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Inizia a spandersi profumo di carne arrosto. Mi sa che è agnello.

IL DNA DELLA SOCIETÀ TRADITO E UNA CRISI CHE PARTE DA LONTANO

La Stampa - Gigi Garanzini

È sotto gli occhi di tutti, juventini e non, che la difesa non è più quella, l'attacco segna col contagocce, il centrocampo non è parente nemmeno alla lontana di quello di qualche stagione fa. Ed è tanto incredibile quanto vero che la squadra dei nove scudetti consecutivi nel giro di un paio di stagioni si è dissolta, rendendo inevitabile partire da qui, dai risultati, da 6 sconfitte in 14 partite, da 21 punti sui 42 a disposizione. Ma partire da qui per arrivare altrove, ben più in alto: perché è sempre più chiaro, giorno dopo giorno, che si scrive squadra ma si legge società.

Sono anche le cronache giudiziarie a raccontarlo, ed è un buon motivo di inquietudine ulteriore: come se già non bastasse, sullo sfondo e sempre in attesa di giudizio, quella deliziosa botta d'immagine dell'esame di italiano di Suarez. E vogliamo parlare del reality? Delle telecamere piazzate per un anno intero in spogliatoio, di un grande fratello che in qualche altro paese funzionerà pure ma da noi aveva un solo precedente, tanti anni fa, nientemeno che al Cervia: con un campione del mondo, Ciccio Graziani, a sputtanarsi con gli occhiali colorati. Ma a chi sarà venuta in mente una roba del genere nel sancta-sanctorum della Juventus? E quante volte si sarà rigirato nella tomba Giampiero Boniperti, custode e garante della privacy bianconera a tutti i costi? Mica finita, ci sarebbe anche la Superlega, volendo.

Quasi a confermare che dopo anni di gestione oculata, e prima ancora di rispetto assoluto del dna bianconero, la maionese è improvvisamente impazzita. Spiegazione? Facciamo ipotesi, che il beneficio d'inventario non guasta mai. Nel segno, e qui sì, ci si può scommettere, del cherchez l'argent. Dopo anni di operazioni il cui passo era sempre stato rispettoso della lunghezza della gamba, la Juve decide di regalarsi Cristiano Ronaldo.
Quasi tutta la Juve: non l'amministratore delegato, Beppe Marotta, che ritiene il suo acquisto sproporzionato rispetto alle risorse societarie e al percorso di crescita rispettato sino a lì. Si arriva alla rottura, Marotta se ne va, la spiegazione che viene fatta filtrare è che ormai guadagnava troppo e, sottintesa, troppo voleva comandare. Gli succede l'ex-delfino, Fabio Paratici.

E prende il via tutt' altra politica societaria che, prima di degenerare per esempio nel turbine di plusvalenze e nell'esame di Suarez, passa per i parametri zero, tipo Ramsey, che costano effettivamente zero alla voce cartellino e montagne di quattrini alla voce contratti, con giocatori e procuratori. Poi arriva la voglia di bel gioco e Allegri non basta più, poi il flagello del Covid, per tutti, non solo per la Juve. Mentre Marotta prima costruisce un'Inter da scudetto, poi la rigenera con acquisti mirati, nettamente al ribasso, altro che parametri zero. Meditate, gente, meditate.
 

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Keep dreaming. But it's a sweet dream
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https://www.gazzetta.it/Calcio/Seri...rocessione-revoca-scudetti-430201630760.shtml
 

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Gli inquirenti sono ancora sulla soglia. Se entrano e presentano alla Juventus delle contestazioni ben circostanziate va da sè che ci sarà l'effetto domino. Sgamata l'esatta prassi delle disposizioni finanziarie, per tutte le società controparte sarà molto difficile fare finta di non sapere. E non è affatto certo che l'entità dello smazzo che verrà appurato, che poi porterà alla sanzione, sia la discriminate per stabilire quanto infliggere. Un reato (finanziario) è reato a prescindere dal fatto che abbiano triangolato 10 piuttosto che 1000.

Nessun dorma...
 

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[font=Georgia,serif]Juventus, le plusvalenze nella Under 23: da sola più di tutte le altre squadre di C

di Massimiliano Nerozzi (Corriere della Sera)

Un punto dell’indagine della Procura di Torino è dedicato proprio alle operazioni della squadra B: il responsabile è stato ascoltato per quattro ore

Avviata il 3 agosto 2018 per fabbricare — «i campioni di domani» — l’under 23 della Juve ha finito soprattutto per esportare , ingrossando i ricavi. Progetto legittimo e invidiato, sulla scia delle squadre B dei campionati esteri, a patto di non stravolgerne la logica, come sospetta invece l’inchiesta della Procura di Torino sulle plusvalenze. Che a questo aspetto dedica un punto dell’indagine: «Numerose operazioni di cessione riguardanti giovani calciatori (appartenenti all’under 23) con corrispettivi rilevanti e fuori range, rispetto a calciatori di medesimo livello e categoria». Di questo ha parlato giovedì Giovanni Manna, responsabile dell’under 23 appunto, ascoltato per quasi quattro ore dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dal pm Mario Bendoni, che insieme al collega Ciro Santoriello coordinano le indagini della guardia di finanza.

Per dire, nella stagione 2019/20, l’under 23 ha movimentato compravendite di un valore superiore, per distacco, alla somma delle altre 59 società di serie C. Commerciando, tante volte anche all’estero, alcuni di quei giocatori finiti negli atti dell’inchiesta e negli accertamenti della Covisoc. Come Matheus Pereira da Silva, impacchettato per il Barcellona (in uno scambio) per 8 milioni di euro, con plusvalenza sui 6,82 milioni. O Pablo Moreno Taboada, finito al Manchester City per 10 milioni, con «un effetto economico positivo» (sui conti) di 7,6 milioni, «al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori». Stesso percorso per Franco Daryl Tongya Heubang, passato all’Olympique Marsiglia per 8 milioni, praticamente tutti di plusvalenza. Anche in questo caso, nell’ambito di uno scambio.

L’udizione di Manna, ascoltato come persona informata sui fatti (verbale secretato), ha di fatto terminato il primo giro di colloqui, visto che ora i pm e i militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Finanza si concentrerà sull’esame dei documenti sequestrati e sulle copie forensi del contenuto di pc e hard disk. Insomma, un materiale sconfinato. Nel quale gli investigatori sperano ancora di rintracciare la «famosa carta» di Cristiano Ronaldo, «quella che non deve teoricamente esistere». L’ultima mossa sarà quella di sentire come testimone Jorge Mendes, amico e storico procuratore di CR7: l’agente del giocatore potrebbe essere contattato e invitato in Procura dopo le feste di Natale. E se due indagati — gli ex manager dell’area finanza, Marco Re e Stefano Bertola — hanno preferito non rispondere ai pm, gli altri quattro — Agnelli, Nedved, Paratici e Cerrato — non sono stati neanche convocati: avrebbero fatto la stessa scelta.

https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/21_dicembre_02/juventus-plusvalenze-under-23-sola-piu-tutte-altre-squadre-c-a298d5de-53bf-11ec-a17e-c9746939b6a5.shtml[/font]
 

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Ahia...

Gli investigatori hanno acquisito copia di tutti i documenti sui "rapporti economico-commerciali", dal 2018 in avanti, tra gli undici club e Ramadani, ma anche con la rete delle sue società e con gli altri agenti a lui collegati. In più sono state acquisite le "caselle di posta elettronica" alla ricerca di messaggi tra dirigenti, responsabili e dipendenti dei club e Ramadani o con società o altri procuratori in rapporti con lui. Infine, anche l'acquisizione dei documenti relativi ai "contratti stipulati" tra le società di calcio e Ramadani dal 2018 in poi. E pure con gli agenti a lui collegati e le loro società. Con un focus, in particolare, sui "pagamenti disposti in favore di Ramadani", delle sue società e degli altri procuratori.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cr...esa_e802dbe1-95a3-4ba3-b1de-b96414e1c9d3.html
 

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Cos'è l'indice di liquidità? È il rapporto tra attivi e passivi a breve delle società. Ed è temutissimo, perché per sbloccare l'indice ci sono solo due possibilità: la cessione di giocatori o un'iniezione di capitale dell'azionista.

Insomma, o si vende, o si versano soldi freschi. A gennaio poteva fare mercato solo chi aveva l'indice di liquidità a 0,6: gli attivi insomma dovevano coprire almeno il 60% delle spese, e l'indice ha bloccatogli affari di molti club.

Con gli stessi parametri, almeno tre squadre oggi farebbero fatica a iscriversi al campionato: la Lazio e il Genoa, fuori per 28 e 32 milioni, e la Samp. Ma molte di più avrebbero problemi: almeno 6 club sono a rischio.


 

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Integro il post di Theon riportando l'articolo di CalcioeFinanza.it perchè dalla fottuta gazza è leggibile solo l'intro salvo abbonarsi.

Rivoluzione UEFA, FPF addio: tetto ai costi, retrocessioni e penalità

www.calcioefinanza.it | 22 Marzo 2022

L’UEFA è pronta a dare luce al nuovo FPF. Che non si chiamerà nemmeno più Fair Play Finanziario, ma avrà anche un nuovo nome. Secondo quanto riportato dal New York Times, infatti, il prossimo 7 aprile è prevista una riunione del Comitato Esecutivo UEFA in cui saranno votate le nuove norme.

La federcalcio continentale ha trascorso più di un anno in trattative per rivedere la regolamentazione economica per i club, cercando di trovare un nuovo modello per il meccanismo di controllo dei costi. L’obiettivo, più volte sottolineato anche dal presidente UEFA Aleksander Ceferin, era quello di superare il modello del FPF voluto dall’ex numero uno Michel Platini e che ha caratterizzato l’ultimo decennio.

La strada intrapresa sarà così quella di un tetto alle spese, ma in maniera più soft rispetto alle attese: i costi legati alle squadre, secondo il nuovo regolamento, non potranno superare il 70% dei ricavi. Di fronte alle difficoltà anche legali, l’UEFA ha abbandonato infatti l’ipotesi di un salary cap in stile statunitense, optando per una proposta che, dopo un periodo di attuazione di tre anni, richiederà ai club di mantenere le proprie spese entro un limite. La percentuale in questione è stata oggetto di numerose discussioni: c’era chi, come i club con proprietari più ricchi, voleva che il limite fosse fissato all’85% dei ricavi, ma anche chi, come le società della Bundesliga tedesca, ha richiesto una percentuale invece ben più bassa del 70%.

Per consentire alle squadre di adeguarsi ai nuovi regolamenti, le nuove regole non verranno imposte subito ma ci sarà un percorso: i club potranno spendere fino al 90% dei loro ricavi nella prima stagione e si arriverà al 70% nel giro di tre stagioni. Secondo le nuove regole, in determinate circostanze le squadre possono avere la flessibilità di spendere fino a circa 10 milioni al di sopra del tetto, a condizione che abbiano bilanci sani e non abbiano violato i regolamenti prima. Inoltre, saranno più stringenti i controlli sulle sponsorizzazioni siglate con società correlate alla proprietà del club. Le norme, come dicevamo, saranno anche rinominate: addio Financial Fair Play (in italiano poi spesso tradotto in Fair Play Finanziario), si parlerà in maniera più semplice di “regolamento per la sostenibilità finanziaria”.

Uno dei temi sul tavolo è anche quello delle punizioni che l’UEFA potrà infliggere ai club che non rispetteranno le regole: si parla di multe, esclusioni ma anche l’ipotesi di una retrocessione tra le varie competizioni organizzate dall’UEFA. Una squadra in Champions League, ad esempio, potrebbe essere retrocessa in Europa League in caso di violazione delle regole finanziarie. Inoltre, considerando il nuovo format delle competizioni dal 2024 (con il modello svizzero), tra le ipotesi c’è anche quella dei punti di penalizzazione, considerando che la classifica sarà unica tra le squadre partecipanti al torneo.

Secondo il New York Times, le modifiche alle regole potrebbero tuttavia solo consolidare la crescente egemonia delle squadre inglesi oppure quelli ricchi come il Bayern Monaco o il PSG, rappresentando invece una sfida maggiore per le società degli altri paesi dall’Italia alla Spagna.


 

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Serie A: la spesa per gli agenti 2021

Juventus – 28.914.175 euro
Inter – 27.512.882 euro
Roma – 25.962.250 euro
Milan – 12.567.884,67 euro
Atalanta – 8.353.775 euro
Fiorentina – 8.256.475 euro
Sampdoria – 7.227.645,10 euro
Napoli – 6.906.264,11 euro
Sassuolo – 6.817.361,37 euro
Udinese – 5.820.175,61 euro
Cagliari – 4.979.275 euro
Lazio – 4.716.477,29 euro
Genoa – 4.678.770 euro
Verona – 4.539.516,75 euro
Bologna – 3.961.288,80 euro
Empoli – 3.631.850 euro
Torino – 3.492.116 euro
Spezia – 2.391.278,14 euro
Venezia – 1.859.570,25 euro
Salernitana – 1.242.844,59 euro

TOTALE 2021: 173.831.816,68 euro (rispetto a 2020: +26%)

 

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Sostiene Tare...
da gazzetta.it

Il direttore sportivo della Lazio Igli Tare ha tenuto una lectio all’università Luiss di Roma sul tema “evoluzione del diritto sportivo e dei profili economico-finanziari delle società“ nell’ambito del corso “Il giurista entra in campo” tenuto dall’avvocato, ed ex calciatore di Lazio e Atalanta, Gugliemo Stendardo.

Salernitananews.it ha riportato le frasi del dirigente biancoceleste, giudizi molto forti soprattutto quando ha parlato della situazione del calcio. I bersagli? La Juventus, il Milan, l’Inter e la Roma, catalogate come società “tecnicamente fallite”. Per il club giallorosso la stilettata è stata doppia perché la Conference League alzata al cielo lo scorso anno dalla formazione di Mou è stata etichettata come “la competizione dei perdenti”.

Tare ha iniziato criticando l’ingresso dei fondi nel mondo del calcio perché lui resta a favore delle proprietà familiari. “Ne sono rimaste quattro proprietà: Udinese, Atalanta (che oggi ha venduto quote), Lazio e Napoli. Io sono più per questa gestione; le multinazionali hanno solo interesse commerciale e si perde il bello del calcio: la passione, l’amore. Quei fondi lavorano con gli algoritmi e non vogliono più sapere della storia della squadra e della città. Io sono un fan della vecchia scuola”. Poi sul calcio che sta cambiando: “Stiamo guidando una Ferrari che prima o poi si schianterà.

Nel calcio si inventano competizioni inutili come la Conference League, che chiamo la competizione dei perdenti, l’Europa League o la Nations League per le nazionali. Non hanno alcun valore per gli introiti che producono e i calciatori diventano robot. Per generare più introiti, generiamo più problemi. Il calcio ha preso la strada sbagliata. Mancano dei dirigenti aziendalisti, per il fatto che la durata dei contratti varia troppo. Prendete me: sono uno dei dirigenti più anziani in attività in serie A e questo è il mio quindicesimo anno alla Lazio.

Ho la fortuna di lavorare con una società con una gestione virtuosa. Oggi ci sono società, anche di prima fascia, come Juve, Roma, Milan e Inter che tecnicamente sono fallite ma vengono tenute in vita dal fatto che il sistema ne ha bisogno. È molto importante avere una gestione di lungo termine con progetti importanti per vedere il bene della società”.

MEGLIO LE MULTIPROPRIETA’ — Eccoci al capitolo multiproprietà: “Non è attuato solo in Italia, ma ormai ci sono fondi a livello mondiale che hanno acquisito moltissime società, anche in Italia. Possiedono fino a sei, sette club diverse in Paesi diversi (riferimento al City Group, ndr). Non è una cosa sbagliata, deve avere un secondo fine che sia utile per l’azienda.

Nel nostro caso avevamo acquisito il Salerno Calcio, una squadra satellite che serviva soprattutto anche per portare i nostri giocatori giovani lì a fare esperienza. Il tutto per avere un’esperienza professionistica a livelli importanti. Alla lunga, la gestione della Salernitana a livello sportivo è stata fruttuosa, perché ci sono stati molti calciatori biancocelesti dirottati a Salerno. Basti pensare Luiz Felipe, Strakosha, Akpa-Akpro, che hanno fatto anche una carriera importante qui alla Lazio. Con la nuova legge non è più possibile avere due o più squadre. Lotito? Da fuori si ha sempre un’immagine sbagliata. Ha tanti difetti ma ha un pregio: se sa che ha un limite, si ferma”.
 

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FINANCIAL TIMES: "L'Inter è in vendita"

Ed infine accadde... Gli Zhang non possono reggere la propria quota-parte del collasso di Evergrande senza cedere qualcosa. L'Inter costa, non rende più ne in termini finanziari ne di immagine. Ma è pur sempre un bel bocconcino e la piazza finanziaria è importante. E mò vediamo chi si fa avanti a rilevarlo. Fondone a tipu Pietra Nera? Multiproprietà? Qualche petro-azero che vuole fare lo splendido meneghino? E lo zampino dei Moratti, ci sarà?
Let the telenovela begin!

 

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Calcio & Geopolitica

Con il topic ci azzecca fino ad un certo punto, ma ci azzecca. Una lunga disquisizione legata al libro in oggetto, ma neanche troppo. Inizia un pò gnè-gnè, alla sniffa deretano tra cagnolini ma subito prende un china molto socio-nerdica. Argomenti pregnanti per chi considera il pallone un pò più di un passatempo e si rende conto che le dinamiche sono belle implicative. O brutte, sono opinioni.
Buon appetito.

 

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E' fatta! Ora tutto cambia. Prima era una commedia adesso diventa un action movie. Si spareranno cazzate paraboliche, qualche testa verrà croccata e poi, come se fosse antani, tutto tornerà sereno.

Il Parlamento europeo accusa la Fifa, 'corruzione dilagante e sistemica'
'Grandi Paesi Ue come l'Italia facciano pressione per riforme'

Il Parlamento europeo condanna la morte di migliaia di lavoratori migranti in Qatar durante i preparativi per i Mondiali. In una risoluzione adottata per acclamazione, gli eurodeputati descrivono la corruzione all'interno della Fifa come "dilagante, sistemica e profondamente radicata" e deplorano la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato la scelta del Qatar come Paese ospitante. Il Parlamento esorta i Paesi Ue, in particolare Germania, Francia, Italia e Spagna, a esercitare pressioni su Uefa e Fifa affinché si impegnino a realizzare riforme come l'introduzione di procedure democratiche e trasparenti per l'assegnazione dei Mondiali



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Niente rinvio tasse? La Serie A rischia: ecco i club più in difficoltà

In sintesi: Sampdoria e Verona into that shit.
Near that shit: Empoli, Lecce, Torino, Lazio, Udinese.

La serie B non è citata ma non penso ci siano immuni al problema. The Casteddu? Bòh...

 

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