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Pallacanestro serie A2 - Cagliari Dinamo Academy
#1
Questo è invece un capitolo del quale tanto avevamo fantasticato sul vecchio CRB ma che non avevamo fatto in tempo a veder nascere.
Poco meno di due anni fa al vulcanico presidente sassarese Sardara è venuta l'idea di rilanciare il basket anche a Cagliari. Forse convinto dall'entusiasmo che aveva accolto la Dinamo nelle sue apparizioni al palazzetto dello sport di Cagliari, sempre strapieno anche per dei tornei estivi, ha deciso di intraprendere una strada tortuosa ma affascinante. Quella della cantera, come viene chiamata in Spagna, anche se in Italia non è prevista (e quindi normata) dal regolamento. Ha acquistato la scorsa estate il titolo sportivo da Ferentino, società laziale di proprietà del presidente del Frosinone calcio, che da qualche anno militava in A2 e che aveva deciso di dedicare tutti gli sforzi sul calcio. Un investimento intorno ai 200/300 mila €, non poco per le cifre che circolano nella pallacanestro. Nata per essere il posto giusto dove far maturare i giovani talenti che non troverebbero spazio in A e che rischiano di bruciarsi in panchina, nello spirito appunto delle cantere, ha dovuto però fare i conti con la puzza sotto il naso del popolo del basket cagliaritano e delle eterne rivalità sportive fra Sassari e Cagliari, oltre che della difficoltà di intraprendere questa strada con pochi mezzi in una serie dove le vecchie volpi del parquet la fanno da padrone e dove risulta difficile e dispendioso salvarsi. Insomma, Sardara sperava che nel giro di un anno o poco più la società fosse in grado di reggersi sulle proprie gambe, senza sottrarre risorse a Sassari. Contava anche di fare il pieno di piccoli sponsor locali che andassero a rimpinguare le casse. Era riuscito a coinvolgere uno dei pochi sponsor locali appetibili, la pasta Cellino, grazie alla passione per il basket del marito di Lucina Cellino. Si parlava di accordo quadriennale con cifre a partire dai 400k, niente male per la A2. 
Ma dopo solo un anno ha dovuto fare i conti in primis con la freddezza con cui il popolo cagliaritano ha accolto l'iniziativa. Vuoi perchè è considerata da molti come una succursale di Sassari, vuoi perchè secondo altri nasce senza ambizioni, oppure semplicemente perchè 30 anni senza pallacanestro di vertice in una città hanno completamente cancellato una generazione di appassionati, fatto sta che al palaPirastu (che ha una capienza ufficiale oggi di 2200 posti) non siamo mai stati più di 1000/1200, con un numero di abbonati che supera appena i duecento. I risultati altalenanti non hanno aiutato, si sa che anche allo stadio il casteddaio ha bisogno di forti stimoli. Quando metti insieme due personalità piuttosto egocentriche che mal digeriscono ingerenze esterne nella gestione, i rischi sono tanti. I Cellino volevano qualcosa di più di una semplice cantera e volevano anche avere parola nella gestione tecnica, Sardara invece ama i soldi ma non ammette interferenze, ed ecco che si è arrivati allo scontro. Sardara ha proposto a Cellino di rilevare la società ma gli ha sparato un prezzo fuori dalla portata di un pastificio a diffusione prettamente regionale, specie se sommato agli investimenti che avrebbe dovuto fare per costruire la squadra visto che i contratti in essere erano di proprietà Dinamo. Così è saltato l'accordo quadriennale e lo sponsor, i Cellino's sono tornati a fare pasta e Sardara si è trovato col cerino in mano e senza soldi. Ha rimediato un nuovo sponsor (Hertz autonoleggio) ma non alle stesse cifre del precedente e la campagna acquisti ne ha risentito. Squadra decisamente indebolita e incompleta, staff tecnico ridimensionato visto che in parte già lo scorso anno aveva lavorato gratis. In una serie dove ci sono solo due stranieri è chiaro che se ne sbagli anche solo uno è una sciagura. A noi è capitato che prendendoli su catalogo, in stile postalmarket, senza mai averli visti giocare, uno dei due si sono accorti dopo sbarcato che era alto una decina di cm in meno deel previsto e non era certo quel centro che tutti si aspettavano ma un 4 con forte propensione a giocare da 3 anche se sovrappeso per quel ruolo. In più per i soliti problemi logistici legati al fatto di stare su un'isola, si era chiesto l'inserimento nel girone est che è assai più duro dell'altro. Quindi c'è stata una partenza ad handicap con una sola vittoria nelle prime 11 partite che già faceva pensare ad una retrocessione certa, anche perché quest'anno ci sarà l'ennesima riforma dei campionati e sono previste 5 retrocessioni complessive dai due gironi con una formula playout al massacro (3 retrocesse su 4 partecipanti). A questo punto anche Sardara si è preoccupato perchè una retrocessione farebbe perdere completamente il valore del titolo sportivo, per il quale si sarebbero già fatti avanti città come Firenze molto interessate ma solo alla A2. Si è preso un rinforzo sotto canestro, si è licenziato il vecchio coach e messo in mano la squadra al vice e con 6 vittorie nelle successive 12 partite ora il discorso salvezza è ancora aperto. 
Questa è la situazione di classifica attuale, dove l'ultima retrocede direttamente in B mentre penultima e terzultima fanno i playout con le corrispettive dell'altro girone e con le modalità che ho detto in precedenza, cioè con scontri al meglio delle 5 partite e una sola delle 4 che si salva. Un massacro.

http://www.legapallacanestro.com/serie/1/classifica 

Ci sono tutte le possibilità di salvarsi senza nemmeno passare per i playout anche se il destino di questa impresa sembra segnato. Vuoi anche perché le solite menti geniali che stanno sedute in FIP si sono pensati l'ennesima trovata. Cioè la creazione di un torneo Under 20 in stile campionato primavera del calcio. Nel quale tutte le società di serie A sono obbligate a partecipare. Probabilmente seguirà lo stesso calendario del torneo maggiore per accorpare le spese di trasferta e le partite si dovrebbero disputare sullo stesso campo qualche ora prima. Tutto questo ovvimante sottrarrebbe ulteriori risorse che oggi erano destinate all'Academy cagliaritana che di fatto è stata definitivamente seppellita da questa iniziativa. Peccato!
  


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