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Hammamet
#1
Non credo di andare a vedere il film di Gianni Amelio. Non per lui che è un ottimo regista e neppure per Favino che è sempre bravo, ma spero abbia finito di accettare di rifare personaggi famosi. Ma perchè Craxi non l'ho mai sopportato e poi la sua vicenda, come molti di noi, l'ho vissuta in diretta.
Questo è un articolo di Andrea Scanzi. Giusto per ricordare.
 Del film Hammamet si possono dire tre cose. La prima è che la bravura di Favino è quasi prodigiosa. Complice un trucco strepitoso, a tratti è più Craxi di Craxi. Fenomeno. La seconda è che Amelio è un grande regista, a me è sempre piaciuto, ma non dovrebbe fare interviste: la sua supponenza sfrangia le gonadi e fa venir voglia di andare a vedere qualsiasi film tranne il suo (e sarebbe un peccato). La terza è che Hammamet è un film discreto, un po' Divo in diesis minore e un po' Mussolini ultimo atto di Lizzani, con una prova attoriale leggendaria ma anche con "errori" storici che vanno ben oltre la soggettività artistica. Paradossalmente il film, che suona come un'agiografia craxiana, ha indispettito pure Bobo Craxi (che l'ha trovato qua e là troppo cattivo). Insomma: ognuno la vede come vuole, ma certe verità storiche non possono essere confutate. Massimo rispetto per il calvario dello statista e per il dolore dei familiari. In questo senso il film è efficace e coinvolgente. A livello storico, però, siamo oltre il disastro. Rimando, qui, agli articoli/libri di Barbacetto, Gomez, Pipitone e Travaglio. Nello specifico.
- Craxi non era "in esilio": era "latitante".
- Craxi, per quanto mi riguarda, sarà sempre quello che sghignazzò quando i socialisti fischiarono e zimbellarono Berlinguer nell'osceno Congresso di Verona dell'84. Dopo poche settimane, Berlinguer morì. E giustamente i familiari impedirono a Craxi di salutarlo.
- "Durante i quattro anni del suo governo (1983-87) il debito pubblico passò da 400 mila a 1 milione di miliardi di lire e il rapporto debito-Pil dal 70 al 92%, di pari passo con l'impazzimento della spesa pubblica e dell' abusivismo selvaggio (anche grazie al suo mega-condono edilizio)" (Travaglio).
- "L'opposizione a ogni risanamento dei carrozzoni delle Partecipazioni statali, gestiti dai boiardi craxiani (Di Donna, Bitetto, Cagliari, Necci) come vacche da mungere a spese dello Stato con passivi miliardari; la feroce lottizzazione della Rai, l'attacco ai giornalisti e persino ai comici scomodi (da Alberto Cavallari a Beppe Grillo) e, sotto la presidenza di Enrico Manca, la pax televisiva con la Fininvest; i due decreti ad personam del 1985-'86 per neutralizzare le ordinanze dei pretori che pretendevano di far rispettare la legge all'amico Silvio e, nel '90, la legge Mammì, monumento al monopolio della tv privata; l'ostilità alle poche privatizzazioni giuste e necessarie (come quella della Sme, che produceva panettoni di Stato con voragini nei conti pubblici, tentata dall'Iri di Prodi nel 1985; e quella dell'Alfa Romeo, che Prodi nell' 86 voleva vendere alla Ford, mentre Craxi preferì regalarla alla Fiat); l' assalto alla Mondadori tramite l' apposito B., col contorno di tangenti ai giudici; l' ingaggio come consulente giuridico del giudice corrotto Renato Squillante, che garantiva i socialisti da indagini e arresti" (Travaglio).
- I primi attacchi alla magistratura; il proibizionismo sul consumo delle droghe leggere (da cui nacque la Vassalli-Iervolino); il mito della grande riforma "cesarista" (distruggendo la Costituzione); il nepotismo sfrenato; la gestione satrapica del partito; gli attacchi agli intellettuali infedeli (Bobbio); i nani e le ballerine (Scotti, Boldi). Eccetera.
- “I traffici con Gelli e Calvi e i rapporti perfino con l' entourage di Epaminonda” (Travaglio).
- Sigonella viene citata sempre come capolavoro craxiano. Certo, tenne testa a Reagan (e poi, secondo Craxi, furono proprio gli americani a orchestrare "il golpe giudiziario" di Tangentopoli per vendicarsi). In realtà (ancora Travaglio) "Craxi sottrasse al blitz Usa i terroristi palestinesi che avevano appena sequestrato la nave Achille Lauro e assassinato un ebreo paralitico, Leon Klinghoffer, gettandone il cadavere in mare; si impegnò a farli processare in Italia; poi fece caricare il loro capo Abu Abbas su un aereo dei servizi segreti recapitandolo prima nella Jugoslavia di Tito e poi in Iraq, gradito omaggio a Saddam Hussein. Fu l' acme di una politica filoaraba e levantina che portò all' appoggio acritico all' Olp di Arafat (ben prima della svolta moderata), paragonato da Craxi addirittura a Mazzini in pieno Parlamento".
- Craxi era così "europeista" che, nella guerra demente delle Falkland, si schierò coi generali argentini (quelli dei desaparecidos). Isolando l’Italia dal resto dell’Europa, che si schierò con la Thatcher.
E questo sarebbe stato il "genio" Craxi della politica interna ed estera: figuratevi se fosse stato pure stupido. Ci sono poi le vicende giudiziarie. Che restano enormi.
- Il sistema tangentizio, definito "peccato veniale" dal Craxi di Amelio, portò il Paese al tracollo facendo esplodere il debito pubblico e costringendo il governo di Giuliano Amato a fare una manovra da 93mila miliardi, a riformare le pensioni, a prelevare il 6 permille dai conti correnti dall’italiani.
- Al momento della morte, Craxi aveva due sentenze definitive per corruzione e finanziamento illecito a un totale dieci anni di carcere: aveva preso cinque anni e mezzo nel processo per le tangenti Eni-Sai, quattro anni e mezzo per quelle della Metropolitana milanese.
- "Erano poi in corso altri procedimenti che vennero estinti per “morte del reo“. Erano quattro in totale e tre si erano già conclusi con condanne: a tre anni per finanziamento illecito (la cosiddetta Maxitangente Enimont), cinque anni e cinque mesi per corruzione (tangenti Enel), cinque anni e nove mesi per bancarotta fraudolenta (il conto Protezione). In primo grado, invece, Craxi era stato stato condannato – insieme a Silvio Berlusconi – al processo All Iberian: i reati accertati si prescriveranno poi in Appello e quindi in via definitiva in Cassazione" (Pipitone).
- Craxi non venne condannato perché "non poteva non sapere", come si ostinano a dire i nostalgici craxiani e i garantisti a casaccio: venne condannato perché sapeva benissimo e non rubava solo per il partito, bensì anche per se stesso.
- "Indagando sui soldi di Craxi i pm hanno accertato l’esistenza di 150 miliardi di lire, movimentati da diversi prestanome. Uno si chiama Giorgio Tradati, era un suo compagno di scuola e sul conto Constellation Financiere e Northern Holding riceve tra il 1991 e 1992 ventuno miliardi di maxi tangente versata da Silvio Berlusconi dopo che la legge Mammì salva le reti Fininvest. Tradati ha raccontato ai pm che tutto era cominciato “nei primi anni ’80” quando “Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense. Funzionava così: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto“. Su quel conto arriva un fiume di denaro: nel 1986 erano già 15 miliardi. Poi i conti si sdoppiano: nasce International Gold Coast, affiancato da Northern Holding, messo a disposizione da Hugo Cimenti. “Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano“. Quindi scoppia Mani Pulite. “Il 10 febbraio ‘93 – continua Tradati – Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro: so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro…I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi”. Sono le paghe dei giornalisti dell’Avanti!. A cosa servì il resto dei soldi?" (Pipitone).
- Alle domande di Di Pietro su quei soldi, Tradati rispose così: “Anzitutto servivano per finanziare una tv privata romana, la Gbr della signora Anja Pieroni (amante di Craxi e attrice in Fracchia contro Dracula nonché Inferno di Dario Argento)“. “Ma coi soldi di uno dei due conti in Svizzera ci hanno pure comperato case?”. E Tradati: “Un appartamento a New York“. Per il partito? “No di certo“. E con l’altro conto svizzero? “Un appartamento a Barcellona“. La ricostruzione della procura è stata riconosciuta come provata dai giudici del processo All Iberian, sia dal Tribunale che da quelli della corte d’appello di Milano, ed è stata poi confermata dalla Cassazione.
- "I giudici del processo di secondo grado hanno accertato che “Craxi dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata come detto a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo (l’Ivanhoe) a Roma, intestati sempre alla Pieroni”. Alla donna Craxi faceva pagare anche “la servitù, l’autista e la segretaria”. Il leader del Psi dice a Tradati che bisogna “diversificare gli investimenti”. Il suo ex compagno di scuola eseguiva. Dalle indagini risultano diverse “operazioni immobiliari: due a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile“. E poi un prestito di 500 milioni per il fratello di Craxi, Antonio, e per sua moglie Sylvie Sarda" (Pipitone). Non erano esattamente soldi usati per il partito.
- Nella sentenza All Iberian si legge poi: “Craxi è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti…non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti”.
Potrei andare avanti, ma il post è già molto lungo così. Massima compassione umana per la malattia e la morte di un uomo un tempo potentissimo (e cattivissimo) e poi buttato via da quella stessa gente che lo votava (spesso di nascosto) fino al giorno prima delle monetine al Raphael, ma da qui a rimpiangere un politico così ce ne passa. Craxi ha incarnato la politica più spregiudicata e feroce, sorda alla questione morale e compiaciuta nel fottersene di tutto in nome del potere. Alla pletora analfabeta e furbastra che frigna rimpiangendo gli Andreotti e i Craxi (e un giorno magari pure Berlusconi), seguendo il famoso mantra italico "meglio ladri ma furbi che onesti ma ingenui", rispondo con nettezza garrula: rimpiangere stocazzo, ragazzi. Rimpiangere stocazzo.
#2
(12-01-2020, 17:50)panenka Ha scritto: Non credo di andare a vedere il film di Gianni Amelio. Non per lui che è un ottimo regista e neppure per Favino che è sempre bravo, ma spero abbia finito di accettare di rifare personaggi famosi. Ma perchè Craxi non l'ho mai sopportato e poi la sua vicenda, come molti di noi, l'ho vissuta in diretta.
Questo è un articolo di Andrea Scanzi. Giusto per ricordare.
 Del film Hammamet si possono dire tre cose. La prima è che la bravura di Favino è quasi prodigiosa. Complice un trucco strepitoso, a tratti è più Craxi di Craxi. Fenomeno. La seconda è che Amelio è un grande regista, a me è sempre piaciuto, ma non dovrebbe fare interviste: la sua supponenza sfrangia le gonadi e fa venir voglia di andare a vedere qualsiasi film tranne il suo (e sarebbe un peccato). La terza è che Hammamet è un film discreto, un po' Divo in diesis minore e un po' Mussolini ultimo atto di Lizzani, con una prova attoriale leggendaria ma anche con "errori" storici che vanno ben oltre la soggettività artistica. Paradossalmente il film, che suona come un'agiografia craxiana, ha indispettito pure Bobo Craxi (che l'ha trovato qua e là troppo cattivo). Insomma: ognuno la vede come vuole, ma certe verità storiche non possono essere confutate. Massimo rispetto per il calvario dello statista e per il dolore dei familiari. In questo senso il film è efficace e coinvolgente. A livello storico, però, siamo oltre il disastro. Rimando, qui, agli articoli/libri di Barbacetto, Gomez, Pipitone e Travaglio. Nello specifico.
- Craxi non era "in esilio": era "latitante".
- Craxi, per quanto mi riguarda, sarà sempre quello che sghignazzò quando i socialisti fischiarono e zimbellarono Berlinguer nell'osceno Congresso di Verona dell'84. Dopo poche settimane, Berlinguer morì. E giustamente i familiari impedirono a Craxi di salutarlo.
- "Durante i quattro anni del suo governo (1983-87) il debito pubblico passò da 400 mila a 1 milione di miliardi di lire e il rapporto debito-Pil dal 70 al 92%, di pari passo con l'impazzimento della spesa pubblica e dell' abusivismo selvaggio (anche grazie al suo mega-condono edilizio)" (Travaglio).
- "L'opposizione a ogni risanamento dei carrozzoni delle Partecipazioni statali, gestiti dai boiardi craxiani (Di Donna, Bitetto, Cagliari, Necci) come vacche da mungere a spese dello Stato con passivi miliardari; la feroce lottizzazione della Rai, l'attacco ai giornalisti e persino ai comici scomodi (da Alberto Cavallari a Beppe Grillo) e, sotto la presidenza di Enrico Manca, la pax televisiva con la Fininvest; i due decreti ad personam del 1985-'86 per neutralizzare le ordinanze dei pretori che pretendevano di far rispettare la legge all'amico Silvio e, nel '90, la legge Mammì, monumento al monopolio della tv privata; l'ostilità alle poche privatizzazioni giuste e necessarie (come quella della Sme, che produceva panettoni di Stato con voragini nei conti pubblici, tentata dall'Iri di Prodi nel 1985; e quella dell'Alfa Romeo, che Prodi nell' 86 voleva vendere alla Ford, mentre Craxi preferì regalarla alla Fiat); l' assalto alla Mondadori tramite l' apposito B., col contorno di tangenti ai giudici; l' ingaggio come consulente giuridico del giudice corrotto Renato Squillante, che garantiva i socialisti da indagini e arresti" (Travaglio).
- I primi attacchi alla magistratura; il proibizionismo sul consumo delle droghe leggere (da cui nacque la Vassalli-Iervolino); il mito della grande riforma "cesarista" (distruggendo la Costituzione); il nepotismo sfrenato; la gestione satrapica del partito; gli attacchi agli intellettuali infedeli (Bobbio); i nani e le ballerine (Scotti, Boldi). Eccetera.
- “I traffici con Gelli e Calvi e i rapporti perfino con l' entourage di Epaminonda” (Travaglio).
- Sigonella viene citata sempre come capolavoro craxiano. Certo, tenne testa a Reagan (e poi, secondo Craxi, furono proprio gli americani a orchestrare "il golpe giudiziario" di Tangentopoli per vendicarsi). In realtà (ancora Travaglio) "Craxi sottrasse al blitz Usa i terroristi palestinesi che avevano appena sequestrato la nave Achille Lauro e assassinato un ebreo paralitico, Leon Klinghoffer, gettandone il cadavere in mare; si impegnò a farli processare in Italia; poi fece caricare il loro capo Abu Abbas su un aereo dei servizi segreti recapitandolo prima nella Jugoslavia di Tito e poi in Iraq, gradito omaggio a Saddam Hussein. Fu l' acme di una politica filoaraba e levantina che portò all' appoggio acritico all' Olp di Arafat (ben prima della svolta moderata), paragonato da Craxi addirittura a Mazzini in pieno Parlamento".
- Craxi era così "europeista" che, nella guerra demente delle Falkland, si schierò coi generali argentini (quelli dei desaparecidos). Isolando l’Italia dal resto dell’Europa, che si schierò con la Thatcher.
E questo sarebbe stato il "genio" Craxi della politica interna ed estera: figuratevi se fosse stato pure stupido. Ci sono poi le vicende giudiziarie. Che restano enormi.
- Il sistema tangentizio, definito "peccato veniale" dal Craxi di Amelio, portò il Paese al tracollo facendo esplodere il debito pubblico e costringendo il governo di Giuliano Amato a fare una manovra da 93mila miliardi, a riformare le pensioni, a prelevare il 6 permille dai conti correnti dall’italiani.
- Al momento della morte, Craxi aveva due sentenze definitive per corruzione e finanziamento illecito a un totale dieci anni di carcere: aveva preso cinque anni e mezzo nel processo per le tangenti Eni-Sai, quattro anni e mezzo per quelle della Metropolitana milanese.
- "Erano poi in corso altri procedimenti che vennero estinti per “morte del reo“. Erano quattro in totale e tre si erano già conclusi con condanne: a tre anni per finanziamento illecito (la cosiddetta Maxitangente Enimont), cinque anni e cinque mesi per corruzione (tangenti Enel), cinque anni e nove mesi per bancarotta fraudolenta (il conto Protezione). In primo grado, invece, Craxi era stato stato condannato – insieme a Silvio Berlusconi – al processo All Iberian: i reati accertati si prescriveranno poi in Appello e quindi in via definitiva in Cassazione" (Pipitone).
- Craxi non venne condannato perché "non poteva non sapere", come si ostinano a dire i nostalgici craxiani e i garantisti a casaccio: venne condannato perché sapeva benissimo e non rubava solo per il partito, bensì anche per se stesso.
- "Indagando sui soldi di Craxi i pm hanno accertato l’esistenza di 150 miliardi di lire, movimentati da diversi prestanome. Uno si chiama Giorgio Tradati, era un suo compagno di scuola e sul conto Constellation Financiere e Northern Holding riceve tra il 1991 e 1992 ventuno miliardi di maxi tangente versata da Silvio Berlusconi dopo che la legge Mammì salva le reti Fininvest. Tradati ha raccontato ai pm che tutto era cominciato “nei primi anni ’80” quando “Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense. Funzionava così: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto“. Su quel conto arriva un fiume di denaro: nel 1986 erano già 15 miliardi. Poi i conti si sdoppiano: nasce International Gold Coast, affiancato da Northern Holding, messo a disposizione da Hugo Cimenti. “Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano“. Quindi scoppia Mani Pulite. “Il 10 febbraio ‘93 – continua Tradati – Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro: so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro…I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi”. Sono le paghe dei giornalisti dell’Avanti!. A cosa servì il resto dei soldi?" (Pipitone).
- Alle domande di Di Pietro su quei soldi, Tradati rispose così: “Anzitutto servivano per finanziare una tv privata romana, la Gbr della signora Anja Pieroni (amante di Craxi e attrice in Fracchia contro Dracula nonché Inferno di Dario Argento)“. “Ma coi soldi di uno dei due conti in Svizzera ci hanno pure comperato case?”. E Tradati: “Un appartamento a New York“. Per il partito? “No di certo“. E con l’altro conto svizzero? “Un appartamento a Barcellona“. La ricostruzione della procura è stata riconosciuta come provata dai giudici del processo All Iberian, sia dal Tribunale che da quelli della corte d’appello di Milano, ed è stata poi confermata dalla Cassazione.
- "I giudici del processo di secondo grado hanno accertato che “Craxi dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata come detto a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo (l’Ivanhoe) a Roma, intestati sempre alla Pieroni”. Alla donna Craxi faceva pagare anche “la servitù, l’autista e la segretaria”. Il leader del Psi dice a Tradati che bisogna “diversificare gli investimenti”. Il suo ex compagno di scuola eseguiva. Dalle indagini risultano diverse “operazioni immobiliari: due a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile“. E poi un prestito di 500 milioni per il fratello di Craxi, Antonio, e per sua moglie Sylvie Sarda" (Pipitone). Non erano esattamente soldi usati per il partito.
- Nella sentenza All Iberian si legge poi: “Craxi è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti…non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti”.
Potrei andare avanti, ma il post è già molto lungo così. Massima compassione umana per la malattia e la morte di un uomo un tempo potentissimo (e cattivissimo) e poi buttato via da quella stessa gente che lo votava (spesso di nascosto) fino al giorno prima delle monetine al Raphael, ma da qui a rimpiangere un politico così ce ne passa. Craxi ha incarnato la politica più spregiudicata e feroce, sorda alla questione morale e compiaciuta nel fottersene di tutto in nome del potere. Alla pletora analfabeta e furbastra che frigna rimpiangendo gli Andreotti e i Craxi (e un giorno magari pure Berlusconi), seguendo il famoso mantra italico "meglio ladri ma furbi che onesti ma ingenui", rispondo con nettezza garrula: rimpiangere stocazzo, ragazzi. Rimpiangere stocazzo.

Non saremo mai d'accordo su Nainggolan ma su Craxi condivido e sottoscrivo parola per parola.
Purtroppo in Italia parlare di "memoria corta" è un eufemismo, ci si dimentica di quello che ha fatto o detto un politico la settimana scorsa figuriamoci di quello che è succcesso 20-30 anni prima.
#3
Su Craxi e su Maran, ma mai su Nainggolan.
#4
Se è per quello rimpiangono ancora Mussolini, che ci ha trascinato nella seconda guerra mondiale appoggiando un pazzo furioso e assassino.... rimpiangere Craxi per l'italiota ignorante è facile e naturale come la partitella del giovedì.
#5
Sostanzialmente sono d'accordo con voi. Ero molto scettico sull'andare a vedere questo film, perché non voglio prendere parte ad una, seppure indiretta, riabilitazione di Craxi, che per me rimane lo spregevole personaggio descritto nell'articolo sopra. Ricordo benissimo le vicende di quegli anni e ricordo chiaramente la fuga in Tunisia, dove aveva possedimenti e protezioni: rifugiato politico stocazzo, era fuggito per evitare la giusta galera. C'è anche da dire che l'estradizione non venne mai richiesta.
Spero che la storia lo ricordi come un criminale che si sottrasse giustizia, la cui famiglia mai restituì i soldi per i quali era stato condannato. Purtroppo ci sono comuni che hanno intestato a Craxi strade comunali, una vera vergogna.
#6
Craxi va discusso come caso giudiziario, non come leader politico o come alcuni (cretini) asseriscono "grande statista".
Craxi ha impersonificato il peggio della politica italiana. Come uomo poi, un gran vigliacco che mai si prese la responsabilità dei suoi crimini. Preferì fuggire al pari di quell'altro (Mussolini) che lo beccarono, almeno lui, travestito da soldato tedesco mentre cercava di scappare oltre il Brennero. Questo delinquente riuscì a oltrepassare i nostri confini ed espatriare senza che nessuno osasse  fare qualcosa per fermarlo. Adesso con questo filmetto del cazzo tentano di ridargli vita, purtroppo noi italiani siamo fatti così, senza un briciolo di memoria.
#7
Renzo, nel 1945 c'erano ancora i partigiani, che fecero trovare la pappa già cucinata agli alleati liberando tutto il nord Italia, e non ultimo inchiodando Mussolini al suo destino; negli anni 90' , sostanzialmente c'era solo Di Pietro ed il pool di Milano, troppo poco.
#8
Scanzi che giudica Craxi...vabbè...
#9
Renzi riabilita Craxi: "Un gigante rispetto ai politici di oggi"
Viva l'Italia!
#10
Craxi è stato un grandissimo, ha cercato di cambiare sto paese beghino cercando di fargli prendere fiducia dopo gli anni assurdi di quei pazzi del 77, di Lotta Continua e di tutte le perversioni politiche di una generazione che, purtroppo, ci portiamo ancora dietro.
Ovvio che quelli, oggi diventati i radical chic che fanno la "cultura" in Italia lo odino profondamente e da qui un film che come una iena si avventa sul cadavere di un leone.
E' stata la vittima più illustre della peggior fogna d'Italia, la magistratura
#11
(15-01-2020, 18:38)Bruvura Ha scritto: Craxi è stato un grandissimo, ha cercato di cambiare sto paese beghino cercando di fargli prendere fiducia dopo gli anni assurdi di quei pazzi del 77, di Lotta Continua e di tutte le perversioni politiche di una generazione che, purtroppo, ci portiamo ancora dietro.
Ovvio che quelli, oggi diventati i radical chic che fanno la "cultura" in Italia lo odino profondamente e da qui un film che come una iena si avventa sul cadavere di un leone.
E' stata la vittima più illustre della peggior fogna d'Italia, la magistratura

Perfettamente daccordo,  un grande statista ,da ricordare per la sua occulata politica economica e la sua impeccabile onesta e trasparenza. Purtroppo peccava di smisurata modestia e preferi alla gloria andare in volontario esilio  in un monastero in Africa !
#12
Assolutamente d'accordo con Gianni. Aggiungo che è anche stato fonte d'ispirazione e stella polare di molti grandi uomini politici che gli sono succeduti. Senza Craxi non avremmo mai avuto Berlusconi e forse D'Alema. Senza Berlusconi non avremmo mai avuto Renzi. Senza Renzi non avremmo mai avuto Salvini e Di Maio. Senza Salvini e Di Maio non avremmo mai avuto Conte. Pensate a tutto quello che ci saremmo persi!
#13
E pensare che le malelingue lo accusarono ingiustamente che durante il suo pontificato il debito pubblico fece un balzo dal 60 al 120%. E poi che discorsi del cavolo quando i tribunali  gli fecero notare  che rubava per sè e per il partito! la risposta lapidaria fu che rubavano tutti e quindi non venitemi a rompere le palle. Meno male che adesso è intervenuto Martelli a difendere questo pover'uomo (500 mln di tangente Enimont) lui sì che dice le cose che vanno dette: Craxi? un rifugiato, un santo praticamente, un perseguitato, uno che è dovuto scappare da questi giudici italici che neanche il codice conoscono. Io che sono stato il ministro della giustizia saprò quello che dico o no ?

Per me Craxi è un eroe al pari di Cerri, la nostra punta migliore dai tempi di rombo di Tuono.
#14
però quando con lui si era la quinta potenza industriale mondiale, il PIL viaggiava veloce, l'europa (merda ora e sempre) non si permetteva di trattarci a merda e contavamo qualcosa a livello mondiale vi faceva comodo eh? Quando ebbe i coglioni per abolire la scala mobile,imporre il concordato alla Chiesa, per implementare la politica industriale, per lanciare la tv privata e la buttava in culo ai comunisti duri e puri che non si accorgevano che era finita non eravate così sboroni.
Ha fatto quello che un capo deve fare, preferisco uno che COME TUTTI GLI ALTRI intascava ma intanto faceva che questi eunuchi che si nascondono dietro le toghe dei magistrati.
Ora avete Salvini, Di Maio, Renzi, godeteveli che io rimpiango chi piuttosto che farsi processare politicamente se ne andò in esilio volontario.
#15
Perfettamente daccordo : si stava meglio quando si stava peggio.
Ps : non ricordo se san Bettino faceva partire  i treni in orario
#16
Bruvura, fino alla caduta del muro, l'economia italiana era drogata, gli americani mandavano i soldi per commesse fasulle e l'apparato reggeva,  Craxi si faceva forte della nostra posizione nello scacchiere mondiale, era un coglione scolpito,  poi un  bel giorno gli yankee ci dissero: " è stato bello finché è durato, mo' so cazzi vostri.". Craxi che ha fatto ? Ha continuato a spandere e spendere forte di un economia sbilenca; il voto di scambio c'era dai tempi di Achille Lauro e la corruzione era peggio ormai del tardo impero romano... Di Pietro ed il pool di Milano hanno dato il colpo di grazia ad una classe politica imbelle, che tolto Moro, che hanno accoppato e Berlinguer che volevano accoppare, è vissuta all'ombra di Washington e Londra dai trattati di Jalta e Potsdam che ne decretavano il destino, destino giusto per un paese che aveva seguito un deficiente pelato appresso ad un pazzo furioso assassino coi baffetti.
#17
L'Europa quando c'era Craxi aveva meno da dire all'Italia perché l'integrazione economica e politica  europea era molto più ridotta. Quelli che ci dicevano cosa fare o non fare all'epoca erano altri, e certo non migliori o più generosi della UE nel cui processo decisionale l'Italia ha voce eccome quando non è guidata da pagliacci come Berlusconi o Salvini.
#18
(15-01-2020, 20:50)Gianni Ha scritto:
(15-01-2020, 18:38)Bruvura Ha scritto: Craxi è stato un grandissimo, ha cercato di cambiare sto paese beghino cercando di fargli prendere fiducia dopo gli anni assurdi di quei pazzi del 77, di Lotta Continua e di tutte le perversioni politiche di una generazione che, purtroppo, ci portiamo ancora dietro.
Ovvio che quelli, oggi diventati i radical chic che fanno la "cultura" in Italia lo odino profondamente e da qui un film che come una iena si avventa sul cadavere di un leone.
E' stata la vittima più illustre della peggior fogna d'Italia, la magistratura

Perfettamente daccordo,  un grande statista ,da ricordare per la sua occulata politica economica e la sua impeccabile onesta e trasparenza. Purtroppo peccava di smisurata modestia e preferi alla gloria andare in volontario esilio  in un monastero in Africa !

[Immagine: icon_rofl.gif]
Forza Cagliari Sempre e Comunque - Si Riparte con CRB!!!  www.giginieddu.it - www.mystescrew.it
#19
Un riepilogo delle vicende giudiziarie di Craxi: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01...i/5675781/
#20
(20-01-2020, 10:14)amman Ha scritto: Un riepilogo delle vicende giudiziarie di Craxi: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01...i/5675781/

Se lo stesso accanimento di quell'aguzzino di Di Pietro lo avesse avuto qualcuno a suo tempo contro De Gasperi o Berlinguer adesso quel fogliaccio fascista scriverebbe di loro. Come si possa dar credito a quei ciarlatani non lo capisco
  


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