crik-crok-crack!

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[font=Georgia,serif]For Evergrande
Oaktree
For Evergrande
Do you really want Moratti back?
Forever,  for Evergrande
[/font]
 
Per integrare la tabella di cui sopra, ecco un succoso estratto da un libro che cito in coda. Basta leggere quanto segue per comprendere che il PSG è primariamente una pantagruelica partita di giro Franco-Qatariota. Il pallone è solo lo schermo, l'oggetto è ben altro e ci azzecca molto poco con lo sport.

A dicembre 2010, il Qatar si vede assegnare la Coppa del mondo 2022, anche grazie al voto di Platini che pochi giorni prima incontra a Zurigo per una colazione di lavoro Mohamed bin Hammam. Bin Hammam non è uno qualunque. Presidente dell’Asian Football Confederation dal 2002 al 2011, Mohamed è il lobbysta che avrebbe architettato il giro di bustarelle da 5 milioni di dollari per garantire i Mondiali al Qatar. Alla colazione sarebbe seguita una cena all’Eliseo, il 23 novembre 2010, tra il presidente francese Nicolas Sarkozy, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, emiro del Qatar, e lo stesso Platini. Una cena segreta, svelata poi da “France Football”, dopo la quale non solo i Mondiali del 2022 sono andati al Qatar, ma l’emittente qatariota al-Jazeera ha anche acquisito i diritti tv del campionato francese, e soprattutto la Qatar Sport Investments dello sceicco al-Thani ha rilevato dal fondo Usa Colony Capital, per 70 milioni di dollari, la squadra del Paris Saint-Germain (di cui Sarkozy pare sia un acceso supporter). E di lì a poco sempre l’emiro al-Thani, al quale lo stesso presidente francese il 4 febbraio 2010 aveva conferito la Légion d’honneur, l’onorificenza più alta della Repubblica, commissiona alla Francia una flotta di ventiquattro jet Dassault Rafale dal valore di 7 miliardi di dollari.

estratto da:
Marco Bellinazzo
I veri padroni del calcio. Così il potere e la finanza hanno conquistato il calcio mondiale
Feltrinelli (2017)
 
Non voglio ricordare male ma per questa vicenda Platini ha passato guai grossi con la giusta francese,  non ricordo se ha pure fatto casanza
 
Le Roi è, de facto, un cittadino svizzero e risulta pienamento scagionato dalla giustizia elvetica. Non ha fatto 1 gg di gabbio però è stato estromesso da ogni incarico ufficiale in ambito Uefa-Fifa. Si proclama tutt'ora vittima di un complotto ordito da ignoti che hanno avuto l'obiettivo di stroncare la sua ascesa al trono FIFA. All'origine dei suoi guai parrebbe esserci il colpo di coda velenoso di Blatter che prima di perdere la testa ha lasciato intendere che lui aveva onorato "accordi sulla parola" per l'ammontare di circa 2 mln. di dollari, cioè l'onorario per le consulenze e l'opera di Platinì. "Me li ha chiesti, li ho accordati, sono mica un contabile io?" Questo versamento in nero è stato così presentato davanti al tribunale etico della FIFA, per quanto possa apparire incredibile a certi livelli. Ma il vero ruolo di Platinì è stato di matrice geopolitica, intermediario di affari con ben altro spettro e, questo lo penso io, uno con i suoi contatti è difficile che pur non avendo incarichi ufficiali stia del tutto fuori dai giochi. D'altronde, il placet definitivo ai mondiali del prossimo anno lo ha dato lui. Come se lo son segnato a doppio nodo gli USA che dovevano prevalere, spalleggiati da UK, non penso proprio che i Qatarioti lo abbiano dimenticato.
Penso anche che difficilmente verrà ri-beatificato ma semmai ri-abilitato in qualche modo. Quando l'occasione si presenterà verrà trovato il modo di restituirgli un decoroso palcoscenico, giusto con un pò di cenere in testa.
 
[font=Georgia,serif]La finanza Usa alla conquista della serie A: «Attirati dal business degli stadi»

Inter, Milan, Bologna Fiorentina, Roma, Spezia e Venezia già in mani straniere.
Capitanio, Deloitte: «Il nostro calcio ha un grande potenziale inespresso»


Ma quale fischio d’inizio, fra poco servirà la campanella per dare il via alle partite. Come a Wall Street, è il segnale che apre le contrattazioni della Borsa più importante del mondo. Con l’arrivo del fondo d’investimento 777, la serie A diventa il terreno perfetto per la sfida fra i «lupi» della finanza. Un derby ligure fra miliardari americani, chi l’avrebbe mai detto? Robert Platek, amministratore della smisurata ricchezza di Michael Dell (quello dei pc) attraverso Msd Capital, e patron dello Spezia da meno di un anno: attivissimo in città, incontra i tifosi e promette un futuro grandioso. Chissà se i successori di Enrico Preziosi sceglieranno lo stesso stile. Steven Pasko e Josh Wander, carriere in fotocopia fra banche d’affari, private equity, master in business administration. Da Miami con il loro 777 Partners gestiscono più di 3 miliardi di dollari, hanno 600 dipendenti. Dalle assicurazioni all’industria aeronautica, il passo nello sport è relativamente recente: una quota di minoranza del Siviglia, una società di diritti tv (Global Sport Rights Management), un’altra che promuove il calcio femminile (Ata), una squadra di basket in Inghilterra (London Lions).

L’acquisto del Genoa.
Preziosi lascia perché stanco dopo una vita nel calcio e forse dopo aver capito che sarebbe stato troppo costoso continuare— rappresenta un salto di qualità per dimensioni e ambizioni. L’operazione aumenta il numero di squadre italiane in mano a proprietà straniere, sono otto su venti (e poi ci sono quelle in B, come Spal, Parma, Como, Pisa). Ognuna ha la sua storia: Elliott ha «ereditato» il Milan dai cinesi insolventi, Suning ha acquistato l’Inter per presentarsi a casa e fuori con un biglietto da visita di livello (prima che Pechino chiudesse i rubinetti); Friedkin e Commisso hanno rilevato Roma e Fiorentina anche sull’onda dell’emotività. Ma alla fine gli affari vengono prima di tutto, lo sa bene Duncan Niederauer ex capo di Wall Street e attuale patron del Venezia. Un altro finanziere, la serie A è corteggiatissima dai capitali esteri nonostante le perdite record della pandemia. Perché? «Due i fattori - risponde Luigi Capitanio, partner di Monitor Deloitte - : il calcio è altamente attrattivo e in linea con le strategie di crescita e con gli obiettivi di ritorno di investitori esteri o private equity. Il primo elemento è il mercato potenzialmente aggredibile da un operatore di mercato, 30 milioni di appassionati, dunque di potenziali clienti. Molti di più se si considerano le dimensioni internazionali. Il secondo motivo è per la capacità di generare ricavi, calcoliamo 18 miliardi fra diretti e indiretti. Il calcio vale l’1% del Pil».

Ma a spingere i fondi in Italia sono le opportunità future: «Il calcio da noi è già un’industria, ma in ottica prospettica ha un potenziale ancora superiore. Soprattutto, se consideriamo il livello di arretratezza degli impianti sportivi in Italia, obsoleti rispetto agli standard europei». L’appetito è per gli impianti di proprietà, la Germania negli ultimi 20 anni ha costruito il 70% in più che qui.
«È questo il grande valore inespresso. Stimiamo infatti che nei prossimi 10 anni gli interventi di rinnovamento delle infrastrutture genereranno nuove fonti di ricavo per l’industria del calcio e per i settori collegati pari a circa 25 miliardi di ricavi» conclude Capitanio.

Un mare di soldi, sul quale pende l’incognita burocrazia. Quando gli americani arrivano prima o poi lo scoprono.[/font]


articolo di Daniele Sparisci  | 23 settembre 2021 | Corriere della Sera

https://www.corriere.it/sport/calci...di-8e496b3e-1be3-11ec-8752-2a4387430cab.shtml
 
A prescindere da come la si pensi o la si tifi, Interspac è un'iniziativa da seguire.

https://video.gazzetta.it/inter-cos...popolare/a81abdb2-d5d2-11eb-bfb5-e5be9da85705

Per esempio, si può iniziare a misurare la traduzione dalle intenzione ai fatti. E quanto questi, se fossero di entità ragionevole in relazione al contesto deficitario del club nerazzurro, possano effettivamente pesare nella soluzione della crisi che lo sta investendo. E sopratutto come, in termini concreti. Iniettare liquidi per poi contare una cippa non penso stia in cima alla volontà che anima l'iniziativa. Si vedrà...
Quanto poi sia "portabile" in altre realtà nazionali, è una storia tutta da scrivere.
 
L'uomo del "nuovo" rinascimento vuole Piffarsi l' Inter: pronto a sborsare un miliardo di euro per comprare il club.

[font=Georgia,serif]Non solo campioni da acquistare. L’irruzione del fondo sovrano saudita (Pif) nel calcio europeo, con l’operazione Newcastle, alimenta indiscrezioni anche sui club che interesserebbero al braccio finanziario del principe di Riyad, Mohamed Bin Salman. Secondo il giornale Libero, sarebbero in corso contatti avanzati per rilevare l’Inter dalla famiglia Zhang al prezzo di un miliardo di euro, la valutazione corretta del club nerazzurro, secondo la proprietà cinese. Emissari di Pif avrebbero incontrato rappresentanti di Suning a Milano lo scorso 15 settembre, a margine della partita di Champions League con il Real Madrid.

Nel frattempo, però, Pif ha accelerato sul Newcastle in Premier League. Secondo quanto risulta, infatti, l’opzione Inter per i sauditi ora non sarebbe più sul tavolo proprio perché hanno già scelto un’altra società per il lo shopping calcistico necessario a ripulire l’immagine della monarchia sotto attacco per il mancato rispetto dei diritti umani. L’acquisto di un’altra squadra creerebbe problemi sotto il profilo delle regole Uefa che non permettono a due club della stessa proprietà di competere nelle coppe europee. Si tratta, però, di una norma che conosce un’applicazione non così rigida. Vale, ad esempio, per il legame tra Lipsia e Salisburgo, entrambe riconducibili alla Red Bull. E in passato, per un breve periodo, per Psg e Malaga, appartenenti a rami diversi della famiglia qatariota Al-Thani.

A prescindere comunque dalle questioni regolamentari, l’Inter non conferma la trattativa. Secondo altre indiscrezioni, come detto, ci sarebbero stati contati tra Suning e Pif superati dall’acquisto del Newcastle. In ogni caso, da qui a giugno 2022, qualcosa dovrà muoversi nell’assetto proprietario dell’Inter, dal momento che il club ha una fortissima perdita di bilancio che Suning non è più in grado di ripianare. Una situazione a lungo termine insostenibile per la competitività della squadra nerazzurra.[/font]

https://www.lastampa.it/sport/2021/...iardo-di-euro-per-comprare-il-club-1.40805408

Insciallah mia bela Madunina!
 
Bruvura ha scritto:
Un giretto in Sardegna no eh?

La finanza di matrice sunnita, mia sensazione, ha qualche remora ad entrare in serie A. Forse non la trovano così redditizia, sia in termini di immagine che come ritorno d'investimento. Questa vicenda è da osservare perchè potrebbe essere, se vanno a dama,  un sasso nello stagno. Milano è una piazza attraente, per la borsa, per la tradizione pallonara che ha una grande eco e può restituire un pò di lustro al principe che dopo l'endorsement disinteressato di matteuccio non è che abbia frotte di estimatori tricolori. Ha però il raro difetto di essere imballato di grana come pochi e perciò sticazzi i diritti umani, basta che ci giochiamo la champs per vincerla.
Sono curioso di sentire Mentana a tal proposito.
 
Prisma rubentino

https://www.gazzetta.it/Calcio/Seri...-che-cosa-rischia-juventus-430170575620.shtml

[font=Georgia,serif]Su questo discorso delle plusvalenze, e del loro ruolo funzionale a “guarire” i bilanci in rosso per poter dribblare i vincoli di correttezza gestionale e mantenere i requisiti per l’iscrizione ai campionati, la giustizia sportiva ha detto quasi sempre “vorrei ma non posso. C’e stata però una vicenda che partì dallo stesso tipo di approfondimenti: nel 2018 la Corte d’Appello federale condannò il Chievo (sul Cesena, altro club nell’inchiesta, non si arrivò a una sanzione perché nel frattempo la società era fallita) a tre punti di penalizzazione per “reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile”, decisione che fu confermata anche in sede di Collegio di garanzia. In quel caso fu respinto al mittente però una parte importante dell’impianto accusatorio della procura federale che chiedeva 15 punti di penalizzazione.[/font]

Take your cocumella away...
 
L'altra mattina sentivo Gad Lerner a Radio Tre che durante la rassegna stampa a Pagina Tre leggeva la notizia che la Consob sta indagando sui 200 milioni di euro di plusvalenze fatte dalla Juventus dopo l'acquisto di Ronaldo. Non vorranno mica sostenere che Cerri non valesse i dieci milioni che abbiamo pagato?
 

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