crik-crok-crack!

Ziliani: "Nel luglio 2020 scrivevo di Audero acquisto più costoso della storia della Samp, di Cerri per il Cagliari. Tutti giovani pagati alla Juventus..."

 
Paolo Ziliani: «Alla Juve e al calcio servirebbe davvero il metodo Armstrong»

Il giornalista: «Ho scritto decine di pezzi denunciando quello su cui indaga la Procura. C’è uno scudetto pulito dal 2012?».

Maurizio Caverzan - La Verità 10.12.2022

Sarebbe il leader perfetto del Paj, Partito anti Juventus. Che lui correggerebbe in Pcp, Partito calcio pulito. Un partito che ha un certo seguito tra le tifoserie, un po’ meno sui media ufficiali che, pur con mille, giuste prudenze, ci informano sull’inchiesta che la Procura di Torino ha aperto sui bilanci della Juventus football club. Gag a parte, Paolo Ziliani è il massimo fustigatore del malcostume (juventino) nel gioco più amato dagli italiani. Laureato in psicologia a Padova, inizia come giornalista al Guerin sportivo, passa al Giorno, dov’è autore di un’esilarante rubrica sui cronisti di Novantesimo minuto. Infine approda a Mediaset. Attualmente collabora con il Fatto quotidiano, vive buona parte dell’anno a Cascais, in Portogallo, e nel 2020 ha pubblicato Cristiano Ronaldo nel paese degli Agnelli (Indiscreto), un libro che aveva previsto molte delle accuse di cui si legge in questi giorni.


Ziliani, lei è il giornalista sportivo meno stupito del mondo?

«Potrei rispondere di sì, per farmi bello, ma direi una bugia. Salvo pochi casi clinici, 99 giornalisti sportivi su 100 sanno perfettamente cos’è successo e cosa succede nel calcio italiano. Semplicemente, di norma preferiscono raccontare Alice nel paese delle meraviglie».

Che cosa aveva previsto di ciò che sta accadendo alla Juventus?

«Io non prevedevo: osservavo e scrivevo. Senza prove, perché non sono un magistrato e non posso intercettare, perquisire, mettere cimici. Ma faccio un esempio. Oggi i pm torinesi contestano alla Juventus la galassia di “club amici”, parola di Arrivabene, come Sampdoria, Sassuolo, Atalanta, Empoli, Udinese che colludono con la Juventus in giochi di mercato spericolati e altro. Bene. Nel luglio 2020 scrivevo per il Fatto quotidiano di Audero acquisto più costoso della storia della Samp, di Mandragora acquisto record per l’Udinese, di Sturaro per il Genoa, di Zaza per il Sassuolo, di Orsolini per il Bologna, di Cerri per il Cagliari. Tutti giovani pagati alla Juventus come fuoriclasse. Di pezzi-denuncia come questo ne ho scritti cento».

Tra plusvalenze fasulle, manovre occulta-stipendi e scritture private, come quella di Cristiano Ronaldo, quali sono i reati più gravi?

«Tutti. Quelli finanziari perché la Juventus, truccando sistematicamente i bilanci, ha falsato ogni stagione il principio dell’equa competizione. Agnelli comprava chi voleva, Higuain, Ronaldo, De Ligt, Vlahovic, mentre la concorrenza cedeva i campioni senza poterli sostituire; e i reati etici, imperdonabili. Per dire, Fabio Paratici faceva la campagna acquisti per la Juventus, ma condizionava anche quella di Atalanta, Sassuolo e altri club. Chiedo: c’è uno scudetto pulito nei nove vinti dalla Juventus dal 2012 al 2020?».

Il peccato originale di questa seconda inchiesta è stato l’acquisto fuori misura di CR7?

«Direi che l’operazione Ronaldo, che tra ammortamento e stipendio costava 81 milioni a stagione, ha portato tutti alla disperazione anche perché la squadra giocava male e naufragava regolarmente in Champions, il sogno a occhi aperti di Agnelli. Ma era scandaloso tutto, Alex Sandro che guadagna 6 milioni, Arthur che ne guadagna 7».

Come funziona la carta privata di Ronaldo, che adesso chiede il pagamento di quasi 20 milioni?

«Nel marzo 2020, in pieno Covid, la Juventus raccontò la balla dei giocatori che rinunciavano a quattro mensilità per un risparmio a bilancio di 90 milioni. Ma non era vero, tre stipendi sarebbero stati pagati poi a fari spenti, fuori bilancio. La manovra venne ripetuta anche l’anno dopo e quando Ronaldo nell’agosto 2021 se ne andò era creditore di 19,9 milioni.

Della carta-Ronaldo hanno parlato con terrore alcuni dirigenti intercettati; ora il portoghese è venuto allo scoperto chiedendo il pagamento pattuito. Quello che ieri era il messia della Juventus, oggi potrebbe essere colui che le dà il colpo di grazia».

John Elkann sapeva o ha fatto dimettere il Cda per evitare gli arresti al cugino Andrea Agnelli?

«Elkann sapeva e gli andava bene tutto, perché quelli della Real Casa pensano solo ai propri interessi. Ha però sottovalutato il delirio di onnipotenza che si è impossessato del cugino Andrea facendolo uscire di senno. Il senso d’impunità tipico di quella stirpe ha fatto il resto. Ora Andrea Agnelli è stato buttato a mare».

Cosa le fa pensare la citazione di Nietzsche usata dall’ex presidente: «E quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non potevano sentire la musica»?

«Siamo alla patologia; non per niente i magistrati parlano di “contesto criminale di allarmante gravità”. Con Agnelli sono avvenute cose immonde: la ’ndrangheta che gestisce la curva, il tifoso-collaboratore finito giù da un ponte in piena inchiesta, gli striscioni su Superga introdotti allo stadio, l’esame farsa di Luis Suárez, l’idea abortita della Superlega con tradimento dei 245 club dell’Eca da lui presieduta, l’orrido scandalo di oggi. Una danza macabra».

... SEGUE...
 
(PARTE SECONDA)

De Ligt e De Sciglio hanno confermato l’esistenza dell’accordo per il rinvio degli stipendi. De Sciglio potrà giocare ancora nella Juventus?

«Non glielo auguro. La tifoseria, quella che in piena Calciopoli ringraziava Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega con lo striscione “Il fine giustifica i mezzi: grazie Triade”, ha già iniziato a linciarlo al grido di infame, sbirro e traditore. Spero che il ragazzo possa andarsene a giocare altrove, per il suo bene».

In Cristiano Ronaldo nel paese degli Agnelli denuncia il comportamento compiacente dei media italiani. È iniziato con l’arrivo di CR7 in Italia o viene da più lontano?

«Comportamento compiacente è un eufemismo. Nel libro cito a piene mani, a centinaia, esercitazioni di adulazione e servilismo – capolavori nel genere – da far impallidire l’Istituto Luce. I media italiani nei tre anni di Ronaldo sono stati, come da sempre, disgustosi».

C’è connivenza anche da parte di altri organismi e istituzioni?

«Si potrebbe chiedersi se ci sono Paesi in cui scudetti e titoli sono ricordati col nome di un arbitro piuttosto che di un campione. Non ci sono. Noi abbiamo invece gli scudetti di Bergamo, Ceccarini, Tagliavento, Orsato, le Champions di Calvarese, le Supercoppe di Mazzoleni, sempre con la Juventus protagonista e beneficiata. Una combinazione che ha dell’incredibile».

Il 26 ottobre del 2021 lei ha postato una foto su Twitter con sua moglie e suo figlio e ha smesso di cinguettare fino a pochi giorni fa: cos’era successo?

«È una ferita grande: difficile parlarne. Diciamo che la parte marcia del mondo del calcio, dopo avermi portato in tribunale una dozzina di volte, allenatori, dirigenti, arbitri, giocatori, capi Ufficio Inchieste eccetera, ha pensato bene di scatenare sulla mia famiglia la più classica delle shitstorm, infamità che niente avevano a che fare con la mia sfera professionale. Barbarie pura».

Ora ha ripreso l’attività social perché è meno minacciato?

«L’ho ripresa perché oggi stanno emergendo le illegalità e gli scandali che per anni ho denunciato quasi in totale solitudine. Nelle carte di Torino non c’è nulla di cui non abbia scritto. Ora attendo l’esito dei processi fiducioso in quello penale, meno in quello sportivo della giustizia Fjgc, come l’ho ribattezzata dopo il caso Suarez, e ho riaperto il libro. Ultimo capitolo, poi lo chiuderò».

Che lei sappia, anche altri colleghi sono stati monitorati?

«Ho lavorato a Mediaset con Maurizio Pistocchi e lui è stato un altro bersaglio di questo calcio in cui i giornalisti liberi hanno vita difficile».

La sua crociata anti Juventus è una monomania?

«Nel 1983 lavoravo al Giorno di Milano una mia inchiesta, in coppia col collega Claudio Pea, sulla partita combinata Genoa-Inter 2-3, diede vita all’apertura di un’inchiesta penale a Genova, magistrato Roberto Fucigna, sulle scommesse clandestine fatte da tesserati sul pareggio poi saltato e a un’inchiesta sportiva. Per salvare dalla B per illecito Inter e Genoa la Figc introdusse per l’occasione la formula dell’assoluzione per insufficienza di prove non contemplata dall’ordinamento sportivo. L’Italia aveva appena vinto il Mundial ’82, ci ho scritto un libro – Non si fanno queste cose a 5 minuti dalla fine – mi permetto di dire: da leggere. Non ce l’ho con gli juventini, ma con i disonesti».

Se la Juventus è la punta dell’iceberg vuol dire che se si tocca la società torinese cade tutto il sistema?

«Se la Juventus viene punita, ma punita davvero, il sistema del calcio italiano rinasce. Oggi facciamo pena, per non dire schifo, al mondo».

Il fatto che ci siano altri club coinvolti è la conferma che il sistema calcio fatica a reggersi sulle proprie gambe?

«I club coinvolti sono quelli che gravitano nella galassia juventina. La fatica a reggersi sulle proprie gambe è solo di chi non è capace di amministrare i propri conti. Per esempio, oltre alla Juventus, il Barcellona, guarda caso due club che vogliono la Superlega. Il Bayern Monaco, al contrario, benissimo amministrato e vincente in Europa, chiude i bilanci in attivo da 29 anni».

Che cosa rischia la Juventus?

«Di andare fuori dall’Europa per un paio di anni. In quanto a noi, sarebbe importante radiare Agnelli e Paratici e far ripartire la Juventus dalla serie D. Se poi la famiglia Agnelli liberasse il club dalla sua morsa secolare, allora potremmo davvero parlare di rinascita del club». NOTA MIA: ZEUS T'ASCOLTI E DISPONGA QUANTO AUSPICHI!

Il modello di giustizia sportiva cui rifarsi sono i sette Tour de France tolti a Lance Armstrong perché vinti da dopato?

«Sì, ma non succederà».

Sapeva che Zdenek Zeman era tifoso juventino?

«Sì. E soprattutto che è un uomo onesto».

Lei vive molti mesi dell’anno a Cascais: com’è il mondiale del Portogallo visto dal Portogallo?

«È dai tempi di Eusebio che non c’era una fioritura di campioni come oggi. I portoghesi sono un popolo umile: i loro idoli giocano all’estero e ritrovarli insieme in nazionale a un mondiale per loro è una festa. Comunque vada».

E quello di Cristiano Ronaldo?

«Di Ronaldo si sono stufati anche qui. È sui giornali più per i suoi abusi edilizi e per le discutibili gesta extra calcio che altro».

Massimiliano Allegri può essere l’uomo della rinascita?

«Assolutamente no. Per lui è bravo chi vince e fesso chi perde. Con questi presupposti non si va da nessuna parte».

Molti tifosi bianconeri staranno patendo: cosa direbbe loro?

«Che all’origine di tutte le disavventure c’è il motto “Vincere è la sola cosa che conta”. Come direbbe Fantozzi, una cagata pazzesca».
 
Decreto salva-calcio, vince Lotito. Si va verso la rateizzazione dei debiti

Ricordatevi che lo stato non tratto' con le BR per salvare Aldo Moro...ma tratto' con Lotito per salvare la Lazio....meditate gente..meditate.
 
Guariniello, la morte di Mihajlovic e le malattie legate alle cure dei calciatori: «Sul doping siamo indietro di 30 anni»


Un grande classico: Campioni senza valore di Sandro Donati (pdf scan)

 
Paratici fa intendere che la partita è lunga, che ora è bloccato in difesa dalla pressione. Non so se ci sarà un secondo tempo "alla riscossa", magari s'accordano prima. Le vie della signora sono infinite.

Puntata intera di Report trasmessa ieri sera.
16 gennaio 2023
 
Ronaldo's Paper

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Plusvalenze: stangata sulla Juve, 15 punti di penalizzazione

UFFICIALE - Caso Plusvalenze, 15 punti di penalizzazione per la Juventus

Perché penso sempre male, e penso che faranno ricorso, e gli daranno 3 punti di penalizzazione? 15 punti, solo? Per me dovevano essere retrocessi senza passare dal via, come minimo... cioè, stiamo parlando di vicende gravi, mica di mancato stipendio o pagamento IRPEF o INPS di qualche mese... Come sempre, giustizia sportiva sempre più ridicola... questa volta ci rimettono la faccia... Spero in qualcosa molto più pesante dall'altra parte della giustizia...
 
@theon, lo sai benissimo che stanno cercando di incastrare LA BESTIA. Come te, come tantissimi, spero che questo sia solo l'inizio di un'indagine approfondita. Perchè 15 punti (che verranno ridiscussi in appello) sono un'EMERITA STRONZATA.

Quale è il problema primario? Che se gli inquirenti che stanno indagando hanno fretta, imperizia o indugiano nel protagonismo, i merdosi a strisce possono solo che giovarsene. Io confido nella capacità e nell'etica degli inquirenti ma so bene che non basta: ci vuole solidità, non impressioni. Le intercettazioni parlano chiaro: erano consapevoli di quanto e di come stessero adulterando e non hanno avuto remore nel coinvolgere un bel pò di altre società. Però queste evidenze vanno tutte confermate in modo inoppugnabile perchè siamo di fronte ad un aggregato para-mafioso che su ogni singola fessura dell'impianto accusatorio è in grado di esercitare pressioni e leve per far saltare quello e gli aspetti connessi.

Per questo mi auguro che ci siano assimetrie nell'impianto difensivo e che si cerchi di scaricare su qualcuno che non ha intenzione di fare da capro espiatorio per difendere la pessima qualità manageriale di agnellino. Forse, sottolineo: forse, in questo modo alcune questioni che si vogliono accollare verranno invece esplicitate meglio. Perchè ci sono mille fili da seguire. Il semplice fatto che nella transazione vi siano sempre due contraenti, se non tre, non possono che essere soggetti esterni alla juventus. Se sono perseguibili i torinesi, parimodo lo sono i partners. Questa è la voragine che stanno cercando di chiudere con il classico: TUTTI FACEVANO COSI'.

La federcalcio sta cercando di minimizzare il colpo. Gravina ha partecipato a incontri riservati promossi da Agnelli e dai satelliti (finanziari) della juventus. Sanno molto bene che gli strisciati sono la punta dell'iceberg. E sanno che è tutto un castello di carte e che basta poco e viene giù. Si dichiareranno parte lesa ma sono invece complici per interesse diretto o per volgare ignavia. O entrambi simultaneamente, ccà nisciun è fess.
 
Grassani: «Punito un metodo illegale. Non escludo nuove sanzioni e l'Uefa non rimarrà inerte»

Il parere dell'avvocato di diritto sportivo

di Alessandro Catapano - 22 Gennaio 2023

Avvocato Mattia Grassani, proviamo a leggere la sentenza della Corte federale d'appello: come si è arrivati a comminare 15 punti di penalizzazione alla Juve?
«Non è semplicissimo anticipare il percorso argomentativo della Corte. Di certo i 15 punti di penalizzazione conseguono a una duplice esigenza, rappresentata anche dal Procuratore federale Chiné nella propria requisitoria: sanzionare comportamenti di particolare gravità e infliggere sanzioni afflittive. Si tratta di una sanzione indubbiamente con pochi precedenti nelle massime categorie, conseguente all'accertamento di una responsabilità che, a mio avviso, potrebbe non essere collegata all'esame delle singole operazioni oggetto di contestazione ma a valutazioni di carattere più generale sulla gestione del club bianconero nel periodo attenzionato».

Non è una punizione eccessiva per una semplice slealtà sportiva?
«Non sono d'accordo. L'articolo 4 CGS, norma ombrello che punisce tutti quei comportamenti contrari a lealtà, probità e correttezza posti in essere nell'esercizio dell'attività rilevante per la Figc, non presenta sanzioni minime e massime: non si dimentichi che la stessa Juventus venne retrocessa in Serie B per violazione dell'allora articolo 1 del Codice di Giustizia Sportiva, oggi trasfuso nell'articolo 4. È una delle peculiarità dell'ordinamento sportivo che, a differenza, ad esempio, dell'ambito penale, consente di sanzionare anche comportamenti non previsti come disciplinarmente rilevanti da una specifica disposizione, ma semplicemente qualificabili come sleali, scorretti o improbi».

Perché la Corte è andata oltre le richieste della Procura?
«La Corte Federale d'Appello, come gli altri organi di giustizia sportiva che operano nel giudizio disciplinare, non è tenuta ad attenersi alle richieste della Procura Federale. Evidentemente ha ritenuto i comportamenti dei dirigenti deferiti meritevoli di sanzioni più gravi. Scelta onestamente piuttosto sorprendente se si considera l'obiettivo aggravamento delle richieste della Procura Federale rispetto al giudizio ordinario: sono curioso di leggere la motivazione».

La domanda che si fanno tutti: perché le altre società e soggetti coinvolti non sono stati puniti nonostante le richieste della Procura?
«Probabilmente perché le carte provenienti dalla Procura della Repubblica di Torino non hanno evidenziato, negli altri club, l'elemento psicologico e il contributo volontario a quello che potrebbe essere stato ritenuto un vero e proprio sistema. In altre parole, non esiste prova che gli altri club fossero consapevoli concorrenti del club bianconero. Non si dimentichi che trattavasi di un ricorso per revocazione e, dunque, per incidere sulle decisioni già assunte e passate in giudicato, era necessario un fatto nuovo decisivo a carico degli indagati. Che, nel caso delle altre società, non era ravvisabile negli atti provenuti da Torino».

Dunque, ancora una volta la giustizia sportiva non è riuscita ad entrare nel merito delle plusvalenze?
«Bisogna attendere le motivazioni, ma a sensazione credo che l'organo giudicante non abbia approfondito ogni singola operazione, avendo già affermato, nella decisione revocata, l'inesistenza di un metodo per la valutazione del diritto alle prestazioni dei calciatori. Così ponendosi in linea con la giurisprudenza di settore».

Se sono arrivati 15 punti di penalizzazione per il sistema plusvalenze, cosa dobbiamo aspettarci dal procedimento che nascerà sulle manovre stipendi?
«Si tratta di un procedimento completamente diverso e senza precedenti. Una nuova partita che si giocherà principalmente sull'accertamento delle conseguenze che la manovra stipendi ha prodotto in termini di benefici per il club bianconero. Anche in questo caso, difficile immaginare le sanzioni che saranno richieste dalla Procura Federale, ma non escludo che si possa tornare a discutere di penalizzazione in classifica, soprattutto qualora si contesti l'illegittimo conseguimento della Licenza nazionale necessaria per la partecipazione al campionato o l'elusione dei controlli periodici in materia di pagamento degli emolumenti in favore dei tesserati».

E dall'Uefa? Queste violazioni incidono sull'accordo che club e Uefa hanno in nome del rispetto del Fairplay finanziario?
«La Uefa ha già aperto un'indagine, almeno per quanto appreso dagli organi di stampa, e credo non rimarrà insensibile rispetto ai provvedimenti della Figc, qualora confermati. In questo scenario, immaginare ripercussioni rispetto alla partecipazione alle manifestazioni continentali da parte del club bianconero non appare un fuor d'opera».

https://www.ilmessaggero.it/sport/c...assani_avvocato_cosa_succede_ora-7182938.html
 
Ricostruisco la lunga discussione di Paolo Ziliani su Twitter, rilanciata anche da Dagospia. Tratteggia bene la situazione dei soliti noti. Non sono riuscito ad inglobare gli screenshots dei documenti ma c'è il link all'immagine. ( https://twitter.com/ZZiliani )

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Anche se a tutti la cosa che più interessa sapere è se la Juventus manterrà il posto in serie A oppure no, se l’UEFA la escluderà dalle coppe, se perderà uno o più scudetti, un aspetto cui pochi guardano è quello delle ammende cui andrà incontro: beh, saranno enormi.

Va detto infatti che l’art. 31 del Codice GS al comma 3 recita che la società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde loro compensi al di fuori dell’ambito federale “è punita con l’ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto”.


Faccio ora un esempio per dare un’idea dello tsunami che sta per abbattersi sulla Juventus. E vi invito a leggere lo stralcio sulle “side letter” (scritture private) che trovate sotto: scritture che “non risultano depositate presso la FIGC/LNP-A”, quindi illecite.


Le scritture attengono alla seconda manovra-stipendi, quella del 2020-21, che è avvenuta per trattative individuali (la prima fu un accordo collettivo raggiunto e firmato da Andrea Agnelli e dal capitano Chiellini) e che ha visto il coinvolgimento di 17 giocatori.

Nella tabella che trovate sotto, gli inquirenti ricostruiscono le cifre che la Juventus si impegna a restituire ai giocatori nelle stagioni successive dopo la finta rinuncia a 4 mensilità messa a bilancio il 30.6.21. Il totale ammonta a poco meno di 62 milioni.


È importante ribadire che le 17 scritture private stilate giocatore per giocatore non sono documenti federali e non risultano depositate presso la Lega Calcio, ma vengono nascoste in studi legali: sono quindi pattuizioni di pagamenti illeciti.

A riprova del carattere illegale di queste scritture i magistrati pubblicano una tabella in cui accanto al nome del giocatore viene specificato l’agente o gli agenti che lo hanno assistito e lo studio legale in cui la “side letter” è stata occultata e poi ritrovata.


Le perquisizioni lo hanno confermato: nessuna rinuncia a 4 stipendi, scrivono i PM, ma solo “una mera dilazione del pagamento di stipendi maturati, dovuti anche in caso di trasferimento” e garantiti da “side letter di cui è stato omesso il deposito in FIGC/LNP-A”.


Ricapitolando. Ci sono scritture private che provano la pattuizione e il pagamento di 62 milioni a 17 giocatori (perchè l’illecito si compia è sufficiente anche la sola pattuizione). I documenti non sono moduli federali e non sono stati depositati in Lega, ma nascosti.

Per questo illecito l’art. 31 comma 8 del Codice GS prevede come detto “una ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto”. Ciò significa una multa che può essere di 62 milioni (sanzione minima), oppure 124, oppure 186 (pena massima).

Nella manovra stipendi dell’anno prima, il documento non depositato in Lega, quindi illecito, che consentiva al club di togliere a bilancio 90 milioni di spesa con la rinuncia, solo fittizia, dei giocatori a 4 mensilità, era l’accordo firmato da Agnelli e Chiellini.

E non ha alcuna importanza che nelle stagioni successive 3 mensilità siano effettivamente state pagate. L’illecito (-90 di perdita a bilancio) è stato reso possibile proprio grazie al documento non federale che garantiva i giocatori da possibili imbrogli del club.

Quindi anche qui c’è una “pattuizione illecita” (non depositata in Lega) e provata di 90 milioni. E appunto 90 sono i milioni di ammenda minima che il club sarà chiamato a pagare a patto che i giudici non la portino al doppio (180) o al triplo (270) dell’ammontare.

Fate voi i conti. Magari aggiungendo i mille pagamenti mai iscritti a bilancio, quindi illegali, emersi per operazioni di mercato opache come quelle condotte coi “club amici” tipo Atalanta e Sassuolo: vedi la scrittura non federale per Muratore ceduto poi a 8 milioni.


La realtà è che sulla Juventus sta per abbattersi un ciclone che potrebbe spazzarla dalla faccia della terra. Saranno decine e forse centinaia i milioni che il club dovrà pagare per i suoi innumerevoli e smaccati reati finanziari. Il tariffario CGS parla chiaro.
Tutto ciò senza considerare i processi in ambito penale e civile cui i dirigenti, Agnelli in testa, e la Juventus come persona giuridica andranno poi incontro. Anche qui i risarcimenti cadranno a pioggia e i reati commessi prevedono davvero, ove provati, la galera.

Insomma, si può dire fin da ora che Agnelli ha fatto più danni di Moggi e Giraudo e lascia dietro di sè solo macerie. Un club distrutto da cui tutti scapperanno, che l’Europa metterà al bando e che sarà difficile ritrovare ancora in serie A o in B l’estate prossima.

Dimenticavamo. L’art. 31 comma 8 del Codice GS, ammende a parte, prevede anche l’eventuale “penalizzazione di uno o più punti in classifica”. Ebbene, le due manovre hanno comportato 23 illeciti di tesserati nel 2019-20 e 17 nel 2020-21. Fanno 40. Gravi. Provati.

I 40 giorni di supplemento indagine chiesti da Chinè la dicono lunga: la Procura sa di trovarsi davanti a un illecito così gigantesco, pianificato e ramificato, oltre che conclamato e provato, da non poter pensare di trattarlo con mano leggera. Fino alla fine dicevano. Già.
 
I magistrati cagliaritani si occuperanno dell’affare Cerri, che nel 2018 viene ceduto dalla Juve al Cagliari: l’operazione frutta al club bianconero una plusvalenza di 8 milioni. Ma parallelamente alla cessione con obbligo di riscatto, ci sarebbe una mail firmata dalla Juve e dal Cagliari che garantisce al club torinese il riacquisto: in pratica, secondo gli investigatori, in base a questo secondo patto la plusvalenza non avrebbe dovuto essere iscritta nel bilancio.

 

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