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Roma
#21
Tuco pigliate questa. E' delle tue parti.

"Dogman" di Matteo Garrone (Gomorra). Presentato all'ultimo Cannes con un'ottima accoglienza, ha vinto il premio per la miglior interpretazione maschile con Marcello Fonte. Marcello ha un'attività di toeletta per cani in una borgata di Roma. Arrotonda spacciando piccole quantità di droga agli amici, tra cui Simone un balordo della zona che lo coinvolge in un furto mandandolo in prigione. Film convincente, ottima la regia di Garrone, sopratutto nella prima parte quando tutti i personaggi vengono presentati. Forse avrei usato più stacchi durante i dialoghi, ma il montaggio fa lievitare costi e tempi. La trasformazione di Marcello dopo che è uscito di prigione mi ha fatto pensare a Pacino ne Il Padrino.
Dogman ***
#22
Tuco a marzo ho visto 2 film. Uno lo recensisco, ok?

"Il colpevole" di Gustav Möller (opera prima). Un poliziotto è indagato per aver ammazzato un ragazzo, e per questo in attesa del processo viene spostato ai telefoni dove si ricevono le chiamate di emergenza. Proprio il giorno prima dell'udienza, riceve una chiamata da una donna che dice di essere stata rapita dall'ex marito e che l'ha costretta a lasciare a casa i suoi due figlioli. Da quel momento parte la ricerca della coppia che si sposta per mezzo di un van. Asger, il nome del poliziotto, riesce a farsi dire dalla donna il numero di telefono di casa dove sono rimasti i due bambini da soli e a parlare con la più grande per tranquillizzarla in attesa che arrivi una pattuglia. Film danese di grande intensità, che si sviluppa in un'unica stanza e che con i dialoghi telefonici mette su un'intera storia che ti tiene attaccato alla sedia sino alla sua amara conclusione.
Il colpevole **
#23
Dogman potevano intitolarlo " Il canaro " .... ma non sanno che all'estero i titoli possono essere cambiati ? Forse hanno paura di ricordare del tutto una storia che fa veramente paura.
#24
Tuco, a Dogman il David di Donatello. Roma capoccia.
#25
Un film che consiglio a Tuco.
"Peterloo" di Mike Leigh (Vera Drake). Tornare a Manchester da Waterloo e trovare la propria città in preda a una crisi economica senza speranza, con il potere che invece di trovare le contromisure osteggia la popolazione e aumenta la tassa sul grano. Da qui parte Peterloo, film nel quale viene rappresentato il tentativo di giovani radicali di sovvertire le regole del gioco che li esclude persino dal voto. La conclusione sarà tragica, ma un tassello verso quella che per noi è una cosa normale, la democrazia, verrà fissato. In periodo di Brexit e di populismi imperanti in Europa, un film così esplicitamente politico viene difficilmente apprezzato e accettato.
Peterloo **
#26
"Cafarnao" di Ladine Labaki, film libanese, presentato a Cannes 2018 dove ha vinto il Gran premio della Giuria, candidato all'Oscar quale miglior film straniero, narra le vicende di Zain 12 anni, siriano profugo in Libano, dove con la sorellina vende pillole ai drogati di Beirut ottenute grazie a ricette false. Quando scopre che i genitori vogliono dare in sposa la sorellina undicenne, per protesta scappa di casa e vaga per la città finché non incontra una ragazza etiope madre di un bambino piccolo, anche lei profuga, che lo accoglie. Da qui varie peripezie che portano Zain persino in prigione dopo aver accoltellato il marito della sorellina. Storia struggente, film girato con un taglio documentaristico che cresce col passare dei minuti.
Cafarnao ***
#27
"L'uomo che comprò la luna" di Paolo Zucca (L'arbitro). Campione d'incassi in Sardegna, con buone critiche in giro e per quanto mi riguarda è stato sufficiente il passaggio su "Hollywood Party", il programma radiofonico della terza rete Rai, per spingermi a vederlo. La storia è presto detta: la comunità internazionale è allarmata per via delle dichiarazioni di un sardo che si considera proprietario della luna. I servizi segreti allora inviano un agente con radici sarde, che però di sardo non ha praticamente nulla ed è quindi costretto ad imparare quasi tutto. Da qui partono tutta una serie di gag che ho trovato raramente divertenti e riepilogano i classici luoghi comuni sulla Sardegna e sui sardi. Cinema ce n'è poco, se non nella parte finale, però bisogna arrivarci.
Curiosità: all'inizio del film si sente uno dei protagonisti ascoltare una radiocronaca di Vittorio Sanna ai tempi di Cammarata. Durante il film il protagonista interpretato da Benito Urgu dichiara di non poter tornare in Sardegna perchè ha ucciso un bambino. In verità la prima scena in cui compare è girata a Cagliari, precisamente nel maneggio del Campo Rossi. Si riconoscono la chiesetta de La Palma e il recinto dell'Amsicora.
L'uomo che comprò la luna *
#28
Film per Tuco.
"The Sisters Brothers" di Jacqued Audiard. I fratelli Sisters sono due killer a cui hanno commissionato la cattura di un delinquente, in quel momento tra le mani di un emissario. Costui deve consegnarlo appunto ai Sisters, ma ascoltando quello che il ricercato ha in mente decide di non farlo e di sostenerlo nella sua missione. A questo punto il film disegna le due coppie di protagonisti, i fratelli pistoleri, rozzi e violenti e gli altri due, che guardano oltre l'obiettivo di giornata, con in mente una società utopistica. Finiscono per incontrarsi tutti e quattro e di perseguire un obiettivo comune.
Western atipico con ottime recensioni all'attivo, che guarda alla tradizione ma anche a Leone, ma con una punta di umorismo funereo. Essendo produzione e direzione francese si potrebbe pensare a un "baguette western", però le ultime battute del film mi hanno pure ricordato John Ford. Bella storia non sempre sorretta adeguatamente dalla regia.
The Sisters Brothers **
#29
"Dolor Y Gloria" di Pedro Almodovar, presentato pochi giorni fa a Cannes in concorso per la Palma d'Oro. Il primo pensiero va naturalmente a Otto e mezzo di Fellini, ma è inutile fare paragoni. Come in quello, qui c'è un regista in preda ai propri fantasmi, il rapporto con attori mal sopportati, quello con la madre, vecchi amori mai dimenticati; il tutto accentuato dalla malattia e dalla vena creativa in regressione. E' un film dove c'è molto mestiere, nel miglior senso del termine. Gli attori sono nel pieno della loro maturità artistica, Banderas è straordinario e infatti Cannes ieri non ha potuto non tributargli il premio per la miglior interpretazione. La regia di Almodovar è senza fronzoli ma comunque perfetta. Da manuale i cinque minuti di dialogo tra il protagonista e la vecchia madre verso la fine del film.
Dolor Y Gloria ****
#30
"Il traditore" di Marco Bellocchio, il quale dopo la scomparsa di Bertolucci e Olmi è l'ultimo della sua generazione non soltanto ad essere in vita ma a continuare a fare film. Presentato in concorso a Cannes, narra le vicende di Tommaso Buscetta, figura non di spicco della mafia palermitana, coinvolto suo malgrado negli scontri tra la cupola storica e quella appartenente ai corleonesi interessati a spostare i traffici illegali dal tradizionale contrabbando a quello più fiorente della droga, tradendo, secondo Buscetta, lo spirito originario di Cosa Nostra. Arrestato a Rio ed estradato in Italia decide di collaborare col Giudice Falcone, permettendo alla giustizia di portare alla sbarra i capi mafia. Il film, che mantiene per certi versi un taglio documentaristico, ha nell'interpretazione dei protagonisti, i loro dialoghi e i primi piani l'aspetto più riuscito. Soprattutto notevole Pierfrancesco Favino nella parte di Buscetta. Non sempre convincente invece la regia di Bellocchio, ad esempio nelle scene più movimentate o in quelle del maxi processo.
Il traditore ***
#31
"Bautiful Boy" di Felix Van Groeningen, storia vera di tossicodipendenze e successive riabilitazioni che coinvolgono tragicamente famiglie e operatori. In America, tra droghe illegali e medicine prescritte, la tossicodipendenza ha raggiunto livelli allarmanti. Il film mi è parso complessivamente debole nella sceneggiatura, sorretto dall'interpretazione di Steve Carell (padre) e Tomothee Chalamet (figlio).
Beautiful Boy **
#32
Ho recuperato in DVD, "3 manifesti ad Ebbing, Missouri"..... Frances Mc Dormand ormai è la miglior attrice vivente, Woody Harrelson e Rockwell sono giganteschi... una storia semplice, ma quando ci sono i grandi attori, il cinema vola.
#33
"Once upon a time....in Hollywood" di Quentin Tarantino. Attesissimo, è stato presentato in fretta e furia a Cannes fuori concorso riscuotendo molti consensi ma anche qualche critica. E' una parodia benevola nei confronti del cinema, a partire dal titolo preso dai due film di Leone, soprattutto nei confronti dei suoi eroi, ad esempio Sergio Corbucci e altri registi italiani di secondo livello, che per lui hanno rappresentato la fine del mondo ma che hanno comunque contribuito in maniera marcata a definire il suo stile. Accanto alle vicende di un attore televisivo in declino e del suo stuntman troviamo gli ultimi giorni (dovremmo trovare in verità...considerata la deviazione che il film prende rispetto alla storia reale) di Sharon Tate, massacrata da Charles Manson e dai suoi seguaci. Da un punto di vista cinematografico nulla da dire, il film è davvero fatto bene e le sovrapposizioni tra il film che vediamo e quelli che gli attori recitano all'interno dello stesso sono davvero riuscite. Idem per colonna sonora e interpretazione dove Di Caprio è il solito gigante. Forse la sceneggiatura ha qualche buco, però personalmente l'ho trovato un bel film. Credo sia da consigliare solo a chi ama Tarantino.
Once upon a time....in Hollywood ***
#34
Film per Tuco
"The Mule" interpretato e diretto da Clint Eastwood , ormai quasi novantenne, narra le vicende di un reduce di guerra che coltiva fiori ma che è costretto a chiudere l'attività per via della crisi e di Internet che ha cambiato il modo di acquistare e vendere i fiori. Un giorno viene avvicinato da un tipo che gli prospetta un lavoro semplice, trasportare della merce. Il protagonista accetta senza sapere che si sta mettendo nelle mani di un'organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga. Il film non è nulla di trascendentale, l'interpretazione di Eastwood, personaggio simpatico ma anche arido di sentimenti nei confronti dei familiari, invece è magistrale, credo la migliore della sua carriera.
The Mule **
#35
La base sembra un po' quella di "Gran Torino".. comunque Clint è sempre Clint, sono lontani i tempi in cui aveva due facce, una col sigaro ed una senza... Grande regista e grande attore... Probabilmente il migliore della storia del cinema nell'accoppiata.
#36
(15-09-2019, 14:28)Tuco Ha scritto: La base sembra un po' quella di "Gran Torino".. comunque Clint è sempre Clint, sono lontani i tempi in cui aveva due facce, una col sigaro ed una senza... Grande regista e grande attore... Probabilmente il migliore della storia del cinema nell'accoppiata.


sai che forse hai ragione? non me ne vengono altri se non Orson Welles e De Sica padre
#37
Welles e De Sica sono di un altro livello. Come Chaplin. Lui se la gioca con Nanni Moretti.
#38
(17-09-2019, 06:35)panenka Ha scritto: Welles e De Sica sono di un altro livello. Come Chaplin. Lui se la gioca con Nanni Moretti.

si, certo...
#39
Panenka... Paragonare Clint Eastwood a Nanni Moretti fa il paio col paragone tra i Queen ed i Pooh, sei sempre più intronato.
#40
Eviterei offese gratuite. Non è possibile paragonare un mestierante hollywoodiano come Clint Eastwood a due geni assoluti della storia del cinema quali Orson Welles e Vittorio de Sica.
  
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