali dal punto di vista tecnico. Il giocattolo é tuo, chi lo nega, ma il tuo ruolo é di paterna supervisione. Non trascenderlo che ti conviene.

Banalità disattese quasi sempre. Che puntualmente generano panico che si traduce nella chiamata di tecnici cosiddetti affidabili che ci deprimono  le sfere con un calcio utilitarista che punta solo al risultato. L' obiettivo, in assenza di una logica, finisce per essere sempre lo stesso: mantenere la serie.

Io ribadisco quello che sostengo da tempo, che abbiamo cioè una rosa incompleta per qualsiasi modulo: incredibilmente rosa ampia, ma con terzini non adatti alla difesa a 3, al massimo esterni alti, e contemoporaneamente siamo senza attaccanti esterni/veloci. Oltre questo, non dimentichiamoci che senza Cigarini siamo senza un regista forte di centrocampo, visto che Oliva sarà tutto da valutare, e dobbiamo ancora capire che collocazione dare a Pereiro, visto viene comunque sempre inserito come attaccante.

Inoltre dobbiamo intervenire anche sui centrali di difesa... Insomma, c'è da fare un bel lavoro, sfoltendo quegli elementi che da almeno 2 anni stanno facendo prestazioni sottotono, vedi Ionita e Farago.

Se si vuole puntare su Di Francesco, la squadra dovrà essere rivoluzionata per forza, sennò meglio puntare su Liverani. I cambiamenti a mezzo hanno sempre portato problemi...
 
theon ha scritto:
 I cambiamenti a mezzo hanno sempre portato problemi...

Theon, salvo l'annata fondativa con il Boemo, lasciando da parte il risultato, abbiamo sempre fatto "cambiamenti a mezzo". Più cattivo: a rattoppo. Vorrei, credimi, che l'anno che verrà porti una grande novità (cit.) gestionale. Ma ci crederò solo quando lo vedrò.


Bruvura ha scritto:
corretto come al solito Pozzengo, infatti la domanda chiave non è chi viene ma come viene accolto, quali reali poteri si hanno, come potrà incidere nelle scelte di mercato ecc...
Per dire, Maran era l'allenatore perfetto per questo Cagliari ovvero uno che, conscio della sua mediocrità, non chiedeva certo investimenti assurdi sapendo a prescindere di non poterli far fruttare ma giocatori di sua fiducia altrettanto mediocri che gli facessero conquistare il suo Sacro Graal ovvero la salvezza tranquilla.
Lui Nandez non lo voleva, Simeone non lo voleva, la sua richiesta di rinforzi erano Cacciatore, Birsa, Paloschi e mettetevi nei panni di chi deve spendere e si ritrova uno che gli chiede di spendere meno di quanto lui avesse preventivato.
Se dovesse venire un Liverani succederebbe la stessa identica cosa o credete che il moretto si possa permettere di chiedere giocatori affermati? Gli va grassa se si porta dietro Falco o Petriccione e poi si terrà quelli che gli danno.
Di Francesco no, dopo la Samp pretenderà delle sicurezze, investimenti, nomi seri perchè tanto sa che, prima o poi, durante l'anno verrà cercato da qualcun altro.

Poi, per me un allenatore che ha in testa un modulo e basta e non sa adattarsi nelle migliori condizioni con il materiale umano che ha a disposizione è un investimento ad alto, altissimo rischio, puoi ritrovarti un Sacchi ma più spesso arriva un Zeman.
Il mio modello di allenatore è uno come Allegri che, con qualunque squadra gli diano in mano tira fuori il meglio

Considerata la contingenza attuale di mercato, SE vi fosse un progetto logico DI CRESCITA, quindi basta sbandierare stronzate tipo europa-league, champions  etc. il tecnico che vedrei bene è Pioli. Che non verrà mai perchè non è scemo e teme di sputtanarsi con i velleitarismi del fluorsidico.

Ma tanto, fate scorta di bicarbonato, Zenga resta.
 
penso anche io che rimanga il milanese, Giulini è un debole e subisce le personalità forti, lo terrà con la squadra rattoppata, faremo ridere ed alla decima lo scarica per il pirla di turno.
Pioli mi sa tanto che rimane a Milano
per mettere Di Francesco in condizioni di fare il suo gioco devi cambiare 6/7 giocatori (almeno) nella formazione base e poi prendere le varie riserve.
Potresti tenere solo Rog, Nandez, Simeone, Ceppitelli e JP. Consideriamo inoltre che, vuoi perchè sono in prestito tipo Ninja, Paloschi o Pellegrini, vuoi perchè avranno richieste e ci serve argent de poche come Nandez, Cragno e JP, vuoi perchè son talmente chiaviche che non puoi proprio tenerli come Pisacane, Klavan, Lyko, Birsa, Faragò, Ragatzu, Ionita, Carboni ecc..,
ti rimangono tre titolari come Rog, Simeone e Ceppitelli, qualche riserva come Oliva ( che potrebbe passare titolare), Pereiro,il polacco, Cigarini e Pavoletti se rientra.

Ora, vi rendete conto di quanto dovrebbe spendere per prendere uno come lui? delle riserve auree degne di Creso che dovrebbe investire il parco Giulini?
Bene, ci state ancora credendo?

 
Bruvura ha scritto:
penso anche io che rimanga il milanese, Giulini è un debole e subisce le personalità forti, lo terrà con la squadra rattoppata, faremo ridere ed alla decima lo scarica per il pirla di turno.
Pioli mi sa tanto che rimane a Milano
per mettere Di Francesco in condizioni di fare il suo gioco devi cambiare 6/7 giocatori (almeno) nella formazione base e poi prendere le varie riserve.
Potresti tenere solo Rog, Nandez, Simeone, Ceppitelli e JP. Consideriamo inoltre che, vuoi perchè sono in prestito tipo Ninja, Paloschi o Pellegrini, vuoi perchè avranno richieste e ci serve argent de poche come Nandez, Cragno e JP, vuoi perchè son talmente chiaviche che non puoi proprio tenerli come Pisacane, Klavan, Lyko, Birsa, Faragò, Ragatzu, Ionita, Carboni ecc..,
ti rimangono tre titolari come Rog, Simeone e Ceppitelli, qualche riserva come Oliva ( che potrebbe passare titolare), Pereiro,il polacco, Cigarini e Pavoletti se rientra.

Ora, vi rendete conto di quanto dovrebbe spendere per prendere uno come lui? delle riserve auree degne di Creso che dovrebbe investire il parco Giulini?
Bene, ci state ancora credendo?





Hai mai pensato a buttare giù un piano di massima nella speranza che giunga alle orecchie giuste? Lasciando perdere il fatto che tanto lo si possa distruggere con la classica frase "bello, bravo, ma tanto i soldi non ce li metti tu". Se lo hai mai pensato, mi piacerebbe leggerlo. Intendo un prospettino operativo, a tipo azienda, spalmato su più anni. Partendo dall'esistente, senza ricorrere al libro dei sogni. Plausibile, insomma.
 
Scusate, ma quando Di Francesco stava al Sassuolo, aveva tutti questi fenomeni in rosa? Non capisco perché diate per scontato che Di Francesco richiederebbe onerosi investimenti. Ma non è Allegri, che viene da 5 scudetti consecutivi ed avrebbe tante pretese. È un allenatore reduce da due fallimenti, che sa di dover scalare nuovamente delle gerarchie.
Che poi il Cagliari attuale abbia delle evidenti falle in organico siamo tutti d'accordo. Ma attualmente abbiamo carenze con qualsiasi modulo un allenatore voglia giocare. Se fossi in Di Francesco chiederei giocatori di ruolo in base al modulo, ma questo non significa che bisogna spendere 50 milioni come l'anno scorso. Giulini e Carli l'hanno scorso hanno speso un po' a cazzo.
 
amman ha scritto:
Scusate, ma quando Di Francesco stava al Sassuolo, aveva tutti questi fenomeni in rosa? Non capisco perché diate per scontato che Di Francesco richiederebbe onerosi investimenti. Ma non è Allegri, che viene da 5 scudetti consecutivi ed avrebbe tante pretese. È un allenatore reduce da due fallimenti, che sa di dover scalare nuovamente delle gerarchie.
Che poi il Cagliari attuale abbia delle evidenti falle in organico siamo tutti d'accordo. Ma attualmente abbiamo carenze con qualsiasi modulo un allenatore voglia giocare. Se fossi in Di Francesco chiederei giocatori di ruolo in base al modulo, ma questo non significa che bisogna spendere 50 milioni come l'anno scorso. Giulini e Carli l'hanno scorso hanno speso un po' a cazzo.

Aspetta a dirlo... Se vendessero Nandez o Simeone alle cifre che ho letto direi che non hanno speso i soldi a cavolo, anzi...
 
pozzengo ha scritto:
Bruvura ha scritto:
penso anche io che rimanga il milanese, Giulini è un debole e subisce le personalità forti, lo terrà con la squadra rattoppata, faremo ridere ed alla decima lo scarica per il pirla di turno.
Pioli mi sa tanto che rimane a Milano
per mettere Di Francesco in condizioni di fare il suo gioco devi cambiare 6/7 giocatori (almeno) nella formazione base e poi prendere le varie riserve.
Potresti tenere solo Rog, Nandez, Simeone, Ceppitelli e JP. Consideriamo inoltre che, vuoi perchè sono in prestito tipo Ninja, Paloschi o Pellegrini, vuoi perchè avranno richieste e ci serve argent de poche come Nandez, Cragno e JP, vuoi perchè son talmente chiaviche che non puoi proprio tenerli come Pisacane, Klavan, Lyko, Birsa, Faragò, Ragatzu, Ionita, Carboni ecc..,
ti rimangono tre titolari come Rog, Simeone e Ceppitelli, qualche riserva come Oliva ( che potrebbe passare titolare), Pereiro,il polacco, Cigarini e Pavoletti se rientra.

Ora, vi rendete conto di quanto dovrebbe spendere per prendere uno come lui? delle riserve auree degne di Creso che dovrebbe investire il parco Giulini?
Bene, ci state ancora credendo?





Hai mai pensato a buttare giù un piano di massima nella speranza che giunga alle orecchie giuste? Lasciando perdere il fatto che tanto lo si possa distruggere con la classica frase "bello, bravo, ma tanto i soldi non ce li metti tu". Se lo hai mai pensato, mi piacerebbe leggerlo. Intendo un prospettino operativo, a tipo azienda, spalmato su più anni. Partendo dall'esistente, senza ricorrere al libro dei sogni. Plausibile, insomma.



no perchè so cosa significhi fare il manager ed avere a che fare con l'incompetenza, mi spiego meglio :

se dovessi buttate un progetto di sviluppo pluriennale lo farei di minimo 4 anni, con ripartizione di un budget con un forte intervento nel primo anno e di aggiustamento nel secondo, fare un punto a medio termine e poi decidere come rimediare o aggiungere nei successivi due. La prima mossa che farei, anche prima dell'allenatore è un Dt che crei una rete di osservatori come fa Sabatini per dire, uno che conosce a menadito almeno 6 campionati. L'investimento maggiore lo farei li, un nome? Tare, per me un genio assoluto che ha scovato talenti e se non avesse un presidente scemo come una gallina sotto acido li avrebbe fatti fruttare almeno 5 volte più di quello che ha fatto finora Lotito.
Altro investimento che farei immediatamente è un DG inserito nel palazzo, uno che sa muoversi e si prende la responsabilità diretta della gestione e mi sappia dire un sano "stia al posto suo" senza paura di dover indorare la pillola.
Il presidente ha solo due enormi compiti : dare le direttive di quello che vuole ed avere in mano il controllo che non può delegare a nessuno ma tolte queste incombenze deve solo andare allo stadio come spettatore.
Io non sono ne un DG ne un DT, non ne ho le competenze ne le conoscenze intrinseche che permettono di cogliere sfumature che ai più non appaiono neanche.
Poi io sono un pragmatico, del bel gioco me ne frego fino a quando mi arrivano i risultati perchè conosco ancora la differenza tra sport e spettacolo, io voglio la bacheca piena ed i conti in ordine e per farlo devi avere gente che lo faccia per te.

A questo punto però sono curioso di sapere come faresti tu
 
Comunque sono convinto che, come sempre, Giulini tirerà il suo consiglio dal cappello... Sembra che ogni anno lo faccia apposta...

Io scommetto su Semplici... E mi porto avanti: esonerato a metà campionato e sostituito con Tudor o Montero (forse sarà la volta buona vhe riuscirà ad ingaggiarlo).
 
Bruvura ha scritto:
pozzengo ha scritto:
Bruvura ha scritto:
penso anche io che rimanga il milanese, Giulini è un debole e subisce le personalità forti, lo terrà con la squadra rattoppata, faremo ridere ed alla decima lo scarica per il pirla di turno.
Pioli mi sa tanto che rimane a Milano
per mettere Di Francesco in condizioni di fare il suo gioco devi cambiare 6/7 giocatori (almeno) nella formazione base e poi prendere le varie riserve.
Potresti tenere solo Rog, Nandez, Simeone, Ceppitelli e JP. Consideriamo inoltre che, vuoi perchè sono in prestito tipo Ninja, Paloschi o Pellegrini, vuoi perchè avranno richieste e ci serve argent de poche come Nandez, Cragno e JP, vuoi perchè son talmente chiaviche che non puoi proprio tenerli come Pisacane, Klavan, Lyko, Birsa, Faragò, Ragatzu, Ionita, Carboni ecc..,
ti rimangono tre titolari come Rog, Simeone e Ceppitelli, qualche riserva come Oliva ( che potrebbe passare titolare), Pereiro,il polacco, Cigarini e Pavoletti se rientra.

Ora, vi rendete conto di quanto dovrebbe spendere per prendere uno come lui? delle riserve auree degne di Creso che dovrebbe investire il parco Giulini?
Bene, ci state ancora credendo?





Hai mai pensato a buttare giù un piano di massima nella speranza che giunga alle orecchie giuste? Lasciando perdere il fatto che tanto lo si possa distruggere con la classica frase "bello, bravo, ma tanto i soldi non ce li metti tu". Se lo hai mai pensato, mi piacerebbe leggerlo. Intendo un prospettino operativo, a tipo azienda, spalmato su più anni. Partendo dall'esistente, senza ricorrere al libro dei sogni. Plausibile, insomma.



no perchè so cosa significhi fare il manager ed avere a che fare con l'incompetenza, mi spiego meglio :

se dovessi buttate un progetto di sviluppo pluriennale lo farei di minimo 4 anni, con ripartizione di un budget con un forte intervento nel primo anno e di aggiustamento nel secondo, fare un punto a medio termine e poi decidere come rimediare o aggiungere nei successivi due. La prima mossa che farei, anche prima dell'allenatore è un Dt che crei una rete di osservatori come fa Sabatini per dire, uno che conosce a menadito almeno 6 campionati. L'investimento maggiore lo farei li, un nome? Tare, per me un genio assoluto che ha scovato talenti e se non avesse un presidente scemo come una gallina sotto acido li avrebbe fatti fruttare almeno 5 volte più di quello che ha fatto finora Lotito.
Altro investimento che farei immediatamente è un DG inserito nel palazzo, uno che sa muoversi e si prende la responsabilità diretta della gestione e mi sappia dire un sano "stia al posto suo" senza paura di dover indorare la pillola.
Il presidente ha solo due enormi compiti : dare le direttive di quello che vuole ed avere in mano il controllo che non può delegare a nessuno ma tolte queste incombenze deve solo andare allo stadio come spettatore.
Io non sono ne un DG ne un DT, non ne ho le competenze ne le conoscenze intrinseche che permettono di cogliere sfumature che ai più non appaiono neanche.
Poi io sono un pragmatico, del bel gioco me ne frego fino a quando mi arrivano i risultati perchè conosco ancora la differenza tra sport e spettacolo, io voglio la bacheca piena ed i conti in ordine e per farlo devi avere gente che lo faccia per te.

A questo punto però sono curioso di sapere come faresti tu



Il quadro di intervento che immagino ogni anno a fine stagione, come espediente per deglutire la solita ciofeca, ha un range triennale.

- Crescere, ovvero emanciparsi dall'incubo della retrocessione e puntare a stare stabilmente tra le prime 10.
- Primo anno: puntare a 52/54 punti. Se poi saranno 48/50, nessun dramma.
- Secondo anno: consolidare.
- Terzo anno: ripetersi e valutare in corso d'annata se ci sono i presupposti per il salto qualitativo.

Logica del progetto, al netto delle circostanze imponderabili che valgono per tutti, mica solo per noi.

- Puntare su un responsabile area tecnica ben ramificato e un tecnico modularmente duttile, che ci credano e lavorino solo in tal senso. Il presidente, da par suo, prima di raccogliere meriti davanti alle telecamere, impari a fare bene scudo alle critiche. Che tanto ci saranno.

- Primavera: continuare così come sta facendo Canzi e consolidare investimenti e partnerships con squadre di B e C. Basilare: ogni anno devono esordire in prima squadra almeno 3 giocatori. Quindi: prepararli sempre in quest'ottica. Instillare concretamente il senso di appartenenza creando opportunità per emergere, non scampoli e vetrine. Responsabilizzare da subito.

- Scouting: a parer mio, dobbiamo virare sull'est europa. Monitorare Croazia, Serbia, Ungheria. I costi sono accessibili, sono scuole calcio solide e rinnomate e, sopratutto a livello giovanile, c'è voglia di affermarsi per motivi finanziari e di orgoglio nazionale. Vanno monitorate le primavere, non solo i campionati di prima e seconda divisione. Questo non esclude altre provenienze: è che per caratteristiche fisiche e attitudinali si può abbattere drasticamente la curva di adattamento ad un calcio duro come quello italiano. Lo dico in maniera secca: atleticamente arriverebbero pre-formattati. L'ideale sarebbe individuare un blocco di 3/4 giocatori della stessa nazionalità. Se teniamo Rog, per dire, perchè non affiancarlo a 2 suoi connazionali con quella caparbietà? Sarebbe una tombola il mix sardo-croato. Ma ora sto sognando.

- Rosa: fissare un tetto a 25,5 anni, ipotizzando sul triennio l'incremento della coesione e l'assorbimento dei moduli in relazione alla crescita dell'età media. Darsi un margine abbastanza elastico sui risultati immediati. Logica della maratona: arrivare tonici e coesi a febbraio-marzo puntando sulla tenuta nel girone di ritorno. In parole semplici: puntare sempre a tenere viva la squadra e l'ambiente fino all'ultima giornata. E' importante generare questa mentalità. In tre anni ce la si può fare.

Seminare oggi per raccogliere domani curando bene la coltura. Sono linee di stra-massima, pareri personali senz'alcuna garanzia implicita. Un gioco.
 
Comunque su Centotrentuno insistono con Di Francesco in pole. Che tra l'altro se venisse vorrebbe dire che forse rimane Nainggolan. Per me pure se vendiamo Nandez e Cragno e ci riprendiamo Olsen, prendiamo come terzino destro Florenzi e sinistro a questo punto rimane Pellegrini, centrali Ceppitelli, Waluckievicz e facciamo con il Sassuolo uno scambio alla pari Carboni-Romagna (ci guadagnano) teniamo JP e giochiamo in attacco con JP, Pavoletti e Simeone. Prenderei anche il figlio come riserva per fargli compagnia.

In alternativa prendiamo il padre di Simeone, perchè a noi piacciono le accoppiate padre-figlio.

Se proprio non può Simeone alle brutte c'è sempre l'alternativa della famiglia Bisoli.
 
cidrolin ha scritto:
Comunque su Centotrentuno insistono con Di Francesco in pole. Che tra l'altro se venisse vorrebbe dire che forse rimane Nainggolan. Per me pure se vendiamo Nandez e Cragno e ci riprendiamo Olsen, prendiamo come terzino destro Florenzi e sinistro a questo punto rimane Pellegrini, centrali Ceppitelli, Waluckievicz e facciamo con il Sassuolo uno scambio alla pari Carboni-Romagna (ci guadagnano) teniamo JP e giochiamo in attacco con JP, Pavoletti e Simeone. Prenderei anche il figlio come riserva per fargli compagnia.

In alternativa prendiamo il padre di Simeone, perchè a noi piacciono le accoppiate padre-figlio.

Se proprio non può Simeone alle brutte c'è sempre l'alternativa della famiglia Bisoli.
A quest'ultima preferisco la famiglia Di Francesco, con Federico allenatore
 
In pratica abbiamo detto la stessa cosa Pozzengo, il piano io lo vedo più a lungo che medio termine ma la modalità è la stessa. Sul fatto di guardare ad est è una vita che lo dico, trovi talento ed atletismo uniti ad una mentalità più disciplinata (nella media).
non sono molto concorde sul far esordire i giovani, per me si deve fare solo in evidenza di talento conclamato, mentre corretto tenere una media di età bassa.
Altra cosa che farei è puntare su giocatori tecnici, caratteristica che sta diventando sempre più  rara.
 
non sono un fan di di francesco, ma è anche vero che il cagliari attuale può permettersi solo due tipologie di allenatore, una scommessa alla allegri (liverani o italiano) o un allenatore che ha alternato cose belle a cose meno belle (di francesco e giampaolo)

ognuna di queste 4 scelte dovrebbe mettersi d'impegno per essere una scelta peggiore di zenga
 
Bruvura ha scritto:
In pratica abbiamo detto la stessa cosa Pozzengo, il piano io lo vedo più a lungo che medio termine ma la modalità è la stessa. Sul fatto di guardare ad est è una vita che lo dico, trovi talento ed atletismo uniti ad una mentalità più disciplinata (nella media).
non sono molto concorde sul far esordire i giovani, per me si deve fare solo in evidenza di talento conclamato, mentre corretto tenere una media di età bassa.
Altra cosa che farei è puntare su giocatori tecnici, caratteristica che sta diventando sempre più  rara.

Il talento conclamato rischia di essere una distrazione dall'obiettivo. La maturazione dei giocatori avviene secondo modalità differenti e ci sono gradini alti che sono poco preventivabili. Penso che dipenda dal fatto che a un certo punto si giunga all'equilibrio tra atletismo e capacità. Inizia la vera maturazione del giocatore e se ne comprendono meglio le potenzialità. Penso anche che forzare, osare, sia indice di mentalità. Se lavori in questa prospettiva, la instilli negli stessi giocatori che curano meglio le proprie caratteristiche. Perchè un giocatore lo puoi costruire quanto vuoi ma poi è lui che deve entrare nel ruolo di professionista all'altezza della sfida. Lo dico sulla scorta di quello che ho visto in questi anni fare all'Atalanta. E' quella prassi che dobbiamo copiare. Il dato di fatto è che la crescita dei risultati della nostra primavera non corrisponde ad un travaso costante. C'è qualcosa che non sta funzionando. La mia opinioneè che lo si debba incentivare anche forzando. Buttarli nella mischia e vediamo di che pasta sei fatto.

Piedi buoni: caro Bruvura, lo sai bene che costano. Se uniti ad una solida struttura atletica, sono la merce più pregiata. Ci vuole la finezza di coglierli prima che sboccino. Dopo puoi solo aver culo o partecipare ad un'asta.
 
pozzengo ha scritto:
Bruvura ha scritto:
In pratica abbiamo detto la stessa cosa Pozzengo, il piano io lo vedo più a lungo che medio termine ma la modalità è la stessa. Sul fatto di guardare ad est è una vita che lo dico, trovi talento ed atletismo uniti ad una mentalità più disciplinata (nella media).
non sono molto concorde sul far esordire i giovani, per me si deve fare solo in evidenza di talento conclamato, mentre corretto tenere una media di età bassa.
Altra cosa che farei è puntare su giocatori tecnici, caratteristica che sta diventando sempre più  rara.

Il talento conclamato rischia di essere una distrazione dall'obiettivo. La maturazione dei giocatori avviene secondo modalità differenti e ci sono gradini alti che sono poco preventivabili. Penso che dipenda dal fatto che a un certo punto si giunga all'equilibrio tra atletismo e capacità. Inizia la vera maturazione del giocatore e se ne comprendono meglio le potenzialità. Penso anche che forzare, osare, sia indice di mentalità. Se lavori in questa prospettiva, la instilli negli stessi giocatori che curano meglio le proprie caratteristiche. Perchè un giocatore lo puoi costruire quanto vuoi ma poi è lui che deve entrare nel ruolo di professionista all'altezza della sfida. Lo dico sulla scorta di quello che ho visto in questi anni fare all'Atalanta. E' quella prassi che dobbiamo copiare. Il dato di fatto è che la crescita dei risultati della nostra primavera non corrisponde ad un travaso costante. C'è qualcosa che non sta funzionando. La mia opinioneè che lo si debba incentivare anche forzando. Buttarli nella mischia e vediamo di che pasta sei fatto.

Piedi buoni: caro Bruvura, lo sai bene che costano. Se uniti ad una solida struttura atletica, sono la merce più pregiata. Ci vuole la finezza di coglierli prima che sboccino. Dopo puoi solo aver culo o partecipare ad un'asta.

Riguardo la prima obiezione : mi sono spiegato male, io per talento conclamato non intendo un calciatore finito ma uno che ha realmente le possibilità di diventarlo. Ragatzu aveva talento e potevi rischiarlo a 19 anni, lo aggreghi, gli fai fare le partitelle o qualche apparizione e poi decidi cosa farne, se darlo in prestito, se cederlo ecc.. Su Barella non c'era manco dubbio, sapevi che era un predestinato mentre su altri ( penso a Del Fabbro) era palese che non avesse possibilità come è palese che non le abbia Carboni. Murru le aveva e li ha inciso la mentalità perchè tecnica e fisico gli avrebbero permesso di avere una discreta carriera tra A e B, ho visto di peggio. Occhio all'Atalanta, li è completamente avulsa come mentalità rispetto al generale, quelli prendono centinaia di bambini e li tirano su prima come teste e poi come calciatori, hanno più staff per le giovanili che per la prima squadra, una rete di competenze come l'aveva solo il Torino negli anni 80. Ma sono casi, o hai un serbatoio come la Roma od il Napoli da cui attingere o devi essere bravo, molto, molto, molto bravo.

Sulla seconda affermazione invece sai che non è proprio così? oggi i giovani con buona tecnica vengono valutati in maniera secondaria rispetto a quelli con doti fisiche ed atletiche importanti, almeno in Italia. Dalle giovanili di grado basso, bassissimo (10/11 anni) i cosidetti allenatori li vogliono tatticamente disciplinati, che corranno come 400metristi e entrino duri, se ti permetti delle licenze tecniche ti sbattono in panca perchè non gli interessa formare talenti ma iniziare a vincere da subito per avere sponsor e fondi. Al contrario di quello che succede in sudamerica o Spagna dove se nn sai stoppare un pallone puoi essere un decatleta nato ma stai a fare muro e paletti altro che campo.
Questo fa si che se vuoi investire in quel microsettore lo fai meglio che su giocatori fisicamente affermati. Ovvio che il (supposto) predestinato non te lo danno ma se cambi prospettiva di selezione potresti coltivare dei tartufi invece che patate
 
Bruvura ha scritto:
pozzengo ha scritto:
Bruvura ha scritto:
In pratica abbiamo detto la stessa cosa Pozzengo, il piano io lo vedo più a lungo che medio termine ma la modalità è la stessa. Sul fatto di guardare ad est è una vita che lo dico, trovi talento ed atletismo uniti ad una mentalità più disciplinata (nella media).
non sono molto concorde sul far esordire i giovani, per me si deve fare solo in evidenza di talento conclamato, mentre corretto tenere una media di età bassa.
Altra cosa che farei è puntare su giocatori tecnici, caratteristica che sta diventando sempre più  rara.

Il talento conclamato rischia di essere una distrazione dall'obiettivo. La maturazione dei giocatori avviene secondo modalità differenti e ci sono gradini alti che sono poco preventivabili. Penso che dipenda dal fatto che a un certo punto si giunga all'equilibrio tra atletismo e capacità. Inizia la vera maturazione del giocatore e se ne comprendono meglio le potenzialità. Penso anche che forzare, osare, sia indice di mentalità. Se lavori in questa prospettiva, la instilli negli stessi giocatori che curano meglio le proprie caratteristiche. Perchè un giocatore lo puoi costruire quanto vuoi ma poi è lui che deve entrare nel ruolo di professionista all'altezza della sfida. Lo dico sulla scorta di quello che ho visto in questi anni fare all'Atalanta. E' quella prassi che dobbiamo copiare. Il dato di fatto è che la crescita dei risultati della nostra primavera non corrisponde ad un travaso costante. C'è qualcosa che non sta funzionando. La mia opinioneè che lo si debba incentivare anche forzando. Buttarli nella mischia e vediamo di che pasta sei fatto.

Piedi buoni: caro Bruvura, lo sai bene che costano. Se uniti ad una solida struttura atletica, sono la merce più pregiata. Ci vuole la finezza di coglierli prima che sboccino. Dopo puoi solo aver culo o partecipare ad un'asta.

Riguardo la prima obiezione : mi sono spiegato male, io per talento conclamato non intendo un calciatore finito ma uno che ha realmente le possibilità di diventarlo. Ragatzu aveva talento e potevi rischiarlo a 19 anni, lo aggreghi, gli fai fare le partitelle o qualche apparizione e poi decidi cosa farne, se darlo in prestito, se cederlo ecc.. Su Barella non c'era manco dubbio, sapevi che era un predestinato mentre su altri ( penso a Del Fabbro) era palese che non avesse possibilità come è palese che non le abbia Carboni. Murru le aveva e li ha inciso la mentalità perchè tecnica e fisico gli avrebbero permesso di avere una discreta carriera tra A e B, ho visto di peggio. Occhio all'Atalanta, li è completamente avulsa come mentalità rispetto al generale, quelli prendono centinaia di bambini e li tirano su prima come teste e poi come calciatori, hanno più staff per le giovanili che per la prima squadra, una rete di competenze come l'aveva solo il Torino negli anni 80. Ma sono casi, o hai un serbatoio come la Roma od il Napoli da cui attingere o devi essere bravo, molto, molto, molto bravo.

Sulla seconda affermazione invece sai che non è proprio così? oggi i giovani con buona tecnica vengono valutati in maniera secondaria rispetto a quelli con doti fisiche ed atletiche importanti, almeno in Italia. Dalle giovanili di grado basso, bassissimo (10/11 anni) i cosidetti allenatori li vogliono tatticamente disciplinati, che corranno come 400metristi e entrino duri, se ti permetti delle licenze tecniche ti sbattono in panca perchè non gli interessa formare talenti ma iniziare a vincere da subito per avere sponsor e fondi. Al contrario di quello che succede in sudamerica o Spagna dove se nn sai stoppare un pallone puoi essere un decatleta nato ma stai a fare muro e paletti altro che campo.
Questo fa si che se vuoi investire in quel microsettore lo fai meglio che su giocatori fisicamente affermati. Ovvio che il (supposto) predestinato non te lo danno ma se cambi prospettiva di selezione potresti coltivare dei tartufi invece che patate

Il modello Atalanta sta dando grandi frutti, è anche banale dirlo. Mi pare che il nostro discorso dei campus vada in questa direzione: fare pre-scouting. Dici bene: se non investi con convinzione su una rete di monitoraggio che destini osservatori con occhio punto fin dagli esordienti poi ti perdi, raccogli poco, stai a ruota degli altri.

Tra tartufi e patate, per me, c'è qualche tubero mediano. Anche in questo caso, è una questione di prospettive. Cioè di intelligenza degli eventi, vedere il calcio di domani. L'esasperazione dell'atletismo sta rendendo piuttosto stucchevoli la maggior parte degli incontri. Sono diventati dei corpo a corpo con un accentuazione delle geometrie semplici che si esprimono nella reitazione dei passaggi brevi. Infatti si enfatizzano "i gesti". Gesti che, lo sai, hanno costituito la costante delle partite che abbiamo visto dai 70 in su. Con l'affermarsi del calcio Capello/Mourinho style sono stati relativizzati. Ne ha guadagnato la compattezza di squadra ma ne ha perso lo spettacolo, quello per cui un tempo si diceva: quello che ha fatto X vale da solo il prezzo del biglietto. Si dice ancora, ma sono diminuiti i frangenti. L'indicatore sono i replay a sfare oltre le chiacchiere intorno a quei pochi che si vedono. La mia impressione è che si vada verso un riequilibrio tra atletismo e tecnica, se non altro per una questione ciclica. O forse è solo una speranza.
 

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