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Come a Cannes e Venezia, anche a Berlino vince un film cui una donna è la regista, "Alcarras" di Carla Simon. Non dovrei fare alcuna distinzione considerata ormai assodata la parità di genere (oppure l'inesistenza di alcuna differenza di genere), ma se per l'Oscar dovese vincere il film della Campion, saremmo circondati!

Due film candidati all'Oscar.

“Licorice Pizza” (2021) di Paul Thomas Anderson
Due ragazzi si incontrano durante un set fotografico per la scuola e malgrado la differenza di età cominciano a frequentarsi. Pur avendo obiettivi diversi, lui ha solo 15 anni, lei lo supporta nelle varie attività che il ragazzo organizza o che ha semplicemente in mente, cercando continuamente di scoraggiare i suoi propositi amorosi. Ambientato all’inizio degli anni 70 “Licorice Pizza” ricorda quei quadretti di provincia americana disegnati così bene anni fa da Altman, colmi di situazioni paradossali alimentate da personaggi fuori dal comune, anche se alcuni di questi appaiono poco credibili (quello interpretato da Bradley Cooper ad esempio). Rimane una pellicola godibile, credo il miglior film proveniente dagli Usa l’anno passato. Bellissimi gli ultimi minuti. Candidato all’Oscar per film, sceneggiatura e regia.

Licorice Pizza ***

“The Worst person in the world” (2021) di Joachim Trier
Alla soglia dei trent’anni Julie comincia a fare un bilancio della propria vita, rendendosi conto che ha combinato ben poco. Ha cambiato corso di studi più volte, iniziato a lavorare come fotografa ma finisce in un negozio di libri. Non avendo alcun istinto materno decide e convince il partner a non avere figli fino a quando non lo lascia per un altro che incontra casualmente a un party. Pensa sia l’uomo giusto, ma forse no. E’ un film sulle opportunità che la vita ci regala malgrado le difficoltà a coglierle oppure arrivano senza che ce ne accorgiamo o in un momento non adatto. Ottima la sceneggiatura (candidatura all’Oscar) che non poteva che provenire da un paese scandinavo con tutte quelle variabili psicologiche. Convincente Renate Reinsve nella parte della protagonista. Oltre alla sceneggiatura nomination anche per il miglior film internazionale.

The Worst Person in the World ***​
 

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“Uccellacci e Uccellini” (1966) di Pier Paolo Pasolini

Nel centenario della nascita di Pasolini, intellettuale, poeta, scrittore, regista, pittore e quant’altro, si moltiplicano le manifestazioni per ricordare e magari rivisitare l’opera complessiva di uno dei maggiori artisti del ‘900 che un infame omicidio, forse commissionato, ci portò via proprio negli anni della sua maturità. Il suo pensiero letto e ascoltato nelle tante interviste rilasciate dimostrano profondità per i temi trattati e modernità in quanto dotata di preveggenza. Esordisce nel cinema con “Accattone” nel 1961 e subito si può notare l’originalità del linguaggio cinematografico, replicata nei seguenti lavori tra cui appunto “Uccellacci e uccellini”, dove i due protagonisti sono convinti da un corvo a evangelizzare falchi e passeri, che rappresentano le due classi sociali. L’impatto davanti a un film di Pasolini è la mancanza di raffinatezza della pellicola, di un certo lavoro di post produzione diremmo oggi. Le riprese, il montaggio, la fotografia presentano dei difetti perché per l’autore l’importante non è la forma ma il contenuto, che in questo caso con l’autorevole presenza di uno straordinario Totò è più facilmente raggiungibile anche nei confronti dell’ampia fetta di spettatori interessati solo alle battute del comico. Un film non convenzionale sin dai titoli di testa, “cantati” da Domenico Modugno con la musica di Ennio Morricone. Però, ogni tanto, qua e là si notano delle influenze attribuibili a Bunuel, Antonioni e anche Fellini. Il film è disponibile su Youtube.

Uccellacci e uccellini ****
 

panenka

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"Le vite degli altri" (2006) di Florian Henckel von Donnersmarck

Ambientato a metà degli anni ottanta in Germania Est all'epoca della guerra fredda e dell'Unione Sovietica, quella che il mostro Putin vorrebbe ricostituire dopo più di trent'anni. In verità in quegli anni c'era anche molta simpatia nei confronti della DDR, un piccolo paese che aveva grande successo nello sport, soprattutto atletica e nuoto, come pure qualche artista, penso a Bowie e Iggy Pop, non esitava a visitarla passando aldilà del muro per mettersi alle spalle "quei fottuti occidentali" (citando appunto Iggy Pop). Io pure quando recentemente ho visitato Berlino sono rimasto quasi esclusivamente nella zona est affascinato dai palazzi antichi che di notte ospitano locali senza insegne e dagli immensi marciapiedi larghi quanto le strade. In verità le cose erano molto diverse, le vittorie nello sport erano dovute quasi esclusivamente al doping di stato e la vita nella DDR non solo era molto sacrificata ma persino spiata. Il Ministero per la Sicurezza ovvero la diabolica Stasi si occupava appunto della vita degli altri coinvolgendo anche la popolazione nell'informare su coloro che si pensava tramassero contro il socialismo. E' di questo che tratta il film, naturalmente in modo romanzato ma comunque efficace, con un finale che non ti aspetti. Qualche dubbio invece sulla produzione in generale, stile più vicino alle fiction televisive, ad esempio l'ispettore Derrick, che a quello cinematografico. Ma di questo regista, ricordo, il recente "Opera senza autore" il quale non mi era parso così convincente. "La vita degli altri " ha vinto diversi premi tra cui l'Oscar per il miglior film straniero nel 2007. E' presente su Raiplay.

La vita degli altri ***
 

panenka

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"Ennio" (2021) di Giuseppe Tornatore

Quando Morricone ci lasciò due anni fa la trasmissione radiofonica "Hollywood Party" chiamò tra gli altri Dario Argento per un ricordo. Il regista raccontò che per il suo primo film "L'uccello dalle piume di cristallo" fece un tentativo con il compositore senza troppe speranze perchè all'epoca Morricone era già famoso e anche molto impegnato. Invece accettò di scrivere la colonna sonora. Un giorno chiamo Argento dicendogli che gliela voleva far sentire e SI presentò a casa del regista con la sola tromba con la quale gliela suonò interamente. Ecco, questo era Morricone, un compositore che rompeva gli schemi e fu il cinema e permetterglielo e non la musica colta che per anni aveva studiato. Il documentario di Tornatore racconta la sua intera carriera, dall'arrangiamento delle prime canzonette sino alle musiche per film, dalla vergogna per aver tradito i suoi studi al riscatto e al riconoscimento non soltanto da parte del mondo dello spettacolo ma anche dai suoi colleghi di musica alta, che invece inizialmente erano molto critici , e questo grazie alle ultime opere ("C'era una volta in America", "The Mission" e "Nuovo Cinema Paradiso"). Ne esce fuori un personaggio che rappresenta appieno l'italianità, cresciuto a pane e studi classici ma che ha trovato la sua migliore espressione grazie alla creatività, alla fantasia e alla imprevedibilità che rappresenta un marchio di fabbrica di noi italiani. Grandissimo Morricone.

Ennio ****
 

Tuco

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"Ennio" (2021) di Giuseppe Tornatore

Quando Morricone ci lasciò due anni fa la trasmissione radiofonica "Hollywood Party" chiamò tra gli altri Dario Argento per un ricordo. Il regista raccontò che per il suo primo film "L'uccello dalle piume di cristallo" fece un tentativo con il compositore senza troppe speranze perchè all'epoca Morricone era già famoso e anche molto impegnato. Invece accettò di scrivere la colonna sonora. Un giorno chiamo Argento dicendogli che gliela voleva far sentire e SI presentò a casa del regista con la sola tromba con la quale gliela suonò interamente. Ecco, questo era Morricone, un compositore che rompeva gli schemi e fu il cinema e permetterglielo e non la musica colta che per anni aveva studiato. Il documentario di Tornatore racconta la sua intera carriera, dall'arrangiamento delle prime canzonette sino alle musiche per film, dalla vergogna per aver tradito i suoi studi al riscatto e al riconoscimento non soltanto da parte del mondo dello spettacolo ma anche dai suoi colleghi di musica alta, che invece inizialmente erano molto critici , e questo grazie alle ultime opere ("C'era una volta in America", "The Mission" e "Nuovo Cinema Paradiso"). Ne esce fuori un personaggio che rappresenta appieno l'italianità, cresciuto a pane e studi classici ma che ha trovato la sua migliore espressione grazie alla creatività, alla fantasia e alla imprevedibilità che rappresenta un marchio di fabbrica di noi italiani. Grandissimo Morricone.

Ennio ****
Credo che " l'estasi dell'oro " sia il più bel pezzo di pop classico della storia.... Amo i Beatles, ma persino "Eleanor Rigby" impallidisce a confronto. Grazie sempre Ennio.
 

panenka

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“Esterno Notte” 2022 di Marco Bellocchio
Esistono due verità sul rapimento e uccisione di Aldo Moro, quella ufficiale con le Brigate Rosse artefici autonomamente del crimine e quella ipotizzata, immaginata e ma alla fine provata, che vedeva il gruppo terroristico aiutato da forze esterne interessate a fermare l’azione politica di Moro. “Esterno Notte” presentato in questi giorni a Cannes è una serie tv che andrà in onda sulla Rai dopo l’estate, anticipata al cinema con i primi 3 episodi. Racconta di un Moro accerchiato dai colleghi della Democrazia Cristiana che non vedevano di buon occhio l’accordo con i nemici comunisti; dallo stesso Partito Comunista, preoccupata che lavoratori e frange più estreme si mettessero di traverso per un accordo politico con il partito che dettava legge in Italia da trent’anni; dalla Chiesa, in lotta con la sinistra su divorzio e aborto; da russi e americani che preferivano mantenere alto il muro che li separava. Il primo episodio vede lo statista preparare il terreno per il compromesso storico con Berlinguer che avrebbe dato vita a un governo di unità nazionale al fine di alleggerire la pressione sul paese devastato dalle azioni terroristiche di quegli anni, e termina con il rapimento di via Fani. Nel secondo è Cossiga il protagonista con i suoi turbamenti dovuti alle difficoltà di aiutare l’amico di sempre e contro la volontà della corrente andreottiana e degli americani. Nel terzo un Papa ormai malato e consapevole del poco tempo rimastigli che tenta ingenuamente di liberare Moro attraverso il pagamento di un riscatto e il recapito ai terroristi di un messaggio inutile. Bellocchio ci fa ripiombare nell’atmosfera di quegli anni disegnando il profilo di un uomo così superiore e avanti, come in precedenza solo Kennedy era stato, da allarmare tutti coloro che avevano interesse a mantenere il mondo diviso in due blocchi.

Esterno Notte ***
 

Tuco

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Non mi ricordo se esiste un topic sulle serie TV, voglio solo segnalare "Una Squadra" di Domenico Procacci dedicato alla nazionale Italiana di tennis che dal 1974 al 1980 vinse la coppa Davis, gioco' tre finali ed una semifinale, sempre fuoricasa. Un racconto corale, con ritmo, ironia ed autoironia e molta emozione, uno spaccato di storia, non solo sportiva....lo consiglio a tutti, veramente una cosa bella da vedere, non solo per i fans sfegatati del tennis.
 

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Un mese fa Panatta Bertolucci e Procacci hanno partecipato a Hollywood Party la trasmissione radiofonica dedicata al cinema. Hanno raccontato di quel periodo, quando il tennis si poteva vedere...., raccontato aneddoti, ad esempio quando Panatta nel doppio contro il Cile decise di indossare una maglietta rossa convincendo anche Bertolucci, per protestare contro Pinochet; oppure quando Borg a metà degli anni settanta pretendeva di pagare un tassista a Napoli con la carta di credito e fu salvato da Bertolucci.
 

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“Nostalgia” (2022) di Mario Martone
Felice (Pierfrancesco Favino) ritorna a Napoli dopo 40 anni per rivedere i suoi posti d’infanzia e soprattutto la madre ormai anziana. Si è stabilito in Egitto dove ha un’impresa edile e messo su famiglia. Rivedere il quartiere dove è cresciuto gli provoca un sentimento di nostalgia e un irrefrenabile voglia di tornarci a vivere. Deve però convincere la moglie egiziana e soprattutto eliminare alcuni scheletri nell’armadio di quando era appena un ragazzo, segreti che conserva insieme al suo migliore amico di quel periodo. “Nostalgia”, presentato a Cannes in concorso, è un altro film di Martone ambientato nella Napoli di sempre, quella nella quale convivono a pochi metri di distanza persone che cercano di perseguire obiettivi nobili rispetto ad altre attratte invece da scorciatoie largamente illegali. Ottimo il soggetto, mi sarei però aspettato una regia con più ritmo e una sceneggiatura meno dispersiva in alcune sequenze, ad esempio nelle mani di uno come Scorsese questo film sarebbe stato un capolavoro. Convincente Favino.
Nostalgia ***
 

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“Esterno Notte” 2022 di Marco Bellocchio – seconda parte
Il quarto episodio approfondisce la figura di Adriana Faranda. Entra nelle Br nel 1976, viene testata l'anno successivo quando partecipa a un agguato nei confronti di un rettore per poi entrare nel direttivo l'anno dopo. E' la persona che fa ritrovare i comunicati dei terroristi durante il rapimento Moro. All'apparenza è una donna come tutte le altre, ha una figlia da seguire, però decide di dedicare (buttare) la sua vita alla lotta armata all'interno della quale si distingue per essere un'autentica rivoluzionaria, mentre altri si definiscono dei disobbedienti. Insieme al compagno Valerio Morucci è tra coloro contrari all'uccisione di Moro, in quanto la sua esecuzione favorirebbe proprio coloro che stanno combattendo. Ma sono in minoranza.
Con il quinto episodio arriviamo alla moglie di Moro interpretata da Margherita Buy, in una scala di bravura superata solo da Gifuni che fa appunto Moro. Eleonora si lamenta del marito, perché dedica tutto se stesso alla politica, ma quando glielo rapiscono non esita a fare quello che la sua riservatezza in altre circostanze le avrebbe impedito di fare. Chiedere aiuto. Ma capisce ben presto che la DC non spera altro che Moro non esca vivo dal covo. Devo dire che ho trovato la seconda parte di “Esterno notte” un pò meno efficace della prima, ma forse è solo un impressione. Credo che Bellocchio comunque abbia esagerato con gli incubi dei protagonisti, con le parti immaginate, addirittura una fiction nel corso del film, forse perché non poteva esplicitamente dire che questo rapimento era tutto un falso per permettere agli oppositori di Moro (praticamente tutti) di liberarsi di colui che stava minando le fondamenta del loro potere. Rimane comunque una grande prova del regista che a 82 anni riesce ancora a dare una lezione di cinema. Le ultimi immagini sono di repertorio, con faranda e morucci arrestati mentre quasi in contrasto cossiga e andreotti continuano la loro puzzolente carriera politica come se nulla fosse.

Esterno Notte ***
 

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“Nel nostro cielo un Rombo di Tuono” (2022) di Riccardo Milani

Non avevamo certo bisogno di questo docu film per sapere della grandezza di Riva calciatore come pure della statura e dell’integrità di Riva persona. La pellicola ripercorre la vicenda della sua vita a partire dalla perdita di entrambi i genitori, poi i collegi, le prime partite fino all’arrivo in Sardegna che ai suoi occhi rappresentava una sorta di punizione. Poi il riscatto grazie ai successi del suo Cagliari, lui che diviene una sorta di divinità per l’Isola e una speranza dell’Italia intera che non vince nulla dai tempi di Pozzo. Belle le immagini di repertorio, quasi tutte note ma abilmente montate dal regista. Come pure le interviste ai compagni di squadra dello scudetto, a Mazzola e a quelli che ha gestito da accompagnatore della Nazionale come Baggio e Buffon. Alcuni scrittori, giornalisti e poeti sardi ricordano anche del cambio di rotta economica raggiunto dalla Sardegna in quel periodo, dove però il modello di sviluppo alla fine ha divorato il territorio invece di preservarlo. Dove il film delude è nella parte più cinematografica, quando si devono far recitare gli attori dilettanti e la pellicola presenta una regia e una fotografia insufficiente indugiando troppo nella medesima espressione del campione, quasi sempre con una sigaretta in mano. Qui insomma non si ripete il miracolo di “Ennio” dedicato da Tornatore a Morricone. Va comunque ringraziato Milani per essere riuscito a convincere Riva nel permettere l’intera operazione e naturalmente anche Lui. Grazie ancora Gigi.
 

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***** a Gigi per tutto.
*** a Milani per l'idea
** al film che doveva e poteva essere fatto meglio
* a Bruvura senza motivo
 

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