Ognuno è ovviamente libero di vederla come vuole. Io vedo in giro tante squadre del centro sud e pure del nord che si barcamenano tra A e B, spesso in mano a presidenti lestofanti, incompetenti, malati di protagonismo, quando non pregiudicati. Noi stiamo tenendo la A da alcuni anni, e comunque siamo stati più in A che in B negli ultimi decenni. Ora abbiamo un presidente, se non competente, almeno presentabile e apparentemente ambizioso, i conti in ordine e finalmente stiamo alzando la testa. Magari non durerà a questi livelli, ma è sicuramente eccitante. E poi, con tanti nostri tifosi sparsi per il mondo, mi considero fortunato a vivere solo a 100 chilometri dallo stadio e poter vedere quasi tutte le partite dal vivo, non c'è paragone. Ma rispetto assolutamente chi vede il bicchiere mezzo vuoto, ha un'idea di calcio propositivo e spumeggiante di fronte alla quale la realtà difficilmente puó essere all'altezza. Se posso permettermi un rispettoso paragone mi ricorda un po' chi ha un'ideale di amore romantico e non riesce a vivere una storia vera perchè la realtà non potrà mai uguagliare quell'ideale. In questo caso l'ideale assume a volte le fattezze di Zeman (ma l'abbiamo sperimentato sulla nostra pelle) o Allegri (che per gli incontentabili juventini è il simbolo dell'anticalcio). Io comunque mi tengo il mio piccolo Cagliari attuale, sporco, falloso, spesso brutto da vedere, ma per ora tremendamente concreto, grintoso e cinico. E aspetto le prossime partite con ansia, ma con la speranza che le sorprese non siano finite e che chi ora rosica e ci fa falsi complimenti non abbia a dire un giorno "lo sapevo che crollavano". Ho a cuore questa squadra fin da bambino, mi ha fatto passare tante settimane di merda, queste ultime finalmente non lo sono state, anzi, e per ora mi basta.