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Roma
#61
"1917" di Sam Mendes (American Beauty). Ultimo tra i film più attesi del 2019 a giungere nelle sale è quello che ora si sta prendendo la scena con la vittoria ai Golden Globe in attesa di ripetersi agli Oscar. Lo scenario è la prima guerra mondiale, ma poteva essere qualsiasi conflitto, con due soldati inglesi impegnati nella consegna di un messaggio a un battaglione per avvisarli di un imminente attacco e che li costringe ad affrontare il passaggio in territorio nemico. La storia è semplice, girato in piano sequenza che permette allo spettatore di immedesimarsi nei due soldati, con una musica efficace e poca enfasi rispetto ai film di genere. Detto questo, a mio parere non è il miglior film dell'anno.

1917 ***
#62
Uscite le nominations è "Joker" ad aver il maggior numero di candidature (11). Ecco le nominations per le categorie principali.

Miglior film
1917, regia di Sam Mendes
C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood), regia di Quentin Tarantino
The Irishman, regia di Martin Scorsese
Jojo Rabbit, regia di Taika Waititi
Joker, regia di Todd Phillips
Le Mans '66 - La grande sfida (Ford v Ferrari), regia di James Mangold
Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho
Piccole donne (Little Women), regia di Greta Gerwig
Storia di un matrimonio (Marriage Story), regia di Noah Baumbach

Migliore regia
Bong Joon-ho - Parasite (Gisaengchung)
Sam Mendes - 1917
Todd Phillips - Joker
Martin Scorsese - The Irishman
Quentin Tarantino - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)

Migliore attore protagonista
Antonio Banderas - Dolor y gloria
Leonardo DiCaprio - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)
Adam Driver - Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Joaquin Phoenix - Joker
Jonathan Pryce - I due papi (The Two Popes)

Migliore attrice protagonista
Cynthia Erivo - Harriet
Scarlett Johansson - Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Saoirse Ronan - Piccole donne (Little Women)
Charlize Theron - Bombshell
Renée Zellweger - Judy

Migliore attore non protagonista
Tom Hanks - Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood)
Anthony Hopkins - I due papi (The Two Popes)
Al Pacino - The Irishman
Joe Pesci - The Irishman
Brad Pitt - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)

Migliore attrice non protagonista
Kathy Bates - Richard Jewell
Laura Dern - Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Scarlett Johansson - Jojo Rabbit
Florence Pugh - Piccole donne (Little Women)
Margot Robbie - Bombshell

Migliore sceneggiatura originale
Noah Baumbach - Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Bong Joon-ho e Han Jin-won - Parasite (Gisaengchung)
Rian Johnson - Cena con delitto - Knives Out
Sam Mendes e Krysty Wilson-Cairns - 1917
Quentin Tarantino - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)

Migliore sceneggiatura non originale
Greta Gerwig - Piccole donne (Little Women)
Anthony McCarten - I due papi (The Two Popes)
Todd Phillips e Scott Silver - Joker
Taika Waititi - Jojo Rabbit
Steven Zaillian - The Irishman

Miglior film internazionale
Corpus Christi (Boże Ciało), regia di Jan Komasa (Polonia)
Dolor y gloria, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
Medena zemja, regia di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord)
I miserabili (Les Misérables), regia di Ladj Ly (Francia)
Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud)

Migliore fotografia
Jarin Blaschke - The Lighthouse
Roger Deakins - 1917
Rodrigo Prieto - The Irishman
Robert Richardson - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)
Lawrence Sher - Joker
#63
"Sorry, we missed you" di Ken Loach, il quale aveva abbandonato la macchina da presa all'indomani di "I, Daniel Blake" (Palma d'oro a Cannes), ma che poi evidentemente ha cambiato idea. L'opera cinematografica di Loach è dedicata quasi esclusivamente a tematiche sociali in Grand Bretagna. Soprattutto l'avvento di Margaret Thatcher a Downing Street gli ha dato lo spunto per denunciare lo sfacelo della società britannica all'indomani della chiusura dell'apparato produttivo pubblico che ha lasciato per strada molti lavoratori, come pure l'indebolimento dei servizi sociali offerti che hanno reso pressoché impossibile ad esempio alle giovani madri di lavorare e contemporaneamente crescere i figli. E' lo sviluppo tecnologico che taglia i posti di lavoro, la globalizzazione che favorisce le grandi multinazionali e la nuova divisione internazionale del lavoro che sposta la manodopera in aree in cui sfruttamento e retribuzioni in discesa sono la regola, ad essere puntualmente denunciati dal regista britannico, e che porta la società a dover fare i conti con la distruzione del tessuto sociale. E' così pure in "Sorry, we missed you" in cui un padre di famiglia alla ricerca di dare una svolta alla propria vita accetta un nuovo lavoro di fattorino (padroncino) "autonomo" per guadagnare il tanto per chiedere un mutuo e non dover rimanere in affitto per tutta la vita. La moglie invece lavora come badante ad ore presso anziani che avrebbero però la necessità ad essere assistiti da strutture ospedaliere e non da una unica persona. In un contesto caratterizzato da orari impossibili e condizioni di lavoro al limite dello sfruttamento, crescere e seguire i figli diventa un'impresa ardua. Il finale è così amaro e senza speranza che ho visto la gente in sala faticare ad alzarsi dalla poltrona e scambiarsi una parola. Fatico a giudicare un film di Ken Loach attraverso delle stellette.
#64
Film per le crbine del sito. Mi chiederete come sapere se un iscritto è in verità una iscritta. Facile. Se il suo nickname termina con la lettera A è sicuramente una donna. Ad esempio Bruvura è sicuramente una bella ragazza e quindi dedico a lei questo film.

"Little Women" di Greta Gerwig. Premetto che il film in questione non appartiene a un genere di mio gusto e il mio primo pensiero è andato alla giovane regista che al secondo film dopo "Ladybird" si cimenta con un classico della letteratura americana, al quinto adattamento cinematografico. E allora mi chiedo perchè, quando ancora devi sviluppare tutta la tua carriera finisci per sottoporre una tua opera al paragone delle precedenti versioni? Mistero. Il cast pur essendo stellare non è del tutto convincente, sopratutto Emma Watson mi è parsa fuori luogo. Ma anche Timothee Chalamet, che ormai si cimenta in qualsiasi genere (tra un pò lo vedremo nei panni di Bob Dylan) sembra soffrire la parte. La storia si sviluppa attraverso flashback ed è questa la novità rispetto ai precedenti adattamenti. Complessivamente il film mi è parso debole, ma non così tanto da non vedere l'ora che terminasse. Candidato all'oscar quale miglior film (nessuna speranza di vittoria).

Little Women **
#65
"Ford vs Ferrari" di James Mangold. Primi anni 60, la Ford è in crisi e tenta la scalata della Ferrari, ma il Drake (Remo Girone) rispedisce al mittente senza molti preamboli la proposta della casa automobilistica statunitense. Ford allora decide di costruire un auto da corsa per sfidare la Ferrari a Le Mans. Così inizia un film in cui la rossa è solo lo sparring partner di un orgoglio americano teso a dimostrare la superiorità della tecnologia a stelle e strisce. Pur essendo caratterizzato da uno stile patinato, in linea coi prodotti cinematografici mainstream dell'epoca e con una interpretazione non sempre convincente (Matt Damon sembra un Di Caprio con meno talento e Christian Bale per tutto il film ha la solita smorfia come se avesse subito un'operazione alla mandibola), la regia risulta efficace soprattutto evidenziata nelle riprese delle auto in corsa. La cosa migliore rimane comunque il montaggio.
Consigliato agli amanti delle auto da corsa d'epoca, delle gare automobilistiche e in generale delle automobili.
Candidato all'Oscar per il miglior film, non ha nessuna speranza di vittoria. Mentre ne ha sicuramente di più per il miglior montaggio.

Ford vs Ferrari ***
#66
Film dedicato a Tuco. Vengo a sapere grazie a Two Popes che Papa Ratzinger amava i Beatles. Alla fine del film regala a Bergoglio il cd di Abbey Road anche se poi parte Blackbird che invece è contenuta nell'album bianco.

"The two Popes" di Fernando Meirelles. Visto solo per le candidature agli Oscar. Riguarda i giorni in cui Benedetto XVI (Papa Ratzinger) comunica al Cardinale Bergoglio la decisione di dimettersi da Papa lasciando di stucco l'alto prelato, sia perchè avrebbe creato un precedente per la presenza di due Papi in vita (mai accaduto prima), ma anche perchè Bergoglio si era recato a Roma solo per consegnare personalmente al Papa la lettera delle sue dimissioni. Non avendo ricevuto risposta da Roma a seguito dell'invio per posta della medesima lettera chiede un incontro col Papa e mai si sarebbe sognato di ricevere quella confessione. Ratzinger inoltre confida a Bergoglio di considerarlo quale migliore sostituto possibile per riformare davvero la Chiesa, mandando in crisi il Cardinale argentino, il quale invece per i problemi avuti in passato per aver appoggiato in qualche modo la dittatura argentina ritiene di non poter accettare quella candidatura. La parte migliore del film è proprio quella che rievoca - attraverso flashback e immagini originali - gli eventi relativi agli anni 70 in Argentina, con Bergoglio che non riesce ad evitare la prigionia e l'uccisione degli amici contrari alla dittatura di videla, mentre per il resto il film si limita a riportare i fatti conosciuti con una regia alquanto deludente. Ottima invece l'interpretazione di Anthony Hopkins (Ratzinger) e di Jonathan Price (Bergoglio), entrambi candidati all'Oscar.

The two Popes **
#67
Troppo caproni, così caproni che puzza la faccenda... lo sanno anche alla scuola materna che "Blackbird" si trova nell'album "The Beatles" .... Secondo me sono errori voluti, o per pubblicità "trasversale" al film o perché "Blackbird" era il pezzo che i critici dell'epoca interpretarono come supporto dei Beatles ai movimenti civili di uguaglianza, se non addirittura, esagerando però, alle "Black Panther"; la canzone acquisì  una fama antirazzista che Mc Cartney, furbamente,  non confermo' e nemmeno smentì; ai giorni nostri è un pezzo che può "richiamare" quello che accade , specie in Europa, con i flussi migratori e le nuove ondate di razzismo.
#68
Altri due film in area Oscar.

"Bombshell" di Jay Roach, il film presenta tre candidature, Miglior attrice protagonista e non e Miglior trucco. In epoca "me too" finisce nello scandalo l'amministratore nonchè fondatore della catena televisiva Fox News per via delle molestie sessuali nei confronti delle dipendenti. Il ritmo è serrato come un sevizio giornalistico ed è per questo che può risultare indigesto per chi ama i ritmi meno sincopati del cinema (come il sottoscritto). Ottima l'interpretazione del cast, soprattutto da parte di Charlize Theron.

Bombshell **


"Judy" di Ruper Goold. Film sulla vita artistica di Judy Garland (moglie di Vincent Minnelli nonché madre di Liza) che prende spunto da una piéce teatrale ed è relativa a due spezzoni della sua vita, adolescente prima, già con l'idea di sfondare nel mondo dello spettacolo, sul viale del tramonto poi, durante una serie di concerti a Londra, dove stufa del lavoro si riempie di alcol e pillole. Ottima l'interpretazione di Reneè Zellweger, forse solo un po' caricaturale all'inizio ma comunque convincente, forse la migliore tra le attrici candidate alla statuetta (credo solo Scarlett Johansson glielo possa impedire).

Judy ***
#69
Altri due film con candidature.

"A Beautiful Day in the Neighborhood" di Marielle Heller (Can You Ever Forgive Me?). Un giornalista deve intervistare una star della televisione nell'ambito degli eroi della nostra società scoprendo che il protagonista dell'intervista è tutto fuorché un eroe, ma un tipo semplice che si interessa dei problemi delle persone che lo circondano. Le interviste si susseguono, ma più che interviste sono colloqui amichevoli dove il giornalista finisce per raccontare le vicende della sua vita e i rapporti difficili con i suoi familiari. Malgrado il film sia ben congegnato e diretto, con alcune scene da vedere più di una volta e un Tom Hanks magistrale (candidatura Oscar attore non protagonista), si ha come l'impressione che il film stenti a decollare con pause e tempi morti probabilmente derivanti da vuoti nella sceneggiatura.

A Beautiful Day in the Neighborhood **

"Richard Jewell" di Clint Eastwood. Siamo nel 1996 ad Atlanta in occasione delle Olimpiadi (quelle sottratte ad Atene per il centenario per via del potere economico della Coca Cola e anche quelle in cui praticamente non ci fu antidoping); una guardia scopre una borsa sospetta in un parco dove sta sta svolgendo un concerto. Dando l'allarme evita una strage e per l'opinione pubblica diventa un eroe. Però l'FBI non trovando il colpevole del gesto comincia a pensare che sia stato Richard stesso in cerca di notorietà ad aver piazzato la bomba. Dell'indagine viene informata una giornalista che scrive un articolo e da quel momento Richard finisce per diventare il capro espiatorio dell'intera vicenda, con alcuni elementi che lo rendono debole davanti all'opinione pubblica. Vive ancora con la madre (Kathy Bates candidata all'Oscar come attrice non protagonista), non ha praticamente amici, ingenuamente ha una fiducia sconfinata per la legge e per le forze dell'ordine che lo porta ad accettare degli interrogatori senza avvocato. Le recensioni del film sono ottime, io l'ho trovato scontato e con una regia elementare. Posso salvare qualche interpretazione ma nel complesso non mi è piaciuto.

Richard Jewell *
#70
"The Lighthouse" di Robert Eggers. Due uomini lavorano come guardiani di un faro su un'isola al largo delle coste britanniche. Il più giovane è appena arrivato e il collega più esperto e dal comportamento scostante ne approfitta per riempirlo di lavori pesanti. Isolati dal mondo, sottoposti alle pesanti condizioni climatiche e in generale da una vita che non è vita, il rapporto tra i due diventa impossibile con l'urgenza per ciascuno di sopraffare l'altro. Claustrofobico, con risvolti psicologici che mi hanno fatto pensare a Dostoevskij e immagini che rimandano a Hitchcock, il film è stato girato in b/n su pellicola da 35 mm e per il quale ha ricevuto una candidatura per la migliore fotografia. Solita grande interpretazione di Willem Dafoe, ma è tutto il film convincente.

The Lighthouse ***
#71
"Knives Out" di Rian Johnson. Un famoso scrittore viene trovato morto in casa la mattina dopo un party tenuto a casa sua. Non si capisce se sia un omicidio o un suicidio e da questo momento prendono il via tutta una serie di colpi di scena a partire dalla lettura del testamento. Mi sono avvicinato al film per via della sua candidatura all'oscar quale miglior sceneggiatura originale e malgrado sia ben diretto e interpretato non è un genere che mi interessi particolarmente, dove l'unica cosa importante è scoprire l'assassino. Ho semmai apprezzato gli ultimi fotogrammi e i titoli di coda quando senza che lo sapessi è partita "Sweet Virginia" dei Rolling Stones, contenuta in "Exile on Main Street" uno dei dischi migliori della band inglese.

Knives Out **
#72
Ho avuto l'opportunità di rivedere "1917" e "Little Women". Mentre sul film di Sam Mendes, che probabilmente trionferà agli oscar, non aggiungo altro che non abbia già detto (gran regia e fotografia, storia nulla di che) confermando le 3 stelle, per quello di Greta Gerwig devo modificare una parte del giudizio. La storia naturalmente è sempre la stessa basata su un famoso libro americano, e non credo si possa dire nulla sugli attori (a parte la debole interpretazione di Emma Watson), mentre in questa seconda visione ho apprezzato maggiormente la regia della Gerwig, cresciuta rispetto a quella del suo precedente "Ladybird". Quindi aggiungo una stella nel giudizio di "Little Women". Tre stelle e non più due.
#73
Ci ha lasciato uno degli idoli di Tuco. Kirk Douglas, grande attore e credo anche una gran bella persona.
#74
Che la terra ti sia lieve Spartacus.
#75
Sono andato a vedere Joker. Come si fa a dare 11 nominations a una cagata simile?
#76
Ahahahha. Devo dire che oltre a non capire nulla di calcio neppure il cinema ti appartiene. Il film non è male. Grande invece l'interpretazione di Phoenix. Non è una questione di gusti ma di capacità critica.
#77
Meno male che ci sei tu.
Sei sicuro di aver preso il pastiglione serale?
Smile
#78
Panenka si esercita nell'arte della critica, il cinema a sua volta è arte.... Sembra quasi un ossimoro in effetti. Io apprezzo i suoi sforzi; alcuni film che recensisce io riesco a vederli dopo un anno, come "La forma dell'acqua" o " Tre manifesti ad Ebbing, Missouri".... Un po' lo invidio, ma ci vorrebbero giornate di 36 ore.
#79
Più che fare una critica cerco di dire la mia su i film che vedo, ben sapendo che alcuni dettagli ad esempio risvolti psicologici e letterari delle opere cinematografiche farei fatica a metterli per iscritto. Sono solo un appassionato, al contrario del calcio dove sono un assoluto esperto che non teme confronti (anzi che non si confronta perchè è troppo il gap).

Veniamo a noi. Domenica si assegnano gli Oscar. il 2019 è stato un anno di ottimo cinema, aldilà di Hollywood. Rispetto all'anno passato è mancato un grande film come Roma che aveva catalizzato l'interesse di pubblico e critica, però il resto del lotto non era di così alto livello. Ad esempio scorrendo i titoli candidati alla statuetta di miglior film dell'anno passato, accanto ad ottimi film (Roma appunto, The Favourite, Blakkkansman) c'erano alcune autentiche porcherie pensando ad un cinema di qualità (Green Book che sfortunatamente vinse, Bohemian Rhapsody, A Star is Born). Quest'anno sotto tutti ottimi film. Per quello che vale io avrei votato così nelle categorie principali:

Miglior film - The Irishman
Miglior regia - Martin Scorsese (The Irishman)
Miglior attrice - Reneè Zwelleger (Judy)
Miglior attore - Joaquin Phoenix (Joker)
Miglior attrice non protagonista - Florence Pugh (Little Women)
Miglior attore non protagonista - Al Pacino (The Irishman)
Miglior sceneggiatura originale - Boon Joong-ho (Parasite)
Miglior sceneggiatura non originale - Steven Zaillian (The Irishman)
Miglior fotografia - Jarin Blaschke (The Lighthouse)

Manca il voto al Miglior film internazionale in quanto ho visto solo due film (Parasite e Dolor y Gloria, mi mancano il francese, il polacco e il macedone)
#80
Parasite film dell'anno. Palma d'oro a Cannes a maggio e 4 Oscar oggi, tra cui quello per il miglior film, prima volta di un film non in lingua inglese.
  
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