Addio a Pablito

panenka

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19 Novembre 2018
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Passato a miglior vita durante la notte, Paolo Rossi fu l'artefice principale della Coppa del Mondo vinta dall'Italia nel 1982. Fortemente voluto da Bearzot malgrado sino a maggio fosse rimasto fermo per una squalifica di due anni per il suo coinvolgimento nello scandalo del calcio scommesse, Rossi si presentò in Spagna in una forma imbarazzante risultando un autentico fantasma nelle prime quattro partite tutte giocate da titolare. Dalla quinta, contro un Brasile fortissimo, si scatenò. Tre gol ai verdeoro, due alla Polonia in semifinale e la rete di apertura in finale contro la Germania. Di quell'edizione dei Mondiali fu capocannoniere e alla fine della stagione arrivò anche il Pallone d'Oro. Successivamente vinse tutto con la Juventus. La forza di Rossi fu quella di rappresentare una nuova versione del centravanti, non forte fisicamente che duellava con i difensori avversari con i gomiti, ma sgusciante e imprendibile che ti sorprendeva per velocità e opportunismo. Nato come ala destra fu G.B. Fabbri a trasformarlo in attaccante puro intuendone le doti sotto porta. Nel 1977 vinse il campionato di B con il Vicenza e lui risultò capocannoniere in un anno in cui in quella serie c'erano anche Virdis e Altobelli. L'anno dopo in serie A si ripeté, 24 gol in 30 partite che permisero ai veneti di arrivare secondi sdolo dopo la Juventus. Bearzot lo convocò per i Mondiali in Argentina dove vedemmo la sua migliore versione a fianco di Bettega, la coppia di attaccanti migliore che la Nazionale ha mai avuto.
 
Che brutta notizia.... per quelli della mia epoca e' stato compagno ed eroe...avevo un suo piccolo poster in maglia azzurra, ed il fatto che esplose con la maglia del Vicenza, di una piccola, me lo rese subito simpatico. Era la versione italiana di Gerd Muller, meno potente, ma altrettanto razzente ed opportunista che vedeva la porta, sempre e comunque. Riposa in pace indimenticabile Pablito.
 
ci sono uomini che rappresentano un'epoca e lui per una certa generazione di Italiani è il simbolo di uno degli ultimi periodi felici.
Addio Pablito
 
Mamma maia, che brutta notizia... così giovane...

Diciamo che un anno così merda è finito ancora più di merda...
 
Ho ancora davanti agli occhi quella tripletta al Brasile, a mio avviso il Brasile più forte dopo quello di Mexico '70.
La partita in cui Pablito decise di caricarsi sulle spalle una nazione intera, orgogliosa e vogliosa di dimostrare che Italia, non era solo stragi di Stato e scandali da terza pagina.
Fu la partita della rinascita probabilmente, ma ancora oggi se mi chiedono quale sia il mio ricordo di Paolo Rossi, io rispondo Italia-Brasile 3 a 2.
R.I.P Pablito.
 
La morte di Paolo Rossi è un'altra orribile notizia di un anno ancora più orribile per tutti i motivi che conosciamo.
Paolo Rossi l'avevo scoperto nel campionato 1976/77 di serie B, giocava nel Vicenza di G.B. Fabbri, nostro rivale nella lotta promozione insieme ad Atalanta, Pescara e Monza.
Il suo Vicenza vinse quel campionato, noi perdemmo gli spareggi a tre per gli altri 2 posti contro Atalanta e Pescara.
Rossi vinse anche la classifica dei cannonieri davanti al nostro Virdis e si ripetè nel campionato successivo in serie A, portando con i suoi gol il Vicenza al secondo posto dietro la Juve.
Nel mondiale del 1978 in Argentina Bearzot lo inserì (a sorpresa, ma non troppo) titolare al posto di Graziani e in coppia con Bettega diede spettacolo, il ricordo del gol all'Argentina (futura vincitrice del mondiale) con una triangolazione tra i due resta indelebile.
E' però con il mondiale di Spagna 1982 che Rossi diventò "Pablito" ed ottenne una fama mondiale che ha avuto pochi altri riscontri nella storia.
Dopo aver subito una squalifica per il primo scandalo del "calcioscommesse" del 1980, rientrò giusto in tempo per essere convocato in Nazionale e Bearzot sfidò tutta la stampa, decisamente contraria, quasi tutti gli esperti dell'epoca avrebbero voluto Pruzzo, schierandolo a sorpresa tra i titolari.
Questa sua scelta a dispetto di tutti fu la mossa decisiva, perchè, come già ricordato da Paenenka, dopo le prime deludenti partite, a partire dalla sfida con l'Argentina (dove pur rimanendo a secco diede i primi cenni di risveglio) proseguedo con la tripletta al Brasile, la doppietta alla Polonia e il primo gol alla Germania, ci fece vincere un indimenticato campionato del mondo.
Con Rossi se n'è andato un pezzo della nostra storia. 
R.I.P.
 
Pensavo alla mattina della finale. Leggevo le statistiche di Karl Heinz Forster, lo stopper che lo avrebbe marcato ad uomo. Erano impressionanti: qualcosa come 32 partite in nazionale senza mai subire un gol dal suo avversario diretto,  avversario sostituito in 27 occasioni.  Rossi aveva segnato 5 gol nelle ultime due partite. Scontro fra titani. Rossi riuscì a tirare una sola volta in porta.
 
K. Forster e B. Vogts sono stati tra i più forti marcatori della storia....gli italiani due volte gli sono scappati.....due goal.
 
Ho rivisto l'altro giorno Italia-Brasile e ho notato alcune cose che non ricordavo:
- il gol di Antognoni era regolarissimo, avremmo dovuto vincere 4-2
- Nonno Bruno si è mangiato un gol nel secondo tempo dopo un dribbling bellissimo che lo facevo anch'io. In effetti era fortissimo ma non segnava mai.
- Pablito sul 2-1 si mangia un gol sparacchiando a lato su assist di Graziani
- Graziani era scarso parecchio, per dire Pavoletti è anni luce più forte
- Cerri poteva fare tranquillamente il centravanti del Brasile nell'82
- Non ricordavo che anche Oriali fosse così forte. In generale avevamo un centrocampo fortissimo con Oriali, Tardelli e Antognoni. E tutti e tre, persino Antognoni, tornavano a difendere quando attaccava il Brasile
- Altro che catenaccio, c'era solo Gentile a uomo su Zico, per il resto abbiamo creato settordici occasioni da gol e li abbiamo massacrati, vedevo colpi di tacco e dribbling oltre che da Nonno Bruno, da Antognoni, Pablito e persino Graziani
- Il Brasile era fortissimo però la difesa non sapevano cosa fosse, non era proprio contemplata, Pisacane avrebbe fatto un figurone.
- Cabrini giocava all'ala sinistra, più che da terzino, ed era forte quasi quanto Zappa

Comunque Bearzot fu un genio, ricordo che tutti lo criticavano (anche io) per aver insistito su Rossi che fino a quel momento non aveva combinato nulla e aver lasciato a casa Pruzzo.
 
Cidro non per infierire ma ti rendi conto delle amenità che hai scritto? Se Panenka legge ti viene a cercare sotto casa
 
Beh a parte la parte finale su Pruzzo che aveva già scritto il sommo Gio e lo stesso Panenka e non c'era bisogno di ripetere, effettivamente hai ragione, quella sulla fase difensiva del Brasile era un po' forte, d'altronde ci sono stati fior di allenatori che davano meno importanza alla fase difensiva rispetto a quella offensiva, perché si sa che il risultato è casuale ma la prestazione no.
 
cidrolin ha scritto:
Ho rivisto l'altro giorno Italia-Brasile e ho notato alcune cose che non ricordavo:
- il gol di Antognoni era regolarissimo, avremmo dovuto vincere 4-2
- Nonno Bruno si è mangiato un gol nel secondo tempo dopo un dribbling bellissimo che lo facevo anch'io. In effetti era fortissimo ma non segnava mai.
- Pablito sul 2-1 si mangia un gol sparacchiando a lato su assist di Graziani
- Graziani era scarso parecchio, per dire Pavoletti è anni luce più forte
- Cerri poteva fare tranquillamente il centravanti del Brasile nell'82
- Non ricordavo che anche Oriali fosse così forte. In generale avevamo un centrocampo fortissimo con Oriali, Tardelli e Antognoni. E tutti e tre, persino Antognoni, tornavano a difendere quando attaccava il Brasile
- Altro che catenaccio, c'era solo Gentile a uomo su Zico, per il resto abbiamo creato settordici occasioni da gol e li abbiamo massacrati, vedevo colpi di tacco e dribbling oltre che da Nonno Bruno, da Antognoni, Pablito e persino Graziani
- Il Brasile era fortissimo però la difesa non sapevano cosa fosse, non era proprio contemplata, Pisacane avrebbe fatto un figurone.
- Cabrini giocava all'ala sinistra, più che da terzino, ed era forte quasi quanto Zappa

Comunque Bearzot fu un genio, ricordo che tutti lo criticavano (anche io) per aver insistito su Rossi che fino a quel momento non aveva combinato nulla e aver lasciato a casa Pruzzo.
Sui gol sbagliati sbraitammo tutti allora. Graziani era un fior di centravanti, ma doveva aiutare anche il centrocampo. Comunque Bettega era di un'altra categoria. Oriali giocò un ottimo mondiale, ma Benetti quattro anni prima era di un altro livello. Poteva fare il mediano davanti alla difesa ma anche la mezzala, aveva un gran tiro e una visione di gioco che Oriali aveva visto al cinema. La difesa del Brasile era scarsa perchè giocavano senza portiere. Il titolare doveva essere Leao che però era un rompicoglioni e ce ne erano già troppi e Tele Santana preferì affidarsi a Valdir Perez il quale prima del mondiale si comportò bene. Il centravanti invece doveva essere un giovanissimo Careca, che però si infortunò prima del mondiale proprio come Bettega. Sfortuna volle che si infortunò anche la sua riserva, Ze Sergio. Toccò a Serginho, davvero scadente. Il Brasile del 82 assomigliava a quello del '70. I portieri erano sùimili, ma Felix non era così scarso. Invece Tostao era un campione, mentre Serginho faceva pena. Zico in quel mondiale fu eccezionale, ma Pelè era Pelè.
Hai azzeccato però la cosa più importante. Bearzot.
 
panenka ha scritto:
cidrolin ha scritto:
Ho rivisto l'altro giorno Italia-Brasile e ho notato alcune cose che non ricordavo:
- il gol di Antognoni era regolarissimo, avremmo dovuto vincere 4-2
- Nonno Bruno si è mangiato un gol nel secondo tempo dopo un dribbling bellissimo che lo facevo anch'io. In effetti era fortissimo ma non segnava mai.
- Pablito sul 2-1 si mangia un gol sparacchiando a lato su assist di Graziani
- Graziani era scarso parecchio, per dire Pavoletti è anni luce più forte
- Cerri poteva fare tranquillamente il centravanti del Brasile nell'82
- Non ricordavo che anche Oriali fosse così forte. In generale avevamo un centrocampo fortissimo con Oriali, Tardelli e Antognoni. E tutti e tre, persino Antognoni, tornavano a difendere quando attaccava il Brasile
- Altro che catenaccio, c'era solo Gentile a uomo su Zico, per il resto abbiamo creato settordici occasioni da gol e li abbiamo massacrati, vedevo colpi di tacco e dribbling oltre che da Nonno Bruno, da Antognoni, Pablito e persino Graziani
- Il Brasile era fortissimo però la difesa non sapevano cosa fosse, non era proprio contemplata, Pisacane avrebbe fatto un figurone.
- Cabrini giocava all'ala sinistra, più che da terzino, ed era forte quasi quanto Zappa

Comunque Bearzot fu un genio, ricordo che tutti lo criticavano (anche io) per aver insistito su Rossi che fino a quel momento non aveva combinato nulla e aver lasciato a casa Pruzzo.
Sui gol sbagliati sbraitammo tutti allora. Graziani era un fior di centravanti, ma doveva aiutare anche il centrocampo. Comunque Bettega era di un'altra categoria. Oriali giocò un ottimo mondiale, ma Benetti quattro anni prima era di un altro livello. Poteva fare il mediano davanti alla difesa ma anche la mezzala, aveva un gran tiro e una visione di gioco che Oriali aveva visto al cinema. La difesa del Brasile era scarsa perchè giocavano senza portiere. Il titolare doveva essere Leao che però era un rompicoglioni e ce ne erano già troppi e Tele Santana preferì affidarsi a Valdir Perez il quale prima del mondiale si comportò bene. Il centravanti invece doveva essere un giovanissimo Careca, che però si infortunò prima del mondiale proprio come Bettega. Sfortuna volle che si infortunò anche la sua riserva, Ze Sergio. Toccò a Serginho, davvero scadente. Il Brasile del 82 assomigliava a quello del '70. I portieri erano sùimili, ma Felix non era così scarso. Invece Tostao era un campione, mentre Serginho faceva pena. Zico in quel mondiale fu eccezionale, ma Pelè era Pelè.
Hai azzeccato però la cosa più importante. Bearzot.
D'accordo su tutto, a parte su Graziani che lo era forte quando era giovane in coppia con Pulici ma lì era già in fase parecchio calante. Aggiungo che la nazionale del 78 era più forte di quella dell'82, ma forse l'avevi già detto anche tu.
 

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